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Meglio last minute che mai: Trapani e Comiso decollano

Il viceministro Cancelleri agevola le richieste di Airgest e Soaco, correggendo il decreto che decretava lo stop fino 14 luglio. Si torna a volare il 21 dal Birgi e il 22 giugno dal Pio La Torre

Gli aeroporti di Trapani e Comiso resteranno chiusi fino al 14 luglio. Anzi no. Dopo l’ennesimo pastrocchio normativo, i due scali riapriranno secondo il calendario dei voli previsto: dal 21 giugno il Vincenzo Florio e e dal 22 il Pio La Torre, come previsto. Eppure, per l’intera mattinata, un decreto firmato dalla ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, diceva il contrario: Trapani e Comiso erano inclusi tra gli aeroporti che sarebbero rimasti chiusi per un altro mese, assieme (tra gli altri) a quelli di Cuneo, Treviso, Trieste, Rimini, Crotone, Reggio Calabria, Milano Linate. Un problema, perché la proroga avrebbe fatto saltare tre settimane di voli già programmati. Il presidente di Airgest, Salvatore Ombra, aveva parlato di “assurdità”. Il cambio di rotta è stato ufficializzato dal viceministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri: le richieste avanzate dai due aeroporti siciliani sono state accolte dall’Enac.

L’intervento di Cancelleri

“Mi sono voluto accertare personalmente come mai gli aeroporti di Comiso e di Trapani non fossero stati inseriti nel decreto del Mit, che dispone l’operatività degli scali su tutto il territorio nazionale”, ha spiegato Cancelleri. “Ho sentito i presidenti delle società che gestiscono i due aeroporti siciliani e li ho rassicurati della riapertura secondo le loro necessità”. Il viceministro ha anticipato l’ufficialità: “Ho chiamato direttamente il presidente dell’Enac, Nicola Zaccheo per accertarmi dell’esito delle due istanze. Non solo mi ha rassicurato che non vi è nessun motivo per non accogliere le richieste e poter consentire ai due aeroporti di riprendere le attività, ma ha anche chiarito che per nessun motivo si vogliono lasciar chiusi i due scali”. Hanno quindi funzionato le proteste e le richieste inviate da Airgest (che si è mossa con una missiva all’Enac solo in mattinata) e Soaco. L’articolo 1 del decreto lasciava infatti aperta la possibilità di integrare l’elenco delle strutture autorizzate a operare. Poche ore prima dell’intervento di Cancelleri, le due società erano intervenute duramente per spingere il ritorno all’operatività.

Ombra, decreto “assurdo”

“Aprire le discoteche ma tenere chiusi gli aeroporti” sarebbe stato “assurdo”, secondo Ombra. Anche perché “è stata eliminata la norma che prevedeva il distanziamento sociale in aereo: ormai, com’è giusto che sia, si possono occupare tutti i posti all’interno dell’aeromobile”. Peraltro, se la ragione fosse stata sanitaria, ci sarebbe stato un effetto collaterale: la chiusura di Trapani avrebbe rischiato di congestionare Palermo. “Nel Nord Italia – ha aggiunto Ombra – ci si può spostare in altri modi: si può prendere un Frecciarossa o un pullman. Ma in Sicilia, per le grandi distanze, ci sono solo gli aerei. Mica possiamo spostarci in mongolfiera”. Tenere chiuso lo scalo fino a luglio avrebbe avuto “ripercussioni pesanti per l’economia del territorio”. Il primo volo, invece, era e resta il Ryanair per Bologna del 21 giugno. Così come viene confermata la manifestazione indetta per il 17 giugno all’ingresso del Vincenzo Florio contro l’abbandono di Alitalia.

Leggi anche – Isole, trasporti in rosso: le norme anti Covid tagliano il 40 per cento dei posti

Comiso riapre il 22 giugno

Contro il decreto si era schierato anche l’amministratore delegato di Soaco, la società che gestisce l’aeroporto di Comiso, Rosario Dibennardo. Il primo volo è in programma per Milano Malpensa il 22 giugno. Dal 3 luglio tornerà a volare Ryanair, da e verso Pisa, Bruxelles e Francoforte. Un calendario che, in caso di chiusura prorogata, sarebbe saltato. Restano invece ancora da definire i voli per Londra Stansted e Roma Fiumicino. Si attende anche la programmazione di quelli annunciati quattro mesi fa: il Blue Air per Torino e gli EasyJet per Milano e Berlino. E se l’assenza di Trapani potrebbe congestionare Palermo, quella di Comiso potrebbe avere un impatto su Catania. Tra incertezze e tempi brevi, le compagnie aeree (quasi sempre le stesse low-cost già in rotta con il governo) avrebbero avuto difficoltà a programmare le tratte. Un’auto-correzione del governo ha rimediato. Meglio last-minute che mai.

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