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Ambulanze anti Covid al Nord. “Alla Regione non interessano”

Le ambulanze per il biocontenimento si fanno a Catania ma vanno in Lombardia, Liguria e Campania. Nessuna richiesta dalla Sicilia che non avrebbe fornito neanche le mascherine

Veicoli speciali come le ambulanze per la rianimazione e il biocontenimento sono utili a limitare il contagio da malattie infettive. Covid-19 annesso. A produrli in Italia anche la catanese GGG Elettromeccanica, ma nessuno dei mezzi è stato venduto alla Sicilia. “Avremmo dato volentieri priorità alle richieste venute dall’Isola”, afferma Giovanni Grasso, terza generazione. Il padre Francesco, Ceo dell’azienda, coordina da casa “dov’è confinato per ragioni anagrafiche, essendo classe ’40”. L’azienda lavora dal 1962 con Protezione civile, forze dell’ordine e istituzioni. La Sicilia “non è il nostro mercato di riferimento” e non lo è diventato neanche in questo periodo particolare, dicono. Hanno venduto e stanno vendendo in Campania, Liguria e Lombardia, ma anche allo Stato Maggiore e alla Difesa. Non solo. Dall’Isola non sono arrivati neanche i dispositivi di protezione individuale. “Abbiamo quasi rischiato una rivolta dei dipendenti” e la protesta è rientrata quando a comprarli ci ha pensato la stessa azienda.

Nessuna mascherina dalla Protezione civile

La GGG non ha mai chiuso la sua produzione di ambulanze. È considerata strategica. Dà lavoro a 26 dipendenti, “ma l’azienda fa lo sviluppo dei prodotti e cede all’esterno alcuni produzioni”. Per lavorare in sicurezza è stato attivato “un protocollo molto stretto”. Limitato al massimo il contatto tra persone esterne: “non sono ammesse in questo periodo nello stabilimento, viviamo da quasi tre mesi con maschere e guanti”. Anche le merci che entrano in magazzino vengono sterilizzate. Qualche tempo fa però hanno vissuto momenti di tensione, data la mancanza di dispositivi di sicurezza individuale. “La Protezione civile regionale non ci ha mandato nulla”. Il problema è stato superato dall’azienda che deve provvedere all’acquisto dei dpi ancora oggi. “Purtroppo, finora, non ci hanno fornito neanche una mascherina”.

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Prezzi “congelati”

Le ambulanze per la rianimazione vengono prodotte in circa 15 giorni e hanno un prezzo base di 75 mila euro, 100 con il biocontenimento mobile. Una cabina (praticamente un camion) che funge da ospedale di terapia intensiva con quattro postazioni ne costa invece circa 200. Sono alcuni dei numeri che snocciola Grasso. “Costi che non abbiamo modificato, sebbene con la pandemia sono aumentate le spese di produzione. Inoltre è più complesso riuscire ad avere i pezzi”. Con l’esplosione della pandemia da Covid-19 le richieste sono cambiate e la produzione, aumentata, si è concentrata sui mezzi di soccorso specializzati. Sono strumenti che riescono “quasi ad azzerare il rischio di contagio” perché da una parte isolano completamente il paziente dai sanitari che lo soccorrono, dall’altra lo isolano anche dall’ambiente, riducendo la necessità di disinfettare tutto a ogni trasporto di malati o sospetti tali. “In più sono mobili e quindi possono essere spostati dove servono”.

Radiodiagnostica all’Asp di Siracusa

Gli strumenti sono utili, ma “in Sicilia non ne ho venduti”. “Le dinamiche negli enti pubblici sono complesse ed è difficile comprendere quali sono i meccanismi decisionali e le strategie di contenimento che ha intrapreso la cabina di regia siciliana”. L’unico ente siciliano che ha richiesto un mezzo è stata l’Asp di Siracusa. Nessuna ambulanza però, ma un camion per la radiodiagnostica. “Un reparto di radiologia su ruote”. L’ordine in realtà è di prima della diffusione del contagio ma per la situazione “è stata asservito al Covid-19”. In pratica sono state richieste delle modifiche che permettessero una connessione continua con la banca dati dall’Asp. “Un costo aggiuntivo che non abbiamo fatto pagare né a questo né a nessun committente che ha modificato la destinazione d’uso dei contratti in corso per destinarlo al Covid 19”.

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Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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