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Acqua pubblica, male a Palermo: troppi disinfettanti. Bene a Catania

L'analisi dell'associazione Altroconsumo su 35 città italiane: il capoluogo siciliano è l'unico a non raggiungere la sufficienza. Mentre ai piedi dell'Etna l'acqua è quasi oligominerale

Troppi disinfettanti nell’acqua pubblica di Palermo, 46 microgrammi per litro contro un massimo di 30 previsto dalla legge. Sono i risultati di un’inchiesta realizzata dall’associazione Altroconsumo, che ha analizzato i campioni di acqua di 35 fontanelle pubbliche in altrettante città in giro per l’Italia. I prelievi sono stati effettuati tra gennaio e febbraio 2020. A essere bocciato, soltanto il capoluogo siciliano. L’altra città dell’isola analizzata, Catania, riporta invece buoni risultati. Unico neo il cosiddetto “residuo fisso”, cioè il livello di sali disciolti nell’acqua, che sfora di poco il limite di 500 mcg previsto per le acque oligominerali. Su ogni campione, precisa Altroconsumo, sono stati verificati oltre 400 valori. E 31 fontanelle su 35 hanno ricevuto un giudizio buono o addirittura ottimo.

Le acque da Nord a Sud

A livello nazionale, scrive l’associazione, l’acqua pubblica ha valori “paragonabili a quelli delle acque in bottiglia”. Preoccupa la presenza di microplastiche, che però non si trovano nell’acqua in sé “bensì nell’ambiente e in ciò che, nel tempo, vi abbiamo disperso”. Oltre a Palermo, tre città mostrano “valori più alti, anche se sempre nei limiti di legge”, e si trovano distribuite lungo tutto lo Stivale. L’acqua di Potenza, nell’Italia meridionale, mostra alti livelli di cloriti, “500 mcg per litro quando il limite è 700”. Latina, nel Centro, si segnala per gli alti livelli di arsenico, “problema purtroppo noto in alcune aree del Lazio”. A dispetto del nome, che può far pensare al celebre veleno, si tratta di un metallo pesante presente in natura, “tossico solo se supera certi livelli”. Infine l’acqua di Milano, nel Nord, mostra tracce di nitrati, solventi, cromo e trialometano. Quest’ultima sostanza è la stessa trovata in grandi quantità nell’acqua pubblica di Palermo.

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Allarme trialometano

Il trialometano è un sottoprodotto della disinfezione, e contiene principalmente ipoclorito di sodio, che è il principale componente della candeggina. Non a caso la legge ha fissato una soglia di tolleranza molto bassa, che l’acqua della fontanella di Palermo supera ampiamente. Altroconsumo ha interrogato a proposito l’Amap, la società municipalizzata che gestisce l’acquedotto cittadino. L’azienda “ha confermato di aver aumentato i disinfettanti negli scorsi mesi per prevenzione sanitaria”, ma essendosi accorta di aver superato i limiti “ha in seguito provveduto a rimodulare i dosaggi, portando i valori nell’alveo della legge”. Nell’acqua pubblica di Palermo, inoltre, sono state riscontrate “tracce minime” di pesticidi, “con valori molto al di sotto del limite di legge”. Precisamente 0,028 microgrammi per litro.

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Gli altri valori di Palermo

Questo dato, secondo Altroconsumo, non è particolarmente allarmante. Basti pensare che l’altra città italiana segnalata per la presenza minima di pesticidi, Torino, ha un valore più che doppio con 0,07 microgrammi per litro. Gli altri parametri dell’acqua pubblica di Palermo sono nella norma. La durezza, cioè il contenuto di calcio e magnesio, è di 26 gradi. La legge fissa il valore tra i 15 e i 50 gradi. Il residuo fisso è di 459 mcg per litro, ampiamente sotto la soglia. Buono anche il contenuto di sodio, 55 mcg per litro contro un massimo di 200, mentre è ottimo quello dei nitrati, 9 mcg contro 50. Quanto ai metalli pesanti, l’acqua di Palermo contiene tracce di arsenico, 0,3 mcg per litro contro un massimo di 10, mentre non risultano tracce di piombo. Il giudizio è quindi buono, come anche sulla presenza di solventi e pesticidi.

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I valori di Catania

Dall’altra parte dell’isola, Catania ottiene risultati positivi. La durezza dell’acqua, con 24 gradi, è inferiore a quella di Palermo. Il residuo fisso, come accennato, sfora la soglia dei 500 microgrammi per litro prevista per le acque oligominerali, ma è comunque ben al di sotto della soglia di legge, fissata a 1.500 mcg. Nell’acqua di Catania sono presenti poi 92 mcg di sodio e 13 mcg di nitrati, valore questo ritenuto “ottimo”. Più alta la presenza di arsenico, 2,2 mcg per litro, mentre non risulta presenza di cromo. Ottimo anche il giudizio su pesticidi, solventi e disinfettanti. Il capoluogo etneo ottiene dunque un buon giudizio complessivo, come la stragrande maggioranza delle città italiane.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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