fbpx

Camionisti, in Sicilia ne servono centinaia. “Paga da 3 mila euro al mese”

La paga nel Ccnl parte da circa 1.300 euro mensili, lordi. "Ma per chi fa lunghe tratte si arriva al triplo, netto", spiega il vicepresidente nazionale di Assotir Pino Bulla. Formarsi, però, è complesso e costoso. "Proporremo alla regione un incentivo alle imprese per assumere"

Ogni giorno lo Stretto di Messina “è attraversato da circa 200 mezzi adibiti al trasporto di sostanze ad alto rischio, come i rifiuti, o beni a temperatura controllata. Servirebbero almeno altri 600 o 700 autisti specializzati solo in Sicilia”. Lo afferma Pino Bulla, vicepresidente nazionale di Assotir. Un settore fondamentale quello del trasporto su gomma in Italia, e in particolare in Sicilia dove viaggia la quasi totalità della merce, “sia all’interno dell’Isola, che soprattutto in uscita”, spiega Bulla, che a FocuSicilia conferma in pieno quello che nei giorni scorsi è diventato un “caso” estivo. Un’azienda di trasporti campana ha affermato di non trovare camionisti, pur pagandoli profumatamente. Secondo Bulla non si tratta di una semplificazione giornalistica, ma è tutto “verissimo, è esattamente così anche in Sicilia. Si può arrivare a guadagnare anche più di tremila euro mensili, il triplo”. Cifre di molto superiori a quelle previste dal contratto collettivo nazionale del settore, con paghe conglobate che oscillano da circa 1300 a poco più di 1700 euro a seconda dell’anzianità. Ma le figure ricercate non sono semplici autisti, sono in realtà figure “altamente specializzate” e “trovare giovani e formarli è complicato”. A riguardo Bulla racconta un aneddoto: “Ricordo sei anni fa a un corso finanziato dal ministero dei Trasporti su 42 partecipanti solo due alla fine sono arrivati a prendere la patente professionale. Ed erano entrambi laureati, un ingegnere e un geologo. Oggi fanno tutt’altro lavoro”, afferma.

Leggi anche – Rifiuti, Sicilia sul baratro. Pochi impianti e saturi. Costi alti a carico del cittadino

Corsi da migliaia di euro, per centinaia di ore

I corsi per la formazione Atp, ovvero quelli per trasporti a temperature controllate, e per quelli Adr, ovvero di carichi ad alto rischio chimico, hanno una durata “di almeno 220 ore”. E, come se non bastasse, sono pochi anche i possessori di patenti adeguate. Il primo step è quindi conseguire la patente di guida civile, di categoria C e D. Dimostrare l’abilità nella conduzione e le conoscenze tecniche costa, “mediamente sui 2 mila euro”. Un costo simile anche quello per il conseguimento della seconda patente, quella professionale, la cosiddetta Cqc “Carta di qualificazione del conducente”. Altro corso, altre competenze, come quella sulla gestione del cronotachigrafo, che registra ogni azione del conducente. Poi per condurre i mezzi adibiti ai trasporti speciali “si deve avere formazione specifica su tutti i tipi di carico trasportati”. Complici le normative, oggi un autista che svolge viaggi di lunga percorrenza “deve avere una vasta cultura e una istruzione certamente almeno superiore, perché deve essere in grado di conoscere le temperature dei liquidi che trasporta, le criticità ambientali dei rifiuti speciali, le temperature di esercizio di prodotti che vanno conservati secondo certe specifiche”. Prodotti e merci solitamente molto costosi, che giustificano le paghe extra “tutte specificate nel contratto di lavoro collettivo nazionale e negli accordi sindacali che si fanno regione per regione”, spiega Bulla. E la Sicilia, per la distanza e per l’insularità, “è tra le regioni che paga di più”.

Leggi anche – Il Regno Unito compra ancora siciliano. Ma l’effetto-Brexit è soltanto rimandato

Da anni gli autisti sono sempre più stranieri

La pandemia ha accentuato il problema della carenza di personale: da anni alla carenza di personale sopperiscono molti autisti stranieri “che lavoravano in Italia regolarmente contrattualizzati, ma che non erano in servizio durane la pandemia. Questo ha accentuato il problema di un quindici per cento”. Se in “Romania, Bulgaria, Albania, ma anche Tunisia”, non sembra essere un problema trovare persone con le giuste qualifiche, valide anche in Italia per via delle normative europee, lo stesso non vale per gli italiani. “Da quando non c’è più il servizio militare obbligatorio, sono diminuiti i giovani con le patenti adeguate, ovvero quella stradale C, D o E e la corrispondente patente professionale”. Con la conseguenza, almeno sulle lunghe tratte, di una “carenza di personale formato”.

Leggi anche – Regione, da marzo stop ai pedaggi autostradali per i mezzi a biocarburante

La proposta: “Fare come la Lombardia”

Del problema si discute da anni, anche in sede “del Comitato centrale dell’albo per il trasporto”, prosegue Bulla. Il vicepresidente di Assotir ha pronta “una proposta per la Regione siciliana, che sottoporrò al presidente della Regione e all’assessore ai Trasporti, ovvero quella di formare il personale all’interno delle aziende, facendo conseguire le patenti e le qualifiche professionali. Con un aiuto economico da parte del pubblico, le aziende si impegnano ad assumere”. Un investimento “contro la disoccupazione”, secondo il dirigente dell’associazione delle imprese di autotrasporto, soprattutto sulla formazione dei giovani, che oltre ai costi impiega anche molto tempo, anche un anno. Un sistema “già avviato in Lombardia”, con un programma denominato Formare per assumere e “diverso da quanto si fa oggi in Lazio ed è già stato attuato negli anni scorsi, ovvero finanziare direttamente i corsi, pratica che “sei anni fa non ha dato i risultati attesi. Ovvero: pochissimi finivano il percorso per l’acquisizione anche solo delle patenti professionali.

Leggi anche – Ponte sullo Stretto, Confindustria Sicilia: no equilibrismi, Governo decida

La reintroduzione dei traghetti con passeggeri

“Quello che non si sa è che il mestiere del camionista è molto cambiato in questi anni. La forza fisica e la necessità di interventi tecnici sui mezzi non è più quella di quaranta anni fa, oggi sui camion si viaggia come su dei salotti”, afferma. A cambiare sono però le responsabilità, elevatissime per gli autisti. “Un camionista che non tiene la merce con i giusti parametri, spesso scritti anche in inglese o altra lingua, rischia di invalidare le polizze assicurative”. A questo si aggiungono le rigide regole per il riposo obbligatorio, di almeno undici ore quotidiane, a fronte di un massimo di nove ore di guida giornaliera. E il metodo più semplice per dimostrare il riposo “è diventato quello di dormire in albergo, non più all’interno del mezzo”. Le aziende che trasportano per migliaia di chilometri carichi molto costosi, il cui valore spesso raggiunge cifre anche a sei zeri, “pagano i costi anche dei cronotachigrafi, che vanno rinnovati ogni cinque anni come le patenti”. Problematiche note da anni, sostiene Bulla, che però ha anche un’altra proposta, almeno per semplificare ad imprese e autisti i trasporti dalla Sicilia verso il Nord Italia, rispettando tutte le complesse norme. “Bisogna reintrodurre i traghetti con trasporto passeggeri, come il Catania Napoli inattivo da anni, che poteva trasportare oltre 100 veicoli completi oltre le auto e aveva 70 cabine da quattro posti”. Navi che in termine tecnico vengono definire Ro-Ro-Pax, un acronimo dall’inglese che indica oltre al carico e scarico dei mezzi su gomma anche il trasporto passeggeri. Questo consentirebbe ai camionisti di viaggiare nelle ore di riposo obbligatorie, abbattendo per le aziende i costi degli alberghi. “Su questo punto vedremo cosa si può fare, gli armatori italiani non sono più interessati”, conclude Bulla.

- Pubblicità -
Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

DELLO STESSO AUTORE

1 commento

  1. Ho fatto l autista x 25 anni guidando motrici a 3 assi,ho un ottima conoscenza dela sicilia e del territorio italiano,per il momento faccio l ncc durante la pandemia avevo deciso di ritornare sui camion,ma mi sono bloccato perche mi hanno chiesto 1000 euro x il rinnovo del cqc e circa 75 ore di corso,ho pensato laxciamo perdere che e meglio

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Social

24,800FansMi piace
691FollowerSegui
392FollowerSegui
652IscrittiIscriviti
- Pubblicità -

Ultimi Articoli