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Blockchain per le arance rosse Igp. Aziende oltre la politica

Il sistema anti contraffazione arriva nella filiera dell'agrume. "Servirà ai consumatori, ma anche per noi produttori", spiegano dal consorzio di tutela. Dalla regione intanto si attende il decreto attuativo

La blockchain, la tecnologia alla base del successo delle monete virtuali come i Bitcoin, esce dal digitale e raggiunge le filiere produttive siciliane. Questa mattina il consorzio Arancia rossa di Sicilia Igp ha presentato a Roma il progetto Rouge – acronimo di Red Orange Upgrading Green Economy – al ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Supportata da Almaviva, la nuova tecnologia servirà a prevenire le contraffazioni garantendo, dicono, “il miglioramento delle operazioni di controllo, della tutela della denominazione e la lotta alla contraffazione. La semplificazione degli adempimenti burocratici e la diminuzione della documentazione cartacea, la riduzione degli errori di imputazione dei dati, il monitoraggio del settore da parte dell’amministrazione e la possibilità di attuare strategie di promozione dell’Arancia rossa di Sicilia Igp sui mercati nazionali ed internazionali”.

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Dal digitale ai prodotti fisici, tramite i controlli sul campo

La tecnologia blockchain, basata su un sistema di database distribuiti con accesso a chiave unica e criptata, consente un’autoverifica dei dati trasferiti a blocchi da parte dell’infrastruttura stessa. Un sistema indipendente da fattori esterni quindi, alla base del successo delle cosiddette criptovalute, in quanto elimina la necessità di una verifica dei singoli passaggi decentralizzando il controllo e le possibilità di alterazione dei dati nei vari step intermedi. L’app sviluppata da Almaviva consentirà un collegamento tramite smartphone ai consumatori interessati per “monitorare il campo di produzione grazie a un sistema di geolocalizzazione della mappa fornita da fonte pubblica, la data del raccolto, le modalità di conservazione e di distribuzione”, spiega l’azienda. “Alla base – afferma Elena Albertini, vicepresidente del consorzio di tutela dell’Arancia rossa Igp e responsabile del progetto Rouge – c’è il controllo di tutta la filiera che noi già facciamo tramite Check Fruit, a cui si aggiungono i nostri agenti vigilatori. La blockchain è uno strumento terzo in più per il controllo in tempo reale, ma non servirà solo per i consumatori. Tutto è customizzato sulle nostre esigenze di produttori: i parametri colturali e i dati di produzione raccolti dal Crea dell’università di Catania potranno aiutare anche il potenziale flusso di mercato della filiera, stabilendo se un determinato raccolto ha caratteristiche adatte ad essere venduto a livello locale o essere esportato”, spiega Albertini.

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Nel futuro possibili “verifiche sulla singola arancia”

L’app arriverà a fine mese, sia sui cellulari Android che sugli iPhone. “Siamo già pronti, ma mancano delle verifiche finali da parte della Apple sull’app in quanto noi siamo un consorzio no-profit e non una azienda” dice Albertini. Le retine che avvolgeranno i prodotti da vendere al dettaglio sono già pronte. “L’app sarà la conclusione di un lavoro iniziato due anni fa, che si basa sulla tecnologia di Almaviva che ha già da tempo sviluppato Enology, per la filiera del vino. Una tecnologia già matura e sperimentata”, afferma. Nei programmi futuri del consorzio Arancia rossa “c’è anche la possibilità di arrivare a verifiche sulla singola arancia. Ci stiamo lavorando con il dipartimento di Fisica dell’università di Catania. Riguarda i controlli a livello isotopico, ma al momento non sono pronti. Ma non lasciamo scoperta nessuna possibilità, il nostro ruolo come consorzio è anche questo”.

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Blockchain per tutti gli agrumi: il progetto del distretto

Con una produzione di un milione di tonnellate, su un totale nazionale di un milione e 600 mila, la Sicilia è al primissimo posto nella produzione di arance in Italia. Tra queste le produzioni del consorzio Arancia rossa, che raggruppa 600 produttori su una superfice di 6500 ettari. “Una eccellenza del made in Italy da tutelare, che quest’anno ha raggiunto anche il mercato cinese”, secondo il presidente del consorzio Giovanni Selvaggi. Una tutela che però verrà estesa anche ad altri agrumi. L’annuncio viene dal Distretto produttivo agrumi di Sicilia, che giorno 18 dicembre presenterà a Ciaculli, terra del mandarino tardivo (presidio Slowfood), un sistema blockchain con il patrocinio di Coca Cola Foundation. Il distretto mantiene al momento il massimo riserbo sull’iniziativa, di cui nel corso dell’evento denominato “Social farming 3”, verrà data una “dimostrazione pratica dell’applicazione della tecnologia blockchain ad una filiera produttiva agrumicola e della costruzione di un itinerario di turismo relazionale integrato”.

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Blockchain regionale, Marano: “In attesa del decreto”

La blockchain ha trovato spazio anche all’interno della legislazione regionale: lo scorso settembre un emendamento alla legge Finanziaria, promosso dalla deputata M5s José Marano, è stato approvato dall’assemblea regionale introducendo il nuovo “registro pubblico, condiviso, trasparente, sicuro ed immutabile, in grado di garantire la sicurezza e il controllo dei prodotti alimentari, la tracciabilità e la rintracciabilità degli stessi”, come riporta il testo approvato. Sulle modalità di implementazione della blockchain regionale si attende però un decreto attuativo dell’assessorato regionale alle Attività produttive e dell’assessorato all’Economia. I tempi di emanazione non sono ancora certi. “Il decreto attuativo interassessoriale – afferma la deputata José Marano – non è ancora stato emanato. Incontrerò a breve gli assessori interessati, Turano e Armao, per un punto della situazione. Ma – conclude la deputata M5s -, che i consorzi si muovano in maniera autonoma mostra che c’è una attesa rispetto al tema, e arrivare pronti sul tema blockchain rafforza fin da subito la comunicazione dei loro prodotti”. “Quando arriverà la blockchain regionale – afferma Elena Albertini -, noi saremo già pronti: l’app, e il sistema digitale che ci sta dietro, è già pronto per interfacciarsi con altri sistemi, condividendo i dati pubblici”. Questo, per il momento, in Italia: “Ma per i mercati esteri, come la Cina, saranno magari gli importatori e la grande distribuzione a occuparsi dell’aggancio del sistema su altri. Questo è il grande vantaggio del digitale”, conclude la vicepresidente del consorzio Arancia rossa di Sicilia Igp.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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