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Autostrade siciliane ricche di disagi. Servizio scadente che si paga troppo

Benché modesti, i pedaggi sulle autostrade siciliane non sono "corrispondenti al livello atteso dalle infrastrutture gestite", secondo la pronuncia dell'Agcm, che a inizio anno ha multato il Cas per mezzo milione di euro. Le osservazioni dell'Autorità di regolazione dei trasporti

Le autostrade siciliane hanno pedaggi relativamente bassi se confrontati con il resto d’Italia, ma spesso espongono gli utenti a “notevoli disagi”, e in caso di pioggia o eventi estremi possono diventare pericolose. È quanto si evince dalla Relazione annuale dell’Art, Autorità di regolazione dei trasporti. Da una parte, il pedaggio pagato dagli automobilisti sulle tratte gestite dal Cas, Consorzio autostrade siciliane, è tra i più bassi in Italia, essendo inferiore ai 0,065 centesimi al chilometro sia sulla A-18 Messina-Catania che sulla A-20 Messina-Palermo, contro i 0,08 centesimi a cui si arriva in Veneto, i 0,13 del Piemonte e i 0,20 della Lombardia. Dall’altra, benché modesto, il pedaggio è comunque “non corrispondente al livello atteso dalle infrastrutture gestite”, secondo una pronuncia dell’Agcm, Autorità garante della concorrenza e del mercato, citata nella relazione. Sotto i riflettori, “frequenti riduzioni delle corsie di marcia e/o limitazioni – per lunghi tratti – della velocità consentita“.

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La frana di Letojanni e le critiche al Cas

Tra i disservizi più celebri della recente storia siciliana quello della frana di Letojanni, sulla Messina-Catania, avvenuta nel 2015, che ha comportato una lunghissima limitazione nella percorrenza della A-18. Una vicenda che l’allora governatore Nello Musumeci definì “una delle più grandi vergogne“, frutto di “anni di trascuratezza, di inefficienze della politica e della burocrazia”. Soltanto nel 2023, dopo quasi un decennio e lavori per oltre 16 milioni di euro, la tratta è stata parzialmente riaperta. Un esempio dei “notevoli disagi” denunciati da Agcm, che all’inizio di quest’anno ha multato il Cas con una sanzione di 500 mila euro. Secondo l’Autorità, infatti, “non è stata lasciata alcuna possibilità alternativa rispetto al pagamento integrale del pedaggio”. I consumatori “sono indotti ad utilizzare un servizio a pagamento, quello autostradale, che non avrebbero altrimenti utilizzato e sono quindi costretti a corrispondere l’intero ammontare del pedaggio”.

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Quanto costano le autostrade siciliane

Il Cas opera grazie a una concessione in vigore fino al 2030, e gestisce poco meno di 300 chilometri di autostrade. La cifra, si precisa nella relazione, “comprende la tratta A-18 Siracusa-Gela, in fase di completamento”. La maggior parte delle autostrade è classificata come di “montagna” (86 per cento), la restante di “pianura” (14 per cento). La distinzione è importante perché incide sui pedaggi. La stessa auto, infatti, passa dai 0,038 centesimi al chilometro pagati sulle tratte in pianura della Messina-Catania ai 0,053 nelle tratte in montagna della stessa autostrada, fino ai 0,057 centesimi della Messina-Palermo (tutta “montagna”). Conti alla mano, il 150 per cento in più. Le tariffe variano anche in base ai mezzi. I veicoli di classe A (motoveicoli e autoveicoli leggeri) pagano meno di quelli di classe B (autoveicoli a rimorchio e furgoncini pesanti), a loro volta più economici rispetto a tir e autoarticolati.

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Pedaggi, giro d’affari da sei miliardi l’anno

A livello nazionale, i ricavi lordi dei concessionari per i pedaggi hanno superato nel 2021 i sei miliardi di euro, di cui 3,7 da trasporto leggero e 2,5 da trasporto pesante. La spesa per la manutenzioni, invece, ha superato di poco gli 1,3 miliardi. Come detto, i pedaggi siciliani sono più bassi di quelli di altre regioni. L’Autorità di regolazione dei trasporti ha lanciato un proprio sistema tariffario per uniformare il comparto, ma al momento è stato applicato soltanto su quattro concessioni autostradali su 26. Tra essi figura Aspi, Autostrade per l’Italia, che come ricordato nel report gestisce da sola il 47,5 per cento della rete nazionale a pagamento, trafori esclusi. Art assicura che il suo sistema tariffario “vedrà la piena applicazione negli anni a venire”, e che saranno ribaditi gli obblighi dei concessionari su “progettazione, costruzione, gestione”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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