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Agrigento, la marcia nata dal basso contro l’isolamento

Il 25 gennaio 43 sindaci e decine di associazioni manifesteranno contro l'isolamento della provincia. Attesi in migliaia, radunati tramite passa parola dal Cartello sociale formato da Cgil Cisl Uil e Curia

Saranno in cento, in mille, in diecimila? “Di norma ad una grande manifestazione pubblica partecipano una cinquantina di persone. Domani solo i sindaci saranno 43. Si prevede una protesta come mai si è riusciti a fare”. Alfonso Buscemi, segretario generale della Cgil di Agrigento, è entusiasta. Lui è uno dei promotori della cosiddetta “marcia dei sindaci”: domattina, alle 11, lungo la statale 640 che collega Porto Empedocle e Caltanissetta, tra le rotonde “Giunone” e “degli scrittori”, in tanti manifesteranno contro l’isolamento infrastrutturale della città. Un’idea nata sottotraccia, senza pubblicità e comunicati stampa, ma che ha visto, da subito, una grande partecipazione dal basso. Il gruppo promotore è il Cartello sociale, formato una decina di anni fa da Cgil, Cisl e Uil insieme alla Pastorale sociale della curia di Agrigento. Un tavolo di confronto permanente sui problemi della città, riattivato proprio per l’evento che si preannuncia come il più grande nella storia recente della provincia. Dai comuni aderenti arriveranno ben 33 pullman da cinquanta posti, cui si uniranno “decine di associazioni di ogni tipo, da quelle datoriali a quelle ambientaliste. Abbiamo dato la scossa. Ora è diventata la protesta della gente”, racconta don Mario Sorce della Pastorale sociale e parroco nel quartiere Quadrivio di Agrigento. E alla manifestaIone ci sarà anche il cardinale Francesco Montenegro, l’arcivescovo.

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Uno dei volantini della marcia

Un Cartello sociale rinato in prefettura

L’organizzazione è cominciata lo scorso 4 gennaio, nel corso di una riunione in prefettura per fare il punto sullo stato delle strade girgentine alla quale partecipavano sindaci, sindacati, organizzazioni datoriali e i rappresentanti della Curia. “C’erano almeno 35 sindaci”, racconta Buscemi. In quella sede Cgil, Cisl e Uil annunciavano una propria manifestazione per l’11 gennaio. “Don Mario Sorce ha però rilanciato, chiedendone di farne una che comprendesse i comuni. Così, alla presenza dei sindaci, si è stabilita la data del 25. Lì è rinato anche il Cartello sociale“, racconta Buscemi. “Da quando mancano provincia e Camera di Commercio – spiega Sorce -, la città si è ritrovata senza una cabina di regia. Da circa un anno ogni tema di interesse pubblico finisce sul tavolo della prefettura, dalla spazzatura all’acqua alla viabilità. La disastrosa situazione, coi sindaci lasciati soli di fronte a problemi sempre più impellenti e in mancanza di risorse, ci ha spinto a organizzare la marcia”.

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Incontro con Cancelleri e Anas

Le rivendicazioni dei manifestanti passano dai collegamenti ferroviari a quelli stradali. La viabilità del territorio è una corsa ad ostacoli. Sulla statale 189 Palermo-Agrigento in particolare, “è presente al bivio Casteltermini ormai da cinque anni un semaforo con senso di marcia alternato”, racconta Buscemi. La soluzione è stata creata per bypassare un cavalcavia “lungo pochi metri, che potrebbe essere ripristinato in poche ore. Non si tratta di una grande opera, non è certo un ponte Morandi. Eppure nessuno fa nulla, a risentirne sono residenti e turisti”. Non va meglio neppure lungo l’autostrada A19, dove oggi Anas ha annunciato la chiusura con uscita obbligatoria a Tremonzelli per i mezzi pesanti, complicando ulteriormente i collegamenti dal capoluogo. Problemi anche a Licata, terzo comune della provincia per popolazione. “La statale 115, quando piove, diventa inagibile. Anche la via alternativa da contrada Mosella è da anni costellata da avvallamenti che causano una miriade di incidenti”, racconta Angelo Pisano, presidente di Federconsumatori Agrigento (una delle tante sigle aderenti all’iniziativa). Per questo e altri problemi il Cartello sociale e i sindaci hanno ottenuto dal viceministro alle Infrastrure Giancarlo Cancelleri, “un incontro l’8 febbraio in prefettura, alla presenza dei vertici Anas e speriamo dell’assessore regionale Marco Falcone. Dobbiamo trovare soluzioni, ci sono decine di strade chiuse al traffico”, spiega Buscemi.

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Le richieste di Anci Sicilia

Tra gli aderenti all’iniziativa anche Anci Sicilia. L’associazione dei comuni, guidata dal primo cittadino di Palermo Leoluca Orlando, chiede la convocazione di un tavolo permanente tra governo nazionale, governo regionale ed enti locali per sollecitare e monitorare le procedure necessarie “per far uscire la Sicilia dall’attuale situazione di emergenza e di inaccettabili ritardi”. Secondo Orlando “non si possono far pagare ancora ai nostri territori i danni prodotti da una miscela di inefficienze, illegalità e talora anche ruberie del passato e da veri o presunti contrasti in atto tra le istituzioni”. Anci sollecita un confronto “anche per far cessare un interminabile quanto estenuante dibattito sulla stampa privo di scelte e azioni concrete che, al di là di polemiche e chiacchiere, possano fare uscire la Sicilia, attraverso una proficua collaborazione interistituzionale, da una disastrosa emergenza nel sistema viario”.

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Migliaia di adesioni

In queste settimane la manifestazione ha raccolto adesioni soprattutto grazie al passaparola e ai social. Pochi accenni sulle testate locali. “Tutto è passato volutamente sotto traccia, dovendo coinvolgere una moltitudine di soggetti con sensibilità e visioni politiche diverse”, spiega Buscemi. Forse non avranno lo stesso impatto delle sardine ma il metodo non è nuovo in città. Tre anni fa una manifestazione organizzata in maniera simile ha portato in piazza tremila persone. “Saremo in tanti e sono certo che la protesta si allargherà ad altri territori”, conclude don Mario Sorce.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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