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L’Ars dice sì alla blockchain siciliana anti-contraffazione

Approvato un emendamento al Collegato della legge Finanziaria. Il database distribuito, a questo punto, potrebbe stringere i tempi e iniziare a marciare verso la fine dell'anno

L’Ars ha approvato l’emendamento che avvia il percorso della blockchain regionale siciliana anti-contraffazione. La strada scelta per accelerare i tempi è stato un emendamento al Collegato alla legge Finanziaria, presentato da Jose Marano.

Cosa dice l’emendamento sulla blockchain

Nell’agosto 2018, la deputata regionale M5S aveva firmato un disegno di legge che definiva obiettivi e funzionamento della blockchain, un database digitale diffuso che permette di custodire e verificare dati sulla filiera agroalimentare. Il ddl, però, non è mai arrivato in Commissione. Una meta raggiunta con un emendamento, meno dettagliato ma che consentisse di accorciare i tempi, poi passato anche in aula. L’emendamento afferma che “la Regione promuove la creazione, lo sviluppo e l’applicazione di una piattaforma informatica multifunzionale ‘Blockchain’ che istituisce un registro pubblico aperto, condiviso, trasparente, sicuro ed immutabile, in grado di garantire la sicurezza ed il controllo dei prodotti alimentari, tracciabilità, rintracciabilità degli stessi e per accrescere la fiducia dei consumatori finali nell’operato delle istituzioni e delle aziende. Per il perseguimento di tali finalità, la Regione adotta e sviluppa una tecnologia basata su un linguaggio crittografico non cancellabile”.

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I dettagli in un decreto

Per quanto riguarda i dettagli tecnici e le coperture, si rimanda a un decreto dell’Assessore regionale per le attività produttive, che dovrà contenere “disposizioni attuative relative all’istituzione e al funzionamento della piattaforma”. Se il decreto dovesse ricalcare il disegno di legge Marano, si dovrebbe iniziare dalla tutela dei “prodotti dell’eccellenza e dalla filiera delle Dop, Doc, Docg e Igp”, con etichette intelligenti sui prodotti che dovrebbero consentire ai consumatori di conoscere provenienza e materie prime dei prodotti. L’iter canonico del ddl avrebbe posticipato l’eventuale approvazione di circa un anno. Il sì all’emendamento, come ha raccontato a FocuSicilia Jose Marano poco prima che il provvedimento fosse votato dall’Assemblea regionale, dovrebbe portare ai primi passi operativi tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020.

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Paolo Fiore
Paolo Fiore
Leverano, 1985. Leccese in trasferta, senza perdere l'accento: Bologna, Roma, New York, Milano. Ho scritto o scrivo di economia e innovazione per Agi, Skytg24.it, l'Espresso, Startupitalia, Affaritaliani e MilanoFinanza. Aspirante cuoco, sommelier, ciclista, lavoratore vista mare. Redattore itinerante per FocuSicilia.

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