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Bottone, il cannolo con il logo: fatturato triplicato in tre anni

"Non avrei mai pensato che sarebbe diventato un lavoro", racconta il fondatore. Invece, dai primi esperimenti casalinghi, è nata un'impresa che cresce tra Ragusa e Milano

Prima era salata, poi è diventata dolce. La passione per la cucina di Alfonso Bottone, proprietario dell’azienda di cannoli a cui ha dato il suo nome e a cui è ispirato anche il logo, ha avuto fin da subito dei risvolti inaspettati: “Non avevo mai pensato che questo potesse diventare il mio lavoro, ma ho trasformato il mio spirito di osservazione in azione, ho unito la passione alla lungimiranza”. Quello che non sarebbe dovuto essere neppure un lavoro si è trasformato in un’impresa cresciuta in fretta: nel 2017 il fatturato era di 70 mila euro; nel 2018 era più che raddoppiato e nel 2019 ha sfiorato i 200 mila euro.

Una storia fatta in casa

“Quando ho scoperto il mondo dei cannoli, guardandomi intorno, mi sono accorto che in commercio c’erano solo cialde industriali, che la lavorazione della ricotta era standardizzata, che mangiare un cannolo per intero lo rendeva stucchevole al palato”. Bottone comincia così a sperimentare nuovi modi di preparare la crema, con una ridotta quantità di zucchero e una diversa lavorazione della ricotta. I primi cannoli nascono nella cucina di casa, dove studia le giuste combinazioni, testando il risultato con parenti e amici. Dopo i tanti apprezzamenti casalinghi, nasce l’idea di creare un laboratorio che fornisse ristoranti e bar. A conduzione familiare, apre nel centro storico di Ragusa, in via Mario Leggio, gestito insieme al fratello Alessandro, il cugino Carlo e la madre Anna, che ancora oggi si occupano dell’attività. È il 2016: “Nei primi tempi sembrava non venisse nessuno, poi in estate riuscimmo a vendere 50 mila cannoli”. Nello stesso periodo nasce il primo corner all’aeroporto di Comiso, grazie a Rosario Alescio, che decide di vendere i cannoli Bottone all’interno della sua azienda “La Tipica”.

Ragusa-Milano, andata e ritorno

Forte di questo primo successo, “quasi per sfida” Bottone decide senza troppi indugi di tentare la fortuna anche a Milano e nell’ottobre 2016 acquista il punto vendita di via Alessandro Volta, un piccolo scrigno dorato interpretato ad hoc dallo studio di design Daaa Haus. “Abbiamo aperto a marzo 2017, ma abbiamo dovuto attendere settembre per l’exploit. Milano è una piazza ben diversa da quella siciliana, la nostra è una clientela molto selezionata, capita di fare meno scontrini ma di un certo valore”. E nel capoluogo lombardo, i cannoli possono anche essere ordinati a domicilio tramite Glovo e Deliveroo. Bottone viene contattato dalla Rinascente per aprire un temporary shop al settimo piano del punto vendita di Milano, con affaccio su Piazza Duomo: “Dopo i sei mesi di attività, adesso restiamo fornitori della Rinascente a Milano, a Roma e a Torino”.

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Le stagioni di Bottone

La svolta è avvenuta con l’apertura temporanea alla Rinascente e molto contribuisce anche il passaparola: “I box racchiudono da otto a dieci cannoli”, spiega Bottone. “ciò significa che chi ne acquista una confezione ci dà la possibilità di essere conosciuti da decine di persone che diventano a loro volta potenziali clienti. A luglio e agosto si lavora meno e anche gennaio è un mese in calo dopo i regali e le feste natalizie. Ma subito dopo, magicamente, si ricomincia. Siamo molto orgogliosi dei risultati raggiunti finora, perché abbiamo sempre investito solo ciò che abbiamo guadagnato, siamo cresciuti servendoci solo delle nostre forze”.

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Il cannolo con il logo

Nonostante il marchio sia in espansione, la produzione dei cannoli Bottone mantiene salde le sue radici nella propria terra d’origine: “Produciamo tutto a Ragusa e poi distribuiamo ovunque”, racconta il fondatore. La farina è di grani siciliani macinati a pietra, per una cialda al nero d’avola, fritta con olio di arachidi e farcita con ricotta prodotta col latte dei Monti Iblei, guarnita col pistacchio verde di Bronte Dop. Pochi elementi per fare l’unico cannolo al mondo con la cialda logata: un piccolo sigillo, un bottone rosso a congiunzione delle due estremità: “Il logo è frutto di una di quelle idee che ti colgono all’improvviso e alla sprovvista, dopo numerosi tentativi poco convincenti. E che non lasciano spazio a ulteriori dubbi”.

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