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Il Consiglio di Stato “scuote” i balneari: basta proroghe. Ma apre sui rimborsi

Con due sentenze pubblicate il 30 aprile scorso, il Consiglio di Stato è tornato sulla questione delle concessioni balneari. Confermato il no a ulteriori proroghe, ma c'è un'apertura sui possibili indennizzi ai titolari uscenti. Le opinioni di Confcommercio e Legambiente Sicilia

La proroga delle concessioni balneari al 31 dicembre 2024 decisa dal governo Meloni “deve essere disapplicata”, e per assegnare le spiagge pubbliche occorre “dare immediatamente corso alla procedura di gara“. Quanto al riconoscimento di eventuali indennizzi per i concessionari uscenti, bisognerà “attendere l’esito del giudizio pendente presso la Corte di giustizia dell’Unione europea“. Con due sentenze pubblicate il 30 aprile scorso, il Consiglio di Stato è tornato sulla questione delle concessioni balneari. Innescando un “cortocircuito istituzionale che va risolto al più presto dal governo Meloni, “per evitare danni ingenti a un settore importante per l’Isola”, dice a FocuSicilia Ignazio Ragusa, presidente dei balneari di Confcommercio Sicilia e proprietario di uno stabilimento alla Plaia di Catania. Soddisfatti, sul fronte opposto, gli ambientalisti. “Le sentenze ribadiscono che le proroghe sono illegittime. Occorre proteggere le spiagge e garantire la fruizione libera, a livello regionale e nazionale”, dice Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia.

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Balneari, le sentenze del Consiglio di Stato

La situazione dei balneari, come scritto più volte da FocuSicilia, si trascina da anni e ha visto molteplici interventi di proroga da parte dei governi Conte, Draghi e Meloni. Con la prima sentenza (3940/2024), il Consiglio di Stato ha ribadito che ogni nuova proroga è “palesemente contraria ai principi del diritto unionale e, come tale, disapplicabile non solo dai giudici nazionali, ma anche dalle stesse pubbliche amministrazioni, non ultime quelle comunali”. La motivazione è che la risorsa pubblica costituita delle spiagge demaniali è “sicuramente scarsa”, e quindi va messa a gara come prevede la direttiva Bolkestein. Quanto alle proroghe governative, sono contrarie “a tutta la ormai costante e granitica giurisprudenza della Corte di Giustizia Ue”. Con la seconda sentenza (3943/2024), invece, il Consiglio lascia una speranza ai concessionari uscenti, visto che la Corte Ue potrebbe autorizzare indennizzi “per gli investimenti effettuati per l’esercizio balneare”. Per questo sospende il giudizio “fino alla definizione delle questioni pendenti“.

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Balneari: governo Meloni prenda una decisione

Una situazione di stallo, insomma, che preoccupa i gestori. “Noi siamo la palla nel centro del campo tra i giocatori di tennis, Governo e Consiglio di Stato“, attacca Ragusa. “I giudici amministrativi da una parte dicono che l’ultima proroga valida è quella di dicembre 2023, dall’altra dicono che si deve aspettare la sentenza europea sugli indennizzi”. Il presidente dei balneari di Confcommercio Sicilia contesta il riferimento del Consiglio di Stato alla scarsità della risorsa. “Ci chiediamo quale sia la loro fonte, visto che il Governo ha commissionato uno studio dal quale emerge il contrario, cioè che la maggior parte del demanio pubblico è ancora disponibile”. Quanto al futuro, “questo continuo rinvio non è più sostenibile” e dunque tocca al governo Meloni prendere una decisione, “emanando una norma che faccia chiarezza“. Il settore, denuncia Ragusa, è in difficoltà. “Non siamo in condizione di programmare investimenti sulle nostre attività. Soltanto nella nostra Regione parliamo del destino di tremila stabilimenti e di alcune decine di migliaia di lavoratori“.

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Legambiente: approvare al più presto i Pudm

Sulla barricata opposta, come detto, Legambiente Sicilia, da sempre critica nei confronti delle proroghe delle concessioni. “Il Consiglio di Stato, come anche il Tar di Catania a livello regionale, ha confermato che le proroghe sono un atto illegittimo, come noi abbiamo sempre sostenuto”, spiega Castronovo. Le spiagge “sono un bene comune che non può essere sottratto alla collettività“, mentre spesso gli stabilimenti balneari “diventano veri e propri locali, anche notturni, che occupano il demanio tutto l’anno”. Anche per questo Legambiente chiede di accelerare sull’approvazione dei Pudm, Piani urbani di demanio marittimo. “Occorre approvare quelli in istruttoria alla Regione, e sbloccare quelli che devono essere ancora esitati dai consigli comunali dei Comuni costieri“. L’obiettivo per Castronovo è chiaro. “Sia la fruizione libera che la gestione da parte dei privati devono avvenire nel rispetto dei parametri ambientali e della sostenibilità, evitando di creare nocumento. Noi come associazione continueremo a batterci in questa direzione“.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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