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Calamità, “lo Stato non può ricostruire per sempre”. L’ipotesi assicurazione

Il ministro Musumeci al 46° Congresso della Società Italiana di Medicina Legale a Catania: “Dopo le calamità lo Stato non potrà ricostruire per sempre, occorre una polizza assicurativa contro i rischi naturali e potenziare la prevenzione”

Stamattina al al 46° Congresso della Società Italiana di Medicina Legale (Simla) a Catania si è parlato di calamità naturali, emergenza e prevenzione col ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, on. Nello Musumeci. A introdurlo il presidente della Società Scientifica, prof. Franco Introna, e il segretario nazionale e presidente del Congresso, dott. Lucio Di Mauro.

“Siamo sicuri che lo Stato possa avere fondi per tutti?”

“La comunità ritiene che lo Stato debba essere il garante della sicurezza di ciascuno di noi. Una calamità naturale distrugge, lo Stato ricostruisce e compensa persino i beni mobili. La domanda è: ma siamo sicuri che lo Stato italiano possa avere, per questo tipo di attività, fondi sufficienti per sempre e per tutti? La risposta ve la do subito: no. In Italia abbiamo una Protezione Civile che è tra le più apprezzate del mondo; noi abbiamo sempre privilegiato l’emergenzialità, ma dobbiamo operare anche in funzione di un potenziamento di prevenzione”. Con queste parole in apertura, nel corso dell’ultima giornata dei lavori del 46° Congresso della Società Italiana di Medicina Legale, il ministro Musumeci evidenzia l’importanza della prevenzione nell’ottica del rischio naturale: “L’Italia è l’unico paese che risarcisce fino ai beni immobili le comunità colpite da una calamità. Negli altri paesi, anche in Europa, e non soltanto in realtà come Giappone e Stati Uniti, il cittadino provvede a sottoscrivere una polizza assicurativa contro i rischi naturali”. 

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Prevenzione per proteggere anche i conti pubblici

Il governo – prosegue il ministro – opera sul fronte della prevenzione anche nell’ottica di proteggere i conti pubblici: “Abbiamo istituito una commissione della quale fanno parte i rappresentanti delle compagnie assicurative e intanto nella legge di bilancio 2024 abbiamo fissato un criterio: le aziende, escluse quelle agricole, devono sottoscrivere una polizza assicurativa contro i rischi da calamità naturali. È il primo passo, poi passeremo alle famiglie. La partecipazione del cittadino attraverso la sottoscrizione di una polizza assicurativa consente al governo di intervenire meglio a sostegno in caso di calamità naturali perché è chiaro che lo Stato non rimane alla finestra, non rimane a guardare”.

Dai medici legali arriveranno “proposte concrete”

Alla Società Italiana di Medicina Legale la richiesta del ministro di una “collaborazione se si rende necessario tradurre in attivi normativi iniziative che potrebbero colmare in questa materia eventuali lacune”. Pronta la risposta del presidente, prof. Franco Introna, e del segretario, dott. Lucio Di Mauro: “Andremo dal ministro con proposte concrete, è un nostro interlocutore privilegiato. Vogliamo svolgere un’azione preventiva nell’ambito dell’emergenza; il nostro piano è quello di creare delle linee guida di medicina legale che possano agire sia sui mass disaster gestiti dall’autorità giudiziaria, dove già ci siamo, sia sui rischi naturali gestiti dalla protezione civile dove c’è ancora molto lavoro da fare. La medicina legale si occupa di emergenze da oltre vent’anni e il nostro impegno, oltre che nella redazione di protocolli di operatività, è anche nella promozione dell’esigenza di centri regionali di medicina legale disponibili h24 nella gestione dei mass disaster, con medici legali, antropologi e laboratori alle spalle”. Di fronte a queste urgenze di primo piano, conclude il professore Introna, solo “la medicina legale adeguatamente preparata in centri strutturalmente idonei può affrontare i mass disaster offrendo un servizio sociale agli italiani ed alla nazione”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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