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Agricoltura, c’è una Sicilia che innova. A partire dal vino

Per l'agricoltura in Sicilia non è un periodo totalmente buio. A partire dal settore vitivinicolo, tante aziende stanno investendo su nuove tecniche e utilizzo innovativo delle materie prime locali. Tutte sostenute dal Psr, con finanziamenti per oltre 460 mila euro

In agricoltura c’è una Sicilia che innova. A partire dal vino, ma non solo. Quello vitivinicolo è solo uno dei settori in cui le aziende agricole siciliane hanno investito puntando sull’innovazione. Dall’olio alla canapa, dagli ortaggi migliorati con concimi bio, alla promozione dell’aceto siciliano, esistono oltre 50 progetti finanziati per produrre in modo nuovo e sostenibile. Così tutta l’agricoltura in Sicilia prova a garantirsi una competizione maggiore nel mercato. I progetti innovativi sono elencate all’interno della banca di Innovarurale. Hanno in maggioranza durata pluriennale e finanziamenti medi di 500 mila euro.

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Vino, l’innovazione è un “fenomeno sistemico”

Il report “Innovazione come motore della competitività e sostenibilità” realizzato da Rete Rurale Nazionale con la collaborazione di Ismea, definisce le innovazioni nel settore vitivinicolo “un fenomeno sistemico”. In tutta Italia i produttori di vino investono, ma “in molti casi dovendo ridimensionare il budget in virtù di un contesto certamente non facile, altre volte rimanendo coerenti con gli obiettivi di investimento prefissati e, più raramente, investendo anche più di quanto preventivato”. In realtà, come cita lo stesso report, il 26% delle aziende campione (176) ha dichiarato di non aver messo in conto investimenti in innovazione. Il 26% lo ha fatto in linea con le attese. Il 38% ha investito, ma meno di quanto previsto e solo il 10% ha speso piu di quanto preventivato.

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I sei ostacoli all’innovazione (non in Sicilia)

La ricerca di Rete Rurale e Ismea ha rintracciato anche sei motivi che frenano gli investimenti in innovazione nel settore vitivinicolo. Le aziende non sembrano avere paura del “rischio d’impresa”. Difficoltà di accesso al credito, difficoltà di accesso ai fondi comunitari e onerosità dei piani di ammortamento sono un freno solo per il 22% delle aziende produttrici di vino. Il 25% non investe perchè non vede benefici tangibili. Il 45% ritiene invece di avere un’azienda troppo piccola per investire capitali in innovazione. Come rilevato da Assovini a gennaio, il 74% delle cantine siciliane è gestito a conduzione familiare. Si tratta proprio di aziende medie o piccole, fortemente identitarie, che per il 50% ha investito però in trasformazione digitale. Più dei nuovi gestionali, gli imprenditori del vino siciliani sono convinti dell’utilità del marketing, ambito in cui il 72% delle attività ha effettivamente investito denaro.

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Sicilia, 52 progetti innovativi per l’agricoltura

Innovarurale è il portale gestito da Crea e Ismea in cui è possibile consultare la banca dati sui Gruppi Operativi finanziati, nei loro progetti innovativi, con il Programma di Sviluppo Rurale Nazionale. I piani oggi in corso grazie ai fondi sono 52 solo in Sicilia e non appartengono solo al settore vitivinicolo. Tutti i 52 progetti hanno ricevuto tra i 460 mila e i 500 mila euro. Ecco qualche esempio. In provincia di Ragusa, la Agrikam, ha ottenuto il massimo finanziabile (cioè 500 mila euro) per applicare strategie ecosostenibili, a basso impatto ambientale e per massimizzare la produzione di ortaggi dall’utilizzo di funghi e foglie. Tra Catania, Siracusa e Ragusa, l’associazione Canapa di Sicilia ha ottenuto oltre 495 mila euro per diffondere la coltivazione della canapa industriale e studiare il grado di adattamento della varietà a fronte del cambiamento climatico.

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In Sicilia vini minori e olio da filiera corta

Tornando alla produzione di vino, è in corso in Sicilia, coinvolgendo ben cinque province (Trapani, Palermo, Messina, Agrigento e Ragusa) un progetto per la produzione di vini di qualità dall’utilizzo di vitigni autoctoni minori. Il gruppo operativo Bivisi ha ottenuto per questo un finanziamento di 500mila euro. Dello stesso importo il finanziamento concesso a Veisca (Agrigento), che ha avviato un piano per la viticoltura nei suoli calcarei, ottimizzando i processi di produzione ed in particolare l’uso dell’acqua. Il gruppo operativo Innovolio ha potuto investire oltre 469 mila euro, in provincia di Catania, su processi per aumentare la produttività, ridurre gli impatti, valorizzare i residui dei frantoi per l’olio d’oliva. In particolare per una migliore integrazione dei produttori primari nella filiera agroalimentare attraverso i regimi di qualità, mercati locali e filiere corte.

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La serra dove si manipola lo spettro solare

Per la valorizzazione dell’aceto siciliano, la Acevù ha ottenuto 496 mila euro. In provincia di Catania, il gruppo operativo, produrrà “un aceto con tecniche innovative di particolari caratteristiche organolettiche e con una caratterizzazione di tipicità territoriale“. Verranno finanziati con la stessa somma anche attività di promozione del prodotto, attraverso l’organizzazione di campi dimostrativi per la produzione di uva e prove di acetificazione. Ma anche interventi di animazione e attività di divulgazione. Altri 498 mila euro sono andati alla Market Led Srl di Ragusa, per un particolare tipo di coltivazione in serra. Nell’attività è previsto “l’utilizzo della tecnologia abilitante chiave dei punti quantici inseriti nei film di polimeri ai fini della manipolazione dello spettro solare” e una riduzione degli impatti ambientali attraverso l’utilizzo di acqua ed energia. Tutti gli altri progetti siciliani sono consultabili a questo link.

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Chiara Borzì
Chiara Borzì
Sono una giornalista specializzata nei temi di economia, impresa, ambiente, cultura e sport. Attualmente dottoranda di ricerca e cultrice della materia di "Storia Contemporanea" presso l’Università degli Studi di Enna "Kore".

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