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Cancelleri: “La Ragusa-Catania entro il 2021. Il Ponte deve aspettare”

Le infrastrutture in Sicilia sono poche e carenti. La ricetta del Governo raccontata a FocuSicilia dal viceministro Giancarlo Cancelleri

“Stiamo impegnando molti soldi. Facciamo e faremo un grande lavoro per le infrastrutture in Sicilia e non solo”. È la promessa del viceministro Giancarlo Cancelleri ai suoi conterranei. I fondi saranno sia statali che europei, anche quelli del Recovery fund. Annuncia l’alta velocità ferroviaria, il completamento e l’ammodernamento della rete viaria esistente e la creazione di nuove arterie come l’autostrada Ragusa-Catania. Cancelleri racconta a FocuSicilia l’impegno del governo, in fondi, anche per la viabilità interna. Rinviate al prossimo anno, a causa delle restrizioni da Covid-19, invece, la continuità territoriale e le tariffe sociali per i collegamenti aerei. Nessuna certezza sulla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.

Recovery fund: ponte sullo Stretto escluso

Quello delle infrastrutture in Sicilia è un problema atavico. È difficile spostarsi in sicurezza e velocemente, lo è di più per i grandi mezzi carichi di merce. In molti speravano che il Recovery fund avrebbe dato un contributo al miglioramento della situazione e sono scoppiate anche delle polemiche sull’esclusione del ponte sullo Stretto. Per Cancelleri però, l’allarme “è ingiustificato”. Non solo perché il documento del Governo è ancora una bozza e quindi suscettibile di modifiche, anche perché “non viene fatta una lista di infrastrutture”. Ciò nonostante, il ponte sullo Stretto non è certamente incluso in questo piano perché “l’Europa ci chiede opere che abbiamo una programmazione almeno definitiva e che debbano essere completate entro il 2026”. Cancelleri non esclude a priori la realizzazione del Ponte, “ma è un progetto vecchio di 20 anni e va quantomeno rivisto”. In realtà non si è ancora stabilito se lo si farà davvero. Potrebbe essere sostituito da un tunnel. Allo scopo, spiega il viceministro, c’è al lavoro una commissione ministeriale composta da tecnici che entro il 31 dicembre formalizzerà una relazione al Governo con delle ipotesi di fattibilità di diversi progetti.  “Apriremo un ampio dibattito e sceglieremo la migliore soluzione da regalare ai siciliani e a tutti gli italiani. Non so se sarà il ponte, ma di certo qualcosa ci sarà”.

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Anche in Sicilia il Frecciarossa

Tra i progetti del Recovery fund rientrerebbe invece l’alta velocità “perché è tema nazionale”. La volontà è quella di portarla anche in Sicilia, anche senza la presenza del ponte sullo Stretto. L’ipotesi, spiega il viceministro, è quella di utilizzare treni più piccoli che possano entrare per intero nei traghetti così che possano riprendere la loro corsa sul territorio. Occorre tuttavia fare i conti con le infrastrutture esistenti. Diventa quindi fondamentale portare a termine il prima possibile i lavori ferroviari in corso o previsti. “Stiamo già agendo”, dice Cancelleri. “Sono finanziati due lotti per 2 miliardi e 300 milioni”. Al centro dei progetti le tratte Messina-Catania, Catania-Catenanuova e fino a Roccapalumba. Oltre all’elettrificazione di diversi spezzoni di linea ferrata. Nel mezzo le stazioni vicino agli aeroporti di Fontanarossa di Catania, che è quasi pronta, e Birgi di Trapani.

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Continuità territoriale e tariffe sociali

Per la mobilità dei siciliani c’è anche la via aerea, ma spesso si fanno i conti con il caro biglietti. Per questo sono state pensate due misure: la continuità territoriale e la tariffa sociale. In teoria dovrebbero essere già attive da novembre, “l’iter è completo” dice Cancelleri, ma la diffusione del Covid-19 e le relative restrizioni negli spostamenti hanno fatto slittare tutto. “È una questione di convenienza perché gli aerei non si riempiono” dice il viceministro. Le compagnie aggiudicatarie hanno richiesto lo slittamento delle misure al 18 dicembre, ma è nell’aria, già da tempo, un nuovo rinvio. Se ne parla il prossimo anno insomma. Le cifre destinate, promette Cancelleri, rimangono. Anzi. La quota destinata al 2020 sarà a disposizione nel 2021. “È un fatto che abbiamo realizzato e speriamo che si possa tornare a viaggiare presto a prezzi fissi o agevolati, le misure sono finanziate fino al 2022”.

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Ragusa-Catania, nel 2021 l’avvio dei lavori

Per il 2021, il grande annuncio rimane l’avvio dei lavori per l’autostrada Ragusa-Catania. “Confermo l’apertura dei cantieri per novembre del prossimo anno, ma stiamo provando ad anticipare di qualche mese”. Un’opera che si attende da più di 30 anni che rappresenterebbe una svolta sia dal punto di vista commerciale che sociale.  Da qui passano migliaia di camion che dal mercato di Vittoria raggiungono il resto d’Italia e non solo. E qui si sono purtroppo verificati molti incidenti letali tanto che il tratto attuale è soprannominato “strada della morte”. Dopo un complesso iter che ha anche comportato un cambio di gestore, adesso ogni tassello sembra essere al posto giusto. “Si attende un parere da parte delle Camere” e la nomina del nuovo commissario. Un tecnico che, nei prossimi mesi, prenderà il posto che inizialmente era stato annunciato per il governatore Musumeci.

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L’eterno cantiere dalla A19 Catania-Palermo

Lavori in corso sulla A19 Catania-Palermo. Un eterno cantiere che nei programmi del governo si trasformerà presto in una autostrada degna di questo nome. “Stiamo investendo 880 milioni di euro. Abbiamo già iniziato da tempo e siamo già arrivati a una buona fase di ristrutturazione”. Il problema, secondo Cancelleri è che “non è mai stata fatto la manutenzione e adesso occorre fare molti interventi”. La strategia scelta è di procedere con piccoli cantieri data l’importanza viaria del tratto. “Ci metteremo del tempo, ma non possiamo bloccare tutto per fare i lavori creando notevoli disagi. Tra tre o quattro anni avremo però un’autostrada più sicura”.

Viabilità interna. Senza progetti niente soldi

Capitolo a sé è quello relativo alla viabilità interna. Anche in quest’ambito regna una polemica di fondi e responsabilità tra Governo centrale e governi periferici. Secondo Cancelleri non c’è dubbio: “noi la nostra parte l’abbiamo fatta e la stiamo facendo”. Non solo. “Ci sono tutti i presupposti per fare velocemente e bene”. Il viceministro Cancelleri si riferisce soprattutto a tre decreti ministeriali (n.49, n.123 e Fondi) che mettono a disposizione delle province e delle città metropolitane “un miliardo di euro, fino al 2024, per interventi su strade”. Insomma, secondo Cancelleri i soldi ci sono e pure parecchi se accanto a quelli citati si mettono anche i fondi legati al Patto per il Sud, agli accordi di programma quadro e alle varie operazioni statali. In più, con la nomina annunciata del commissario alle strade provinciali, “caso unico”, si dovrebbe velocizzare l’iter. Senza progetti però, niente soldi.

Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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