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Ance, la paura del virus (e dell’Anac) blocca le costruzioni

Il presidente nazionale Buia, intervenuto a Palermo: "Nelle zone rosse cantieri fermi, in quelle gialle rallentati". Ma imprese e governo regionale se la prendono anche con l'autorità anticorruzione

“Nelle zone rosse i cantieri sono fermi, in quelle gialle sono rallentati dal tardato arrivo delle forniture”. Gli effetti del coronavirus stanno iniziando a pesare anche sul settore delle costruzioni. “Si sta bloccando”, ha affermato Gabriele Buia, presidente nazionale dell’Ance, durante l’incontro a Palermo con le imprese dell’Ance Sicilia e col governo regionale.

Ance: “Il modello è la Napoli-Bari”

Ance chiede “subito ammortizzatori sociali in deroga per le imprese, la sospensione dei pagamenti fiscali e contributivi e la riapertura dei cantieri per spendere 70 miliardi già disponibili, di cui 16 per il Sud”. La soluzione per evitare i freni burocratici sarebbe quella dei “commissari straordinari”, già prospettata anche da Confindustra. “Abbiamo detto al premier Conte che se oggi ci vogliono 10-15 anni per fare una grande opera, i due terzi del tempo passano per le autorizzazioni fra il progetto e il bando di gara. Quindi bisogna snellire questo percorso, piuttosto che derogare alle norme sulle gare”. Non sarebbe necessario derogare al codice degli appalti, come nel caso del ponte Morandi di Genova, e non sarebbe utile neppure utilizzare il modello da “cratere del terremoto,”, nel quale “il commissario di fatto non ha poteri”. Per l’emergenza in corso, Buia vorrebbe “che la velocità diventi la normalità”. Sarebbe necessario “ridurre i tempi delle procedure a monte della gara, con un modello commissariale tipo quello adottato per la Napoli-Bari, col quale si è riusciti a ridurre di due anni l’iter burocratico per le autorizzazioni fra i progetti e i bandi”.

“L’Anac solo nei cantieri”

Oggi, ha spiegato il presidente di Ance, “si blocca tutto perchè i funzionari, col ginepraio di leggi e interpretazioni, temono di incappare nel reato di abuso d’ufficio e nel danno erariale e prima di firmare aspettano una sentenza del giudice. E, soprattutto, si preoccupano di eventuali interventi dell’Anac.”. L’organizzazione chiede dunque di “ridefinire i parametri dell’abuso d’ufficio e del danno erariale, e che l’Anac non intervenga prima del bando, ma venga nei cantieri, accanto alle imprese durante l’esecuzione dei lavori”.

Musumeci: “Dipendenti regionali demotivati”

Il governatore Nello Musumeci ha rincarato, affermando che “in Sicilia i nemici sono la legge nazionale vigente e la burocrazia. Alla Regione l’ultimo concorso risale al 1991: su 13 mila dipendenti regionali il più giovane ha 51 anni. Per lo più sono poco motivati, si preoccupano dell’Anac e sono lenti”. Musumeci se l’è presa anche con l’Anas che non sarebbe più “in grado di risolvere situazioni di emergenza in tempi brevi: il ponte Himera interrotto da 5 anni è l’emblema della sua inefficienza”. L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, ha invece sottolineato un altro aspetto: “Ci sono in campo grandi opere per 1,2 mld, ma in questi cantieri la produzione non raggiunge il 24 per cento perché il sistema delle imprese è fragile, vanno aiutate”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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