fbpx

Agriturismo in crescita in Sicilia, ma le aziende femminili pagano il pregiudizio

L'agriturismo in Sicilia è in crescita: le aziende attive sono poco meno di mille, e le cessazioni sono le più basse d'Italia, secondo i dati Istat. Per il presidente Confagricoltura Sicilia considera l'ospitalità un strada da percorrere per "diversificare" a causa della crisi climatica. E resta soprattutto "il pregiudizio di collaborare con capi azienda donne", spiega l'imprenditrice Maria Consiglio.

L’agriturismo è in crescita in Sicilia. Nell’Isola si contano 975 strutture, con un tasso di nuove attivazioni del 5,3 per cento. Ad affermarlo gli ultimi dati Istat, relativi al 2022, che sottolineano la stessa tendenza per tutta Italia, dove si contano 25.859 aziende agrituristiche attive, in crescita del 1,8 per cento (459 in più) rispetto al 2021. La crescita maggiore si è verificata nel Nord-ovest (più 2,7 per cento) e nel Nord-est (più 2,4 per cento). In leggero aumento (più 0,7 per cento rispetto al 2021) la presenza delle donne imprenditrici, che sono più di un terzo di tutti i conduttori. “Ma io e le mie colleghe abbiamo a che fare con tanti uomini che trovano ancora difficile essere guidati da una donna“, racconta Maria Consiglio, titolare dell’agriturismo “Corte Aragonese” e consigliera Agriturist, nel territorio di Paternò. E anche i dati sembrano darle ragione.

Leggi anche – Start up femminili soprattutto al Sud. In Sicilia sono poche e rischiano di sparire

Campania, equilibrio tra gestione di donne e uomini

Sale ovunque il numero di donne capo azienda di un’attività agrituristica n Italia, ma solo in Campania le imprese gestite dagli uomini sono di numero pari rispetto quelle “rosa”. In Toscana la crescita degli agriturismi con gestione al femminile ha sfiorato il 20 cento, mentre la crescita più bassa è stata registrata in Basilicata (1,2 per cento). Nel 2022, la regione lucana conta 378 aziende di questo tipo, in crescita del 4,3 per cento. Il terzo dato più alto per Sud e Isole, dove l’aumento maggiore è stato registrato proprio in Campania (4,9 per cento), ma anche in Puglia (4,8 per cento). Come anticipato, solo in Campania il numero di imprese agricole gestite da donne è praticamente pari a quelle con capo azienda uomo: 429 contro 468. Simili anche i dati della Calabria: 258 contro 295. In Basilica sono 104 contro 107. Diversi, invece, i dati della Sicilia: le imprese maschili sono 597 mentre quelle femminili 378.

Le aziende femminili chiudono più spesso delle maschili

In Italia le aziende agricole gestite da uomini sono cresciute anche ad un ritmo maggiore nel 2022. Esattamente del 2,2 per cento in un anno. Le realtà rosa sono in aumento anche in Sicilia, ma solo dello 0,8 per cento. Ma è uno dei dati migliori. In Umbria la variazione in un anno ha registrato un dato negativo del 10,5 per cento. In Trentino e Basilicata il dato è negativo di oltre il 4 per cento. Dati a ribasso sono stati registrati da Istat anche per Valle d’Aosta (meno 3,7 per cento), Basilicata (meno 4,6 per cento), Sardegna (meno 4,1), così come in Piemonte (meno 2,4 per cento), Emilia-Romagna e Lazio (entrambe in calo del 1,8 per cento). In otto territori, le aziende agricole femminili sono scomparse piuttosto che sopravvivere. Cinque soli territori hanno mostrato la stessa tendenza negativi per le aziende agricole maschili: l’Umbria con un calo del 6,5 per cento, l’Emilia-Romagna con meno 3,4 per cento) e l’Abruzzo in calo del 1 per cento.

Leggi anche – Investimenti nelle aziende agricole, c’è la graduatoria del Psr Sicilia

La Sicilia ha il tasso di cessazione più basso d’Italia

Istat ha rilevato in Toscana il tasso di attivazione (nuove aziende autorizzate/totale aziende) più alto (30 per cento). Alla Sicilia tocca in questo contesto un record positivo: è la regione con il tasso di cessazione più basso, pari al 10 per cento. Questo dato, sommato a un tasso di attivazioni positivo del 5,3 per cento, porta a un aumento anche delle imprese agrituristiche siciliane, cresciute di 16 unità nel 2022 sul 2021 (da 959 a 975 (più 1,7 per cento). Una crescita, come visto, che vale sia per quelle gestite da uomini che per quelle gestite da donne. Ma il cambiamento climatico sta mettendo in difficoltà tutte le realtà. Un “peso” in più sembra zavorrare gli agriturismi con un capo azienda donna, che dai dati sono più in difficoltà rispetto i colleghi nel mantenere attiva la propria impresa.

Confagricoltura: “La Sicilia è migliorata enormemente”

Il buono stato di salute delle aziende agrituristiche nell’isola ha motivazioni che il presidente di Confagricoltura Sicilia, Rosario Marchese Ragona, rintraccia nell’appeal turistico della regione. “Il dato Istat la dice lunga sull‘interesse che il turista ha per il nostro territorio. La Sicilia è fatta anche di agriturismi, di offerta di eccellenza, che è migliorata enormemente col tempo. Se un tempo guardavamo alla Toscana come esempio, oggi possiamo dire che la Sicilia ha recuperato tantissimo in qualità dell’offerta grazie a ciò che il Padre Eterno ci ha dato”. Se il cambiamento climatico “morde” scegliere di puntare su un agriturismo può essere considerata una strada da percorrere per generare reddito. “Aprire un agriturismo non è la soluzione per risolvere le difficoltà legate al clima, ma l’agricoltore è un imprenditore. E un imprenditore deve fare reddito. L’agriturismo diventa quindi un’occasione per diversificare, una nuova frontiera. È sicuramente una grande opportunità per mettere a disposizione quel che l’azienda produce puntando all’accoglienza”.

Leggi anche – Cia Sicilia Orientale. “Prima risposta” 7,5 milioni di euro per la crisi climatica

Maria Consiglio: “Ho perseverato, lavoro da 20 anni”

L’imprenditrice Maria Consiglio, titolare dell’agriturismo “Corte Aragonese” a Paternò

In Sicilia essere donna e gestore di un agriturismo non è semplice. Come nel passato le imprenditrici scontano il pregiudizio di genere. Non sono ancora considerate all’altezza di gestire, di guidare un’azienda agrituristica. Nell’Isola il settore resta a maggioranza maschile, che a sua volta sembra mostrare una componente ancora legata ad uno stereotipo. “Faccio attività dal 2005, sono passati quasi venti anni” spiega Maria Consiglio, titolare dell’agriturismo “Corte Aragonese” e consigliera Agruturist. “I miei dipendenti uomini credevano che non fossi capace di svolgere il mio lavoro perché donna. Hanno cercato di sminuirmi, anche perché notavano, al contrario, le mie capacità di gestione”. Consiglio non ha alle spalle una tradizione di famiglia attiva nel settore. Ha dei ricordi legati alla vigna del bisnonno, che frequentava durante la vendemmia. “I miei genitori facevano tutt’altro mestiere. Il mio bisnonno aveva invece un palmento antichissimo. Andavo alla vendemmia e per me era una festa. Questi ricordi sono bei ricordi, ma sono arrivata al mio lavoro per strade diverse. Sono laureata in ingegneria elettronica, i miei mi hanno convita a provare Scienze e tecnologie agrarie. Da lì mi sono accorta di riuscire in questo mestiere. Alla fine ho visto di essere portata ed è nato Agriturismo Corte Aragonese”. “Ho ricevuto critiche gratuite dai miei colleghi uomini, ma ho perseverato e la mia attività è andata avanti”, ha concluso l’imprenditrice siciliana.

- Pubblicità -
Chiara Borzì
Chiara Borzì
Sono una giornalista specializzata nei temi di economia, impresa, ambiente, cultura e sport. Attualmente dottoranda di ricerca e cultrice della materia di "Storia Contemporanea" presso l’Università degli Studi di Enna "Kore".

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Social

25,010FansMi piace
712FollowerSegui
392FollowerSegui
679IscrittiIscriviti
- Pubblicità -

Ultimi Articoli