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Aeroporti, voli dimezzati. “Ma il peggio deve ancora venire”

Al Fontanarossa passeggeri diminuiti del 40 per cento. Tratte ridotte anche al Birgi e al Pio La Torre. La crisi da coronavirus secondo i vertici degli scali di Catania, Comiso e Trapani

Voli dimezzati e calo dei passeggeri tra il 35 e il 40 per cento. Il coronavirus sta azzoppando gli aeroporti siciliani. Rosario Dibennardo (Ad di Soaco) si dice “molto preoccupato”. Per il presidente di Airgest Salvatore Ombra, le misure del governo sarebbero “eccessive”. E secondo Nico Torrisi, amministratore delegato di Sac, il peggio deve ancora arrivare. Lo confermano anche gli scenari della dell’International Air Transport Association (Iata), che stima un danno per il trasporto globale passeggeri tra i 63 i 113 miliardi di dollari: nel 2020, il settore in Italia rischia di perdere un quarto del proprio fatturato.

Catania, Torrisi: “Il peggio nelle prossime settimane”

L’aeroporto di Catania sta registrando un calo dei passeggeri attorno al 40 per cento. “Sono tantissimi i voli che viaggiano con poche persone a bordo”, spiega Nico Torrisi, amministratore delegato di Sac, la società che gestisce lo scalo etneo. “Molti, pur avendo acquistato il biglietto, non si presentano all’imbarco”. Dopo un avvio di 2020 positivo, anche Catania ha iniziato a sentire il peso del coronavirus, “soprattutto negli ultimi dieci giorni di febbraio”. Al Fontanarossa, Ryanair ha dimezzato le rotazioni per Roma e per Bergamo Orio al Serio. Altre compagnie hanno operato delle riduzioni, soprattutto l’ungherese Wizzair, EasyJet e Alitalia. Dal primo marzo, Turkish Airlines ha cancellato tutti i voli per l’Italia, compreso il diretto Istanbul-Catania. Il danno è doppio, perché – come sottolinea Torrisi – non intacca solo i voli verso la Turchia: “Istanbul è un hub che permetteva di fare scalo verso altre destinazioni che, in questo momento, da Catania non saranno più raggiungibili”. La situazione di Catania, continua l’Ad, “è del tutto simile a quello che si sta verificando in tutta Italia e anche in altri Stati europei, con una riduzione sostanziale dei viaggi, sia nazionale che internazionale”. Il peggio, però, non sarebbe ancora arrivato: Torrisi prevede che ci sarà “una ripercussione maggiore nelle prossime settimane”. Il traffico aereo, peraltro, è solo una spia del movimento turistico: “È un settore in ginocchio che deve interrogarsi per capire come andare avanti, coprire i costi e garantire i livelli occupazionali”.

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Trapani, Ombra: “Pandemia psicologica”

A Trapani l’unica tratta cancellata è stata quella percorsa da Alitalia verso Milano. Sette voli alla settimana, fermati fino all’8 marzo. Si teme però un blocco più lungo: sul sito della compagnia, infatti, la prima data disponibile per l’acquisto è il 29 marzo. Oltre l’unico blocco integrare, c’è una riduzione dei voli vicina al 50 per cento. Quelli settimanali di Ryanair verso Bologna sono passati da sette a quattro. Riduzioni sono state operate anche per Pisa e Bergamo. “Le ripercussioni sono pesantissime”, afferma Salvatore Ombra, presidente di Airgest, la società che gestisce lo scalo. “Il nostro aeroporto e tutto il territorio di Trapani ne sta risentendo”. Ombra parla di “pandemia psicologica” e definisce le misure adottate dal governo “eccessive e ingiustificate”.

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Comiso, Dibennardo: “Preoccupato per il territorio”

Comiso ha registrato un calo dei passeggeri forte, ma inferiore rispetto agli altri aeroporti siciliani: attorno al 35 per cento. Lo scalo ragusano è l’unico della regione a non aver subito nessuna cancellazione di tratte. Anche qui, però, ci sono state pesanti riduzioni. Ryanair ha tagliato un quarto dei voli: non si può più volare il giovedì e il sabato per Milano (cancellati i voli dei 19, 21, 26 e 28 marzo). Non decolleranno gli aerei in direzione Pisa (il 23 e 25 marzo) e Roma (23, 25 e 27 marzo). “Sono molto preoccupato, anche per le ripercussioni che questo ha nell’intero territorio”, spiega Rosario Dibennardo, amministratore delegato di Soaco. “La Fiera di Berlino è stata cancellata e noi abbiamo dovuto annullare la nostra partecipazione”. È saltata così la presentazione della nuova tratta, da Comiso verso la capitale tedesca, che Soaco avrebbe dovuto svelare in Germania, insieme a Easyjet, il 6 marzo. Al momento, invece, Dibennardo conferma i nuovi voli estivi presentati alla fine di febbraio, compresi quelli per Londra Stansted e la nuova rotta bisettimanale di Blue Air per Torino.

Palermo, calo del 30-40 per cento

L’aeroporto di Palermo aveva iniziato il 2020 in modo brillante, con un incremento dei passeggeri del 7 per cento. Secondo i dati dell’ufficio statistiche della Gesap, la società di gestione dello scalo, i problemi sono iniziati nell’ultima settimana di febbraio: il calo dei viaggiatori – fa sapere Gesap in una nota – è stato tra il 30 e il 40 per cento. Una frenata definita “brusca” e “causata dall’emergenza sanitaria”. Il saldo del primo bimestre resta comunque positivo rispetto a un anno fa. Ma se, come molto probabile, l’andamento di fine febbraio dovesse proseguire, il segno potrebbe presto cambiare.

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Il conto del Covid-19 sul trasporto aereo

Il traffico passeggeri di gennaio è aumentato, secondo i dati della Iata, del 2,4 per cento. Si tratta dell’incremento più basso dall’aprile 2010, quando molti aerei rimasero a terra per l’eruzione del vulcano Eyjafjöll. Per Alexandre de Juniac, ceo della Iata, è solo “la punta del’iceberg dell’impatto che avrà il Covid-19”. L’organizzazione ha infatti tracciato due scenari: uno più conservativo, l’altro più severo (ma per nulla improbabile). Entrambi sono molto pesanti per l’Italia. Nel caso di un quadro più soft, il fatturato dal trasporto aereo passeggeri a livello globale potrebbe rimetterci 63 miliardi di dollari. In termini percentuali, l’Italia è il Paese con le perdite maggiori: il 24 per cento. Cioè più della Cina (che si ferma al 23 per cento), di Francia e Germania (che tamponano la perdita al 10 per cento). Questo scenario sembra però fin troppo ottimistico: limita infatti l’analisi ai soli Stati con più di cento contagiati. Se invece si allarga il fronte dell’epidemia (coinvolgendo nella stima tutti i Paesi in cui a oggi sono stati registrati almeno dieci casi), il conto lievita a 113 miliardi di dollari. I principali Paesi europei (Italia inclusa) avrebbero una perdita oltre i 37 miliardi e lascerebbero a terra un quarto dei passeggeri.

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