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Bilancio della Regione siciliana 2020 bocciato (di nuovo) dalla Corte dei Conti

Oltre un miliardo e 600 milioni di euro di disavanzo da recuperare. Questo, in sintesi, quanto contestato dalla Corte dei Conti alla Regione siciliana per il Bilancio 2020. Ma per l'assessore Falcone la situazione è facilmente recuperabile

Un miliardo e 634 milioni di euro di disavanzo finanziario da recuperare con opportuni stanziamenti a bilancio. Più una illegittimità per ulteriori 29 milioni per un capitolo di spese sulla Sanità. Queste le cifre contestate dalle sezioni riunite della Corte dei Conti per la Regione siciliana relativamente al Rendiconto generale della Regione siciliana per l’esercizio finanziario 2020. Un bilancio che era già stato contestato più volte dai giudici contabili. Una mancata parifica che però non allarma il governo regionale, a detta dell’assessore all’Economia Marco Falcone, ieri presente all’adunanza della Corte insieme al ragioniere generale Ignazio Tozzo e al capo di gabinetto della presidenza della Regione Salvatore Sammartano.

Leggi anche – Regione, la Corte dei Conti boccia il bilancio 2020

Falcone: “Bilanci in sicurezza con accantonamenti”

“Abbiamo preso atto – afferma Falcone – della decisione della Corte dei Conti inerente a una fase finanziaria risalente ormai a un quinquennio fa e che non avrà conseguenze sulla tenuta finanziaria della Regione. Se è vero che il disavanzo al 2018 andava ripianato non in dieci ma in tre anni, è vero anche che la Regione, da allora ad oggi, ha posto in essere tutti i necessari correttivi e guarda ai propri conti con maggiore serenità. Ci adegueremo alle indicazioni dei magistrati nella revisione del rendiconto 2020, potendo disporre degli opportuni accantonamenti che mantengono in sicurezza i nostri bilanci. Ciò è avvenuto anche grazie al rapporto di leale collaborazione che abbiamo instaurato con la Corte dei Conti e che ci ha condotto assieme a risultati importanti: infatti, il rendiconto 2022 certifica il calo del disavanzo della Regione a soli 4 miliardi di euro. Dal 2021 ad oggi siamo cioè rientrati di quasi tre miliardi e, secondo le nostre previsioni, nel rendiconto 2023, in fase di predisposizione, rientreremo di altri 800 milioni di euro”.

Cgil:” Mancata parifica è fatto grave, conti non in ordine”

Di parere diametralmente opposto è invece il principale sindacato confederale, la Cgil Sicilia. “La mancata parifica del rendiconto 2020 è di per sé un fatto grave, in quanto conferma di conti non in ordine“, dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino. Secondo Mannino “è tutta da vedere se la cosa non avrà effetti. Fare gravare sul fondo per la Sanità i costi dell’Arpa significa togliere risorse alla Sanità in crisi e questo è inaccettabile.  Temiamo inoltre le conseguenze della mancata parifica sui prossimi bilanci per quanto riguarda lo sviluppo. In ogni caso non dovranno essere i lavoratori e le persone più in difficoltà a pagare il prezzo delle incertezze sui conti”. La Cgil, aggiunge Mannino. “chiede dalla passata legislatura che ci sia chiarezza su come la Regione intende affrontare i problemi posti. Noi riteniamo che al riguardo nessuno possa tirarsi fuori, perché c’è una continuità politica e amministrativa alla Regione che rende impossibile farlo. Il governo regionale dia piuttosto risposte chiare su come intende affrontare le questioni aperte”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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