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Bilanci dei Comuni, i fondi extra per i servizi sociali potrebbero salvare i conti

La crisi economica colpisce anche i Comuni italiani, come sottolineato da Anci pochi giorni in assemblea nazionale alla presenza del governo Meloni. Un aiuto immediato alle "casse" viene però da uno stanziamento del precedente governo, che destina alla Sicilia 33 milioni per il solo 2022

La presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni solo pochi giorni fa dichiarava “la centralità dei Comuni nel programma del governo”, promettendo anche una corposa riforma del reato di abuso di ufficio per consentire ai sindaci di poter portare avanti opere e cantieri senza la “paura della firma”. Un impegno apprezzato da Anci, l’associazione dei Comuni alla cui assemblea Meloni è intervenuta, in attesa di vedere però gli atti concreti come ribadito dal presidente Antonio Decaro. Tuttavia l’urgenza “sono i bilanci”, come ha confermato a FocuSicilia Mario Emanuele Alvano, segretario di Anci in Sicilia, e la Legge finanziaria dello Stato, in queste ore in discussione, non contiene ancora novità significative. Nella Regione sono più di cento i Comuni in dissesto o con piano di riequilibro, e i ritardi nello stilare i bilanci per il 2022 sono ormai strutturali per tutti i quasi 400 Comuni dell’Isola. Problematiche legate all’aumento dei prezzi dell’energia e al conseguente aumento dei costi, le ormai storiche difficoltà nel riscuoter ei tributi locali come la tassa sui rifiuti non permetteranno presumibilmente a buona parte degli enti locali italiani nel 2023 di arrivare alle scadenze di legge per la programmazione economico e finanziaria.

Ai Comuni siciliani 33 milioni già nel 2022

Per i Comuni siciliani e sardi vi è però uno spiraglio: le risorse aggiuntive sul Fondo di Solidarietà Comunale, destinante al sostegno dei servizi sociali, e stanziate con le Leggi di Bilancio dello Stato 2021 e 2022. Risorse ripartite con decreto lo scorso 8 agosto dal precedente governo guidato da Mario Draghi per un totale di 44 milioni di euro per il solo 2022. E di queste 33 milioni e 567 mila euro sono destinate ai Comuni siciliani. I fondi sono finalizzati al miglioramento di alcuni servizi di particolare importanza come i servizi sociali, gli asili nido e il trasporto degli studenti con disabilità, ma “c’è il rischio che per le procedure complesse molti Comuni si lascino scappare questa importante occasione”, spiega Alvano. Ieri, 28 novembre, Anci Sicilia in collaborazione con la propria fondazione Ifel ha quindi organizzato un webinar online per sindaci, dirigenti e funzionari degli enti locali siciliani, con una partecipazione numerosa (oltre 300, comunica l’associazione dei Comuni).

Ripartizione basata sulla “spesa storica” dal 2017

Il riparto delle somme a disposizione vede una distribuzione delle stesse calcolato su criteri di riparto già utilizzati per i Comuni delle Regioni a statuto ordinario nell’anno 2021, e con al centro i questionari dei “fabbisogni standard” che ogni ente locale, anche siciliano, è chiamato a compilare. L’anno di riferimento, il 2017, produce così un riparto che vede prevedibilmente somme cospicue assegnate a Palermo, oltre 6 milioni di euro su un fabbisogno per i servizi sociali nel triennio 2022-2024 calcolato in 99,5 milioni. Segue Catania che riceverà per il 2022 una dotazione supplementare di 2,9 milioni a fronte di un fabbisogno per il triennio di 48,4 milioni. La terza città siciliana, Messina, potrà utilizzare a bilancio solo 69 mila euro, pur con uno stanziamento di un milione e 940 mila euro. L’apparente disparità deriva da quanto è già presente per i Comuni al fine della “spesa per i fabbisogni standard”, una cifra che per il Comune di Messina è già molto vicina ai 31,73 milioni di euro calcolati per il triennio 2022-2024 con riferimento all’anno 2017 e alla “spesa storica” per i servizi sociali. E per la quale lo stanziamento copre la differenza, ovvero 69 mila euro.

Una Relazione di monitoraggio entro fine maggio 2023

La buona notizia per i Comuni siciliani è però la continuità della dotazione, che andrà avanti anche nei prossimi anni con somme crescenti. Nel 2023 sono infatti previsti per la Sicilia 39,67 milioni, per il 2024 si sale a 45,7 ad esempio, fino ad arrivare nel 2030 a 86,2 milioni complessivi. Ma per ottenerli ai Servizi sociali degli enti è richiesto uno sforzo in più: dovranno compilare la Relazione di monitoraggio e di rendicontazione da associare al Rendiconto della gestione 2022. Ovvero dovranno essere in grado di “spendere” queste risorse nell’anno in corso e rendicontarle correttamente entro il 31 maggio 2023. Un compito arduo che Anci e Ifel stanno cercando di rendere meno gravoso non solo con la formazione, ma anche mettendo a disposizione “una piattaforma online”, come spiega il segretario Anci Sicilia Alvano. Si tratta di “Obiettivi in Comune”, che contiene un sistema di
informazioni sui tre obiettivi indicati (sociale, asili nido trasporto studenti disabili) che
permette la compilazione assistita online, al fine di supportare i Comuni negli adempimenti
richiesti. “I Comuni hanno una opportunità epocale, queste sono risorse strutturali significa che il Comune può fare scelte anche in materia di assunzioni, non una tantum ma può pagare nel tempo, perché questo finanziamento andrà a regime”, conclude Alvano.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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