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Attacchi cyber, Pmi del Sud più esposte. I dati Generali e Confindustria sui rischi

Il Rapporto Cyber Index Pmi Sud e Isole, che valuta il rischio di attacchi cyber per le imprese del Mezzogiorno, è stato presentato a Catania. Secondo i tecnici di Generali e Confindustria le piccole aziende del Mezzogiorno sono più esposte rispetto al resto del Paese

Le Piccole e medie imprese meridionali sono più esposte agli attacchi informatici dei quelle del resto d’Italia. Al tempo stesso sono abbastanza consapevoli dei rischi e corrono ai ripari adottando strategie di difesa. È quanto emerge dal Rapporto Cyber Index Pmi Sud e Isole, realizzato da Generali e Confindustria, con il supporto scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano e con la partecipazione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, presentato ieri a Catania. Nel dettaglio, il 14% delle imprese monitorate ha subito violazioni negli ultimi quattro anni, contro il 13% della media nazionale. Inoltre, sono maggiormente esposte a rischi legati alle “terze parti”. Cioè gli attacchi informatici che prendono di mira la catena di fornitura dell’impresa per compromettere la sicurezza di un sistema o di un’organizzazione. A fronte di questi rischi, le Pmi del Sud dimostrano “un discreto livello di consapevolezza e preparazione“. Il punteggio medio è di 51 su 100, in linea con la media nazionale.

Attacchi cyber, la situazione delle Pmi del Sud

Entrando nel dettaglio, il 23% delle imprese monitorate è fornitore di multinazionali e imprese sopra i mille dipendenti, il 21% ha Relazioni con la Pubblica Amministrazione e il 2% ha sede o impianti all’estero. L’84%, inoltre, ha dichiarato di utilizzare gli strumenti digitali per supportare la propria attività produttiva (in linea con la media nazionale). Il report Cyber Index Pmi Sud e Isole è basato su tre parametri. La prima è l’approccio strategico, ovvero la definizione di investimenti e la formalizzazione di responsabilità da parte della popolazione aziendale. Le Pmi meridionali ottengono un punteggio medio di 54 su 100 (contro il 54% nazionale). La seconda è l’identificazione, cioè la capacità di comprendere il fenomeno e le minacce, monitorando le risorse e gli asset aziendali. Il punteggio medio è di 42 su 100, leggermente inferiore alla media nazionale di 43 su 100. La terza è l’attuazione, ovvero la selezione del corretto mix di competenze e modelli organizzativi e di implementazione di iniziative concrete in termini di persone, processi e tecnologie. Le Pmi del sud e delle isole ottengono un punteggio uguale alla media nazionale, ovvero 56 su 100.

La consapevolezza dei rischi da parte delle imprese

I rispondenti, rappresentativi dell’intera popolazione di Pmi meridionali, possono essere raggruppati in quattro livelli di maturità. Il 9% (contro il 14% nazionale) è considerato maturo: ha un approccio strategico alla materia, è pienamente consapevole dei rischi ed è in grado di mettere in campo le corrette leve di attuazione con iniziative che riguardano persone, processi e tecnologie. Il 38% (contro il 31% nazionale) può essere definito come consapevole: è in grado di comprendere le implicazioni dei rischi cyber, ma con una capacità operativa spesso ridotta per poter mettere in campo le corrette azioni. Il 32% (contro il 35% nazionale) è informato: non pienamente consapevole del rischio cyber e degli strumenti da mettere in atto, si approccia al rischio cyber in modo “artigianale”. Il 21% (contro il 20% nazionale) può essere definito principiante: poco consapevole dei rischi cyber e con una quasi nulla implementazione delle misure di protezione.

“Promuovere industrializzazione inclusiva e sostenibile”

Il report, come detto, è stato presentato a Catania nel corso della quinta tappa del roadshow dedicato al territorio. Le precedenti si sono svolte in Toscana, Umbria, Emilia-Romagna e Piemonte. Il tour precede la presentazione del secondo Rapporto Cyber Index Pmi nazionale, attesa il prossimo novembre. “In linea con il nono obiettivo di sviluppo sostenibile definito dall’Onu dedicato a Imprese, Innovazione e Infrastrutture, e coerentemente con la nostra visione di sostenibilità – pilastro strategico del piano industriale “Lifetime Partner 24: Driving Growht” vogliamo dare il nostro contributo per costruire infrastrutture resilienti, promuovere un’industrializzazione inclusiva e sostenibile e favorire l’innovazione“, ha detto Barbara Lucini, responsabile country sustainability & social responsibility di Generali Italia. “Siamo in Confindustria Catania per mettere a disposizione delle imprese associate il nostro know-how e la consulenza di valore, distintiva ed efficiente della nostra Rete, impegnandoci a diffondere tra le Pmi la cultura del cyber risk, e sensibilizzando circa l’importanza dell’adozione di adeguati sistemi di protezione, oltre a sistemi assicurativi innovativi”.

“Minacce informatiche sempre più sofisticate e pervasive”

“Confindustria è fortemente sensibile a queste problematiche”, ha dichiarato il vice presidente di Confindustria Catania, Mario Indovina. “Perciò si impegna a supportare le Pmi fornendo loro gli strumenti necessari per proteggersi dalle minacce informatiche, adottando misure efficaci per salvaguardare i propri dati e asset. La sicurezza informatica, del resto, non è solo una questione tecnologica, ma una componente fondamentale della strategia aziendale. Nel contesto economico attuale, le minacce informatiche diventano sempre più sofisticate e pervasive. Iniziative come questa, che hanno fatto tappa in altre città d’Italia, dimostrano quanto sia fondamentale la formazione continua. E l’adozione di tecnologie avanzate per proteggere le nostre imprese. La digitalizzazione offre immense opportunità, ma porta con sé anche nuove sfide che dobbiamo essere pronti a fronteggiare. La nostra missione è quella di supportare le imprese nella transizione digitale, garantendo che possano operare in un ambiente sicuro e resiliente“.

Il contributo dell’Agenzia per la cyber sicurezza

L’adozione di misure di cybersecurity non è più un’opzione“, ha detto Indovina, “ma una necessità per mantenere la competitività e la sostenibilità del business. Sono convinto che, lavorando insieme, possiamo creare un ecosistema digitale sicuro, capace di affrontare le sfide del futuro con fiducia e determinazione”. A intervenire anche Luca Nicoletti, direttore del servizio programmi e progetti industriali dell’Agenzia per la cyber sicurezza nazionale. “Un tessuto industriale cyber-sicuro è più performante e competitivo. Per quanto riguarda le Pmi nazionali, e soprattutto quelle collocate nel Sud Italia, dal punto di vista di ACN, ci sono margini di miglioramento della postura cibernetica aziendale. Tuttavia i processi di ammodernamento in corso indicano che si è intrapresa la strada giusta. Ed è questo processo che come ACN vogliamo assistere, fornendo informazioni e indicando le fonti di finanziamento europee. Per ammodernare e rendere più resilienti imprese piccole e medie che faticano a trovare nel budget i fondi necessari alla sfida della cybersecurity”.

Secondo Rapporto Nazionale Cyber Index a fine anno

Nell’ottica di aumentare la conoscenza su temi di cyber security e di attacchi informatici per le imprese, proseguono gli incontri di formazione e workshop su base territoriale. Gli esperti di Generali e la rete agenziale coinvolgono, con la loro consulenza di valore, le imprese associate a Confindustria. Per garantire una maggiore consapevolezza dei rischi legati alla crescente digitalizzazione e per proteggere le imprese dal crimine informatico. Dopo l’appuntamento a Catania, la prossima iniziativa in programma sarà la presentazione del secondo Rapporto Nazionale Cyber Index Pmi 2024 previsto a fine anno. Per promuovere la cultura della gestione del cyber risk al grande pubblico, è oggi disponibile sulle principali piattaforme di streaming il podcast di Generali Italia a tema Cybersecurity “Semplice come cliccare sul link sbagliato”. Composto da 4 episodi, ciascuno dedicato a una minaccia cyber – phishing, malware, ransomware e attacchi DDos – il podcast fa parte di “Semplice Come”, il progetto audio di Generali Italia lanciato nel 2017 per semplificare argomenti complessi.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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