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Banca d’Italia, il report sul credito a famiglie e imprese in Sicilia nel 2022

I primi sei mesi dell'anno, nonostante aumenti dei prezzi e dei tassi, sembra non aver intaccato il sistema del credito. Ma importanti differenze nel rapporto con le banche si vedono sul ricorso a titoli e obbligazioni. sono in calo del 10 per cento

Aumentano i prezzi al consumo, e quindi l’inflazione e i tassi d’interesse. Ma il sistema di credito siciliano sembra ancora solido nonostante una crisi in corso. I dati dei primi sei mesi del 2022 sono stati raccolti da Banca d’Italia nel suo aggiornamento congiunturale sull’Economia della Sicilia che fotografa lo stato del sistema delle imprese, del mercato del lavoro, della condizione delle famiglie e naturalmente del credito. Si scopre così che a giugno 2022 i prestiti nell’Isola sono stati in aumento del 1,5 per cento rispetto ai 12 mesi precedenti, mentre i depositi registrano un più 3,6 per cento. In calo, del 10,2 per cento, i titoli a custodia.

Situazione diversa tra famiglie e imprese

La situazione è però è nettamente distinta se si considerano i risparmi e i crediti delle famiglie e delle imprese. Per le prime i titoli a custodia – titoli di Stato, obbligazioni bancarie ecc… – arrivano a un calo del 11,4 per cento in un anno, per le imprese c’è una variazione in positivo del 3,2. Una diffrenenziazione che si ritrova anche nei depositi, con le famiglie siciliane che, a fronte di depositi in conto corrente cresciuti del 6,4 per cento, registrano un calo del 2,6 per i depositi a risparmio. Mentre le aziende nello stesso periodo registrano un più 12,8 per cento, on un contestuale più 8,6 per i conto corrente. La situazione è descritta in sintesi da Banca d’Italia all’intenro del documento: “Le banche intervistate tra agosto e settembre nell’ambito dell’indagine sull’andamento del credito a livello territoriale (Regional Bank Lending Survey, RBLS), hanno segnalato che, nel primo semestre del 2022, la domanda di credito da parte delle imprese è stata finalizzata prevalentemente al consolidamento delle posizioni debitorie pregresse; le richieste sono state dirette anche al finanziamento degli investimenti e, in connessione con l’espansione dell’attività e l’aumento dei costi di produzione, del capitale circolante”.

Mutui alle famiglie, la crisi inizia a farsi sentire

Banca d’Italia informa anche che “La domanda di prestiti per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie, dopo il calo del semestre precedente, è tornata a crescere, ed è inoltre proseguita l’espansione delle richieste di credito al consumo”. In pratica significa che se “le banche hanno mantenuto criteri di offerta dei prestiti alle imprese nel complesso invariati”, lo stesso non è stato fatto con le famiglie, per le quali “gli intermediari hanno invece indicato una maggiore cautela nei criteri applicati ai mutui alle famiglie: nonostante una maggiore disponibilità sulle quantità offerte, sono aumentati gli spread, in particolare per le posizioni giudicate più rischiose. Le condizioni di offerta sul credito al consumo sono state invece ulteriormente allentate”.

I dati su prestiti, depositi e titoli in Sicilia a giugno 2022 estrapolati dall’aggiornamento congiunturale di Banca d’Italia

Trapani cresce nei prestiti, Ragusa “regina” dei depositi

La sede regionale di Palermo di Banca d’Italia, autrice dell’aggiornamento congiunturale, fornisce inoltre la fotografia aggiornata al mese di giugno della situazione su prestiti, depositi e titoli a custodia delle banche per provincia. Spiccano su tutti i dati dei titoli a custodia, come anticipato in netto calo di oltre il 10 per cento. Nel dettaglio provinciale il calo non è dissimile alla media, con punte del – 11,4 per cento ad Agrigento e del meno 7,9 a Trapani, per un totale complessivo di 19,6 miliardi di euro, a fronte di poco meno di 22 miliardi del dicembre 2021. Sui prestiti, il cui dato siciliano registrato a giugno 2022, parla di un più 1,5 per cento su dodici mesi (58 miliardi di euro contro i 57,25 del dicembre 2021), emerge ancora Trapani come provincia più attiva con un più 4 per cento per complessivi 4,35 miliardi, mentre l’unica provincia in calo è Messina ma solo dello 0,1 per cento. Aumentano invece in modo più consistente i depositi, con la media siciliana al più 3,6 per cento per un totale nel primo semestre dell’anno di 70,98 miliardi di euro. Così come per le altre voci specifiche, le due grandi province di Palermo e Catania sono in testa per quanto riguarda i valori assoluti, rispettivamente con depositi pari a 17,3 miliardi a Palermo e a 15,56 per Catania. In termini percentuali la variazione più alta si ha però a Ragusa, che segna un più 6,2 per cento nell’arco di dodici mesi (da giugno 2021 a giugno 2022), e un totale di depositi da 5,16 miliardi di euro.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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