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Bonus 100 euro Meloni. A chi spetta, a chi chiederlo, quando arriva

All'esame preliminare il nuovo sostegno una tantum per i lavoratori dipendenti. In busta paga con il primo stipendio del 2025, non andrà a tutti i gli occupati. Ecco le condizioni reddituali e familiari per richiederlo al datore di lavoro

Comunicato nei giorni della Festa dei lavoratori il Bonus 100 euro proposto dal Governo Meloni sosterrà i redditi di 1,1 milione di famiglie attraverso il lavoro dipendente. Ma sarà tassato e spetta per intero solo a chi ha lavorato per tutto il 2024. Con un totale di 74 miliardi di euro in dotazione, il Governo Meloni è pronto ad investire con un Decreto Coesione per risorse idriche, infrastrutture per il rischio idrogeologico e la protezione dell’ambiente, rifiuti, trasporti e mobilità sostenibile, energia, sostegno allo sviluppo e all’attrattività delle imprese, anche per le transizioni digitale e verde. Ma ha anche previsto, in un’ottica più ampia di sostegno ai redditi da lavoro dipendente, un contributo di 100 euro lordo in busta paga che arriverà a gennaio 2025.

I requisiti di reddito e lo stato di famiglia

Il provvedimento è oggi all’esame preliminare. Su iniziativa del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il Governo conta di introdurre un’indennità di 100 euro per i lavoratori dipendenti che, all’interno di quest’anno 2024, hanno un reddito complessivo non superiore a 28.000 euro o abbiano un reddito talmente basso da non permettere di accedere alle deduzioni fiscali. Per ottenere i 100 euro del Governo Meloni in busta paga conta anche la condizione del nucleo familiare. Possono richiedere il bonus i lavoratori coniugati non separati e con almeno un figlio, a carico di entrambi. Oppure con un figlio a carico, anche se separati, genitore solo, vedovo/a con figli a proprio carico, anche adottati.

A chi chiedere il bonus di 100 euro e quando arriva

Il bonus 100 euro per i lavoratori dipendenti, se spetta, verrà accreditato in busta paga con lo stipendio di gennaio 2025. Dovrà essere richiesto attraverso il proprio datore di lavoro. L’importo è da intendersi lordo, quindi verrà tassato, ma oltre la tassazione c’è da tenere in conto un’altra variabile: l’essere stato contrattualizzato per tutto il 2024. Il bonus verrà calcolato infatti sul periodo lavorativo. Chi ha lavorato meno avrà anche un bonus minore. Anche il bonus 100 euro pensato dal Governo Meloni, come altre soluzioni già sperimentate in passato, è un sostegno una tantum. Partendo dagli 80 euro di Matteo Renzi (lavoratori dipendenti), ai 200 euro di Mario Draghi (pensionati e lavoratori dipendenti), la differenza è la riduzione della platea dei lavoratori che lo riceveranno. Oltre 20 milioni nei primi due governi, “1,1 milione di famiglie” nella strategia del governo Meloni di maggio.

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Chiara Borzì
Chiara Borzì
Sono una giornalista specializzata nei temi di economia, impresa, ambiente, cultura e sport. Attualmente dottoranda di ricerca e cultrice della materia di "Storia Contemporanea" presso l’Università degli Studi di Enna "Kore".

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