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Auto blu, tra i capoluoghi siciliani solo Catania segue l’Anac sulla trasparenza

Le auto di servizio delle pubbliche amministrazioni sono diventate nel 2013 un simbolo degli sprechi. Oggi, nonostante la legge sulla trasparenza e la richiesta dell'Autorità anticorruzione, solo la seconda città siciliana fornisce un elenco aggiornato sul proprio sito: Palermo è ferma al 2015

Sono trascorsi quasi dieci anni, era il 2 luglio del 2013 e gli indici sollevati contro il palazzo iniziavano a moltiplicarsi: l’Unione Sindacale di Base annunciava per il giorno seguente uno sciopero perché a fronte di numeri che raccontavano di 553 milioni di euro di tagli coi quali l’Inps doveva fare i conti, con stipendi ridotti, servizi soppressi o passati di mano e una rabbia crescente, sulle cosiddette “auto blu”, cioè le auto di servizio a disposizione di politici o della pubblica amministrazione, non venivano previste riduzioni di alcun tipo. A due lustri di distanza, tra spending review, crisi di bilancio degli enti locali, caro carburanti e migrazione verso mezzi a zero emissioni, gli obblighi di trasparenza su una tematica considerata legata al privilegio politico non vengono rispettati: in Sicilia c’è solo un comune capoluogo che informa i cittadini su quantità e utilizzo dei propri mezzi, ed è Catania.

Da seicentomila a trentamila mezzi di servizio

Dati alla mano, in effetti, appena qualche anno prima si contava un’auto blu ogni mille abitanti, per un totale di circa seicentomila, così fra proteste e censimenti iniziò una sorta di controllo febbrile votato alla riduzione che nel 2022 ha portato sotto gli occhi dei tecnici la cifra di 29.894 mezzi, con l’8,14 per cento di questi, cioè 2.432, facente capo a mezzi con autista, 850 dei quali a uso esclusivo. Il resto, dunque, appannaggio degli enti per usi diversi. Certo, si tratta di un dato in qualche modo zoppicante, perché alla fine del 2021 solo 8.142 enti su 10.218 hanno fornito una risposta riguardo i propri mezzi di servizio, ma è comunque un dato importante, soprattutto alla luce della delibera 747 del 2021 emanata dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) sulla scorta del DLgs 33/2013 (quello legato agli obblighi di trasparenza per la pubblica amministrazione italiana), delibera che ha cercato in qualche modo di seguire gli orientamenti popolari degli ultimi anni votati a una trasparenza quasi religiosa.

Dei capoluoghi siciliani soltanto Catania segue l’Anac

A fare il giro sul web per controllare le sezioni “Amministrazione trasparente” nei siti web istituzionali dei nove capoluoghi siciliani, si scopre che solo Catania mostra di aver seguito quanto suggerito dall’Autorità Anticorruzione, avendo pubblicato l’elenco aggiornato al 2022, con 160 mezzi in tutto per un utilizzo dichiarato, in ciascuno dei casi, di tipo “istituzionale”. In maggioranza l’elenco fa contare più che altro utilitarie come Fiat Punto e Fiat Panda, una decina sono i furgoni e, per il resto, qualche automobile di dimensioni e cilindrata maggiore, ma non contiene le nuove autovetture elettriche acquistate recentemente dall’amministrazione comunale con fondi Pon Metro. Degli otto capoluoghi rimanenti soltanto Palermo ed Enna riportano un elenco, ma si tratta di un dato aggiornato in entrambi i casi al 2015 e, almeno per quanto riguarda Palermo, appare piuttosto parziale visto che si parla soltanto di 49 mezzi (riguardo Enna, invece, all’epoca ne venivano dichiarati 43).

Solo Agrigento ha risposto alla nostra richiesta di dati

Le richieste avanzate in questo senso agli uffici dei Comuni interpellati, poi, hanno permesso di recuperare un solo elenco aggiornato, quello di Agrigento, che ha fatto pervenire una risposta allegando un elenco con 72 mezzi di servizio. Il resto degli Enti non ha fornito risposte e quest’ultimo dato salta agli occhi rispetto al censimento che alla fine del 2021 ha fornito risposta relativamente agli elenchi dei mezzi presenti nelle pubbliche amministrazioni, dato che in quel caso è stata riportata la risposta dell’80 per cento degli enti interpellati: nel caso dei capoluoghi siciliani la percentuale di chi ha risposto è decisamente più bassa.

La pubblicazione dell’elenco delle autovetture

Sulla scorta di alcune condotte illecite rilevate, come quella resa nota il 13 settembre del 2022 con la condanna di un dirigente pubblico in Umbria per utilizzo improprio, l’Anac chiarisce che sarebbe cosa buona pubblicare sui siti istituzionali l’elenco delle autovetture di servizio, con tanto di specifiche relative alla tipologia e all’utilizzo da parte dei soggetti legittimati. La delibera è piuttosto precisa riguardo le modalità di pubblicazione, chiarendo che “tali dati possono essere pubblicati come ‘dati ulteriori’ nella sezione ‘Amministrazione Trasparente’ alla sotto sezione ‘Altri contenuti’”. Un buon suggerimento, non c’è forma d’obbligo, ma a dare un’occhiata in giro non pare sia stato recepito più di tanto.

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Seba Ambra
Seba Ambra
Siciliano, laureato in lettere e giornalista professionista, ho scritto per la carta stampata, il web e la TV, sono stato portavoce in un ente pubblico e ho pubblicato i libri di inchiesta Fango (2010, Imart, con prefazione di Leoluca Orlando), Il fumo li uccide (2012, Rubbettino), e col collettivo L’anacaprina l’instant ebook LaScia o Raddoppia | Complotti e cospirazioni nella politica italiana (2014, Round Robin). Nel 2018 per Dario Flaccovio ho pubblicato il mio primo romanzo, L’enigma del secondo cerchio e nel 2022 per Newton Compton il secondo, La misteriosa scomparsa di don Vito Trabìa. Sempre per Newton nel 2023 ho pubblicato Breve storia di Catania. Insomma, senza scrivere non so stare.

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