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Autonomia differenziata per tutti, ok del Senato. Il testo passa alla Camera

Il Ddl Calderoli è stato approvato al Senato e passerà ora all'esame della Camera. Sono 23 le materie su cui le regioni a Statuto ordinario potranno chiedere maggiore autonomia. La Sicilia, già a Statuto Speciale, guarda con attenzione alla definizione dei Lep

Quali conseguenze porterà l’autonomia differenziata? Difficile rispondere alla domanda dopo la sola approvazione al Senato. Certamente non mancano le polemiche sin dalla prima proposta di legge a opera di altri governi. Organizzate anche alcune proteste. Il primo ok al Ddl Calderoli comunque resta un passo significativo verso la riforma dei rapporti tra Stato e Regioni. La proposta è focalizzata sull’attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione, secondo cui “le Regioni hanno autonomia finanziaria nelle forme e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica, che la coordinano con la finanza dello Stato, delle Provincie e dei Comuni”. Uno degli aspetti fondamentali del disegno di legge è il riconoscimento del ruolo attivo delle Regioni nella richiesta. Previa consultazione degli enti locali. Un nodo importante riguarda la definizione dei Lep, ovvero i livelli essenziali delle prestazioni. Se l’assegnazione dei fondi per i servizi essenziali, una volta uniformata, si baserà sulla capacità di spesa, la Sicilia potrebbe vivere delle difficoltà.

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Sicilia già autonoma. Cosa cambia

Il testo approvato al Senato, rispetto alla precedente versione, ha aumentato gli articoli da 10 ad 11. Con l’articolo 11 articolo, inserito in commissione Affari Costituzionali, la norma viene estesa alle regioni a Statuto Speciale e le province Autonome. Cosa cambierà quindi per la Sicilia? Stando al testo in prossima discussione alla Camera, potrebbero aumentare le materie su cui poter legiferare direttamente. Affrontando la tematica del Ddl Calderoni il presidente della Regione, Renato Schifani, ha dichiarato di non aver paura dell’autonomia differenziata, ma di attenzionare la norma in base all’esperienza con il fondo perequativo. I soldi che l’Isola ha ricevuto dallo Stato grazie all’Autonomia ottenuta il 15 maggio del 1946 sono stato giudicati “insufficiente negli ultimi anni” dal governatore.

Standard nazionali per i Lep

Tutte le regioni, Sicilia compresa, saranno alla finestra nel momento in cui il Governo definirà i livelli essenziali di prestazioni (Lep). Previsti dall’articolo 117 della Costituzione, dovranno essere stabiliti entro 24 mesi dall’approvazione della legge sull’autonomia differenziata. La norma punta a standard nazionali per i Lep, pur partendo da una condizione in cui Nord e Sud Italia mostrano diverse capacità di spesa per i servizi essenziali. Proprio qui potrebbe sorgere il problema per la Sicilia. In base al ddl attuale il metodo di assegnazione dei fondi è basato sulla capacità di spesa dei fondi ricevuti. Attività in cui l’Isola non ha brillato.

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Materie e livelli essenziali di prestazione (Lep)

Il disegno di legge sull’autonomia differenziata individua 23 materie su cui le Regioni possono richiedere autonomia. Sono coinvolti settori cruciali come la tutela della salute, l’istruzione, lo sport, l’ambiente, l’energia, i trasporti, la cultura e il commercio estero. Quattordici di queste materie sono definite come Livelli Essenziali di Prestazione (Lep), rappresentando i criteri che determinano il livello minimo di servizio garantito uniformemente sull’intero territorio nazionale. La concessione dell’autonomia è subordinata alla determinazione degli stessi Lep, che avverrà attraverso l’analisi dei costi e dei fabbisogni standard basati sulla spesa storica dello Stato in ogni Regione degli ultimi tre anni. Un principio chiave stabilito nell’articolo 4 è che il trasferimento delle funzioni alle Regioni sarà concesso solo successivamente alla determinazione dei Lep e nei limiti delle risorse rese disponibili nella legge di bilancio.

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Cabina di regia e tempi di attuazione

Il disegno di legge sull’autonomia differenziata prevede la creazione di una cabina di regia composta da tutti i ministri competenti nella materia. L’organismo sarà assistito da una segreteria tecnica, che avrà il compito di analizzare il quadro normativo in relazione a ciascuna funzione amministrativa statale e regionale. La cabina di regia dovrà individuare le materie o gli ambiti di materie riferibili ai Lep sui diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Il Governo, entro 24 mesi dall’entrata in vigore del disegno di legge, dovrà emanare decreti legislativi per determinare livelli e importi dei Lep. Una volta avviata la procedura, Stato e Regioni avranno 5 mesi per giungere a un accordo. Le intese potranno durare fino a 10 anni, con la possibilità di rinnovo o di terminare prima con un preavviso di almeno 12 mesi.

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Il governo potrà sostituirsi agli organi regionali

Resta invariata, sebbene spostata nell’articolo 11, la cosiddetta clausola di salvaguardia. La norma che permette al governo di sostituirsi agli organi regionali, delle città metropolitane, delle province e dei comuni in situazioni di inadempienza In particolare in caso di mancato rispetto dei trattati internazionali, normativa comunitaria o pericoli gravi per la sicurezza pubblica, tutelando l’unità giuridica o economica, specialmente per quanto riguarda i livelli essenziali delle prestazioni sui diritti civili e sociali. Non è escluso che il ddl sull’autonomia differenziata possa subire modifiche una volta giunto all’esame della Camera dei Deputati.

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Chiara Borzì
Chiara Borzì
Sono una giornalista specializzata nei temi di economia, impresa, ambiente, cultura e sport. Attualmente dottoranda di ricerca e cultrice della materia di "Storia Contemporanea" presso l’Università degli Studi di Enna "Kore".

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