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Assegno di inclusione: via alle domande per il 2024

La misura, per la quale l’importo massimo annuo è di 6.000 euro, incrementabile in base alla composizione del nucleo familiare e alle necessità abitative, da gennaio 2024 sostituirà il Reddito di cittadinanza.

Dal 18 dicembre è possibile presentare la domanda per l’Assegno di inclusione, il nuovo strumento di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale che sostituirà il Reddito di cittadinanza da gennaio 2024. 

Cos’è l’Assegno di inclusione e a chi spetta?

L’Assegno di inclusione è una nuova misura di sostegno economico e inclusione sociale rivolta ai nuclei familiari composti da almeno una persona che versi in una delle seguenti condizioni:

  • con disabilità;
  • minorenne; 
  • over 60 anni;
  • in condizione di svantaggio e inserito in un programma di cura e assistenza dei servizi socio sanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione, come disabili, vittime di dipendenze o violenze di genere, persone affette da disturbi mentali o senza dimora o prese in carico ai servizi per specifiche fragilità sociali, ex detenuti.

Per fare domanda per il riconoscimento dell’assegno, il richiedente deve essere residente in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

I requisiti economici

Per presentare la domanda sono richiesti i seguenti requisiti di carattere economico:

  • il valore Isee non deve superare i 9.360 euro;
  • il reddito familiare deve essere inferiore alla soglia di 6.000 euro annui, moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza Adi;
  • il patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, come definito ai fini Isee, non deve superare i 30.000 euro, esclusa l’abitazione principale che, invece, ai fini dell’Imu, non deve avere valore superiore a 150.000 euro;
  • il patrimonio mobiliare (ad esempio depositi, conti correnti, ecc.) non deve essere superiore a: – 6.000 euro per i nuclei composti da un solo componente, – 8.000 euro per i nuclei composti da due componenti, – 10.000 euro per i nuclei composti da tre o più componenti, con soglia aumentata di 1.000 euro per ogni figlio a partire dal terzo. Questi massimali sono incrementati di 5.000 euro per ogni componente con disabilità e di 7.500 euro per ogni componente presente nel nucleo in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, come definita ai fini Isee;
  • nel nucleo familiare non ci deve essere nessun componente che sia intestatario o nella piena disponibilità di autoveicoli di cilindrata superiore a 1600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati per la prima volta nei 36 mesi antecedenti la richiesta, esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale per le persone con disabilità. Infine, nessuno in famiglia deve essere proprietario o avere a disposizione navi, imbarcazioni o aeromobili di qualsiasi genere.

Per le domande presentate fino a febbraio 2024, se non si dispone di un Isee in corso di validità, la verifica dei requisiti ai fini dell’erogazione nei mesi di gennaio 2024 e febbraio 2024, ove ricorrano le condizioni, si basa sull’Isee valido al 31 dicembre 2023. Tuttavia, è necessario avere un Isee valido per i mesi successivi per continuare a ricevere il beneficio.

L’importo

Il Ministero del lavoro con un comunicato del 15 dicembre 2023 ha chiarito che l’assegno di inclusione sarà erogato attraverso la Carta di Inclusione emessa da Poste Italiane. L’importo massimo annuo è di 6.000 euro, incrementabile in base alla composizione del nucleo familiare e alle necessità abitative.

In particolare, il beneficio economico dell’ADI è composto da:

  • una componente a integrazione del reddito familiare, quota A, fino alla soglia di 6.000 euro annui, ovvero di 7.560 euro annui se il nucleo è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni, ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, moltiplicata per la scala di equivalenza di cui all’articolo 2, comma 4, decreto-legge 48/2023, verificata sulla base delle informazioni rilevabili dall’Isee in corso di validità, dagli archivi dell’Istituto e dalle dichiarazioni rese in domanda;
  • un’integrazione al reddito dei nuclei familiari residenti in abitazione concessa in locazione con contratto regolarmente registrato, quota B, il cui importo, ove spettante, è individuato sulla base delle informazioni rilevabili dall’Isee, in corso di validità fino a un massimo di 3.360 euro.

L’indennità può essere rinnovata per 12 mesi dopo un mese di sospensione e la sua erogazione dipende dalla valutazione dei bisogni del nucleo familiare. 

Come presentare la domanda?

Con la circolare n. 105 del 16 dicembre 2023, l’I.N.P.S. ha comunicato che la domanda può essere presentata dal 18 dicembre 2023:

  • direttamente dal sito internet www.inps.it, accedendo tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di Identità Elettronica) nell’apposita sezione dedicata all’Adi;
  • presso gli Istituti Patronati;
  • presso i Centri di Assistenza fiscale (CAF), a partire dal 1° gennaio 2024.

Ai fini del riconoscimento del beneficio economico dell’Adi, il richiedente, dopo aver presentato la relativa domanda, deve effettuare l’iscrizione presso il SIISL cioè il Sistema di inclusione sociale e lavorativa, al fine di sottoscrivere il Patto di attivazione digitale, c.d. PAD del nucleo familiare.

L’iscrizione al SIISL e la sottoscrizione del PAD possono essere effettuate contestualmente alla presentazione della domanda.

La domanda si considera accolta ed è possibile disporne il pagamento all’esito positivo dell’istruttoria e con PAD sottoscritto.

In presenza di esito positivo dell’istruttoria della domanda, il beneficio economico decorre dal mese successivo alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale (PAD). 

Per le domande di Assegno di Inclusione presentate dal 18 dicembre 2023 al 31 gennaio 2024, e completate con la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD) entro lo stesso mese, la decorrenza del beneficio sarà riconosciuta da gennaio 2024.

Giuseppe Berretta & Viviana Giuffrida
Giuseppe Berretta & Viviana Giuffrida
Giuseppe Berretta, Avvocato cassazionista, Docente di diritto del lavoro e salute e sicurezza dell'ambiente di lavoro presso l'Università "Kore" di Enna. Esperto presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale sino al settembre del 2022. Fondatore dello Studio Legale "Avvocati Associati" Catania-Roma-Siracusa. Autore di molteplici pubblicazioni scientifiche. Esperto di responsabilità amministrativa degli Enti, e componente di organismi di vigilanza. Viviana Giuffrida, PhD Student all’Università degli Studi di Enna “Kore" in scienze economiche, aziendali e giuridiche. Ha svolto il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Sezione Lavoro del Tribunale di Catania. È avvocato presso lo Studio legale Avvocati Associati, occupandosi di Diritto Sindacale e del Lavoro.

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