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Cantieri di lavoro, in Sicilia quasi cinque anni d’attesa: professionisti sottopagati

I lavori finanziati attraverso l'ultimo Avviso della Regione, risalente al 2018, non sono ancora partiti. Colpa di una burocrazia che coinvolge diversi enti - amministrazione regionale, Comuni, Centri per l'impiego - e di retribuzioni troppo basse per i professionisti coinvolti, che rinunciano agli incarichi

In Sicilia, per far partire un cantiere di lavoro, servono (quasi) cinque anni. Lo strumento della Regione per “favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di persone in cerca di occupazione” deve fare i conti con la burocrazia. L’ultimo esempio è quello dell’avviso pubblico di agosto 2018, che ha impegnato 50 milioni di euro per “tutti i Comuni della Sicilia con popolazione fino a 150 mila abitanti, per l’esecuzione di opere aventi fruibilità pubblica”. A pochi giorni dall’inizio del 2023 i cantieri non sono ancora partiti. Tra gli ultimi paesi ad aver completato l’iter c’è Aci Castello. “Su quattro cantieri finanziati ne sono partiti soltanto due, ma a oggi sono bloccati a causa di ritardi nella consegna dei materiali”, spiega a FocuSicilia Salvo Danubio, assessore ai Lavori pubblici. “Negli altri due casi, gli istruttori e i direttori dei lavori si sono dimessi bloccando tutto”. Se i 50 milioni del 2018 non sono stati spesi, la Regione impegna già altri fondi. Ad agosto 2022, infatti, sono stati stanziati altri cinque milioni per nuovi cantieri “nei Comuni con meno di 10 mila abitanti”

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La procedura burocratica

Il finanziamento massimo per cantiere, si legge nell’avviso pubblico del 2018, è di 123 mila euro. L’iter burocratico coinvolge diversi enti. Dopo l’Avviso della Regione, i Comuni interessati devono presentare i progetti entro 90 giorni, allegando relazione tecnica, computo metrico e planimetrie. Inoltre bisogna individuare alcune figure tecniche. Oltre al Responsabile unico del procedimento (Rup), la legge prevede la nomina di due professionisti esterni, “con procedura di evidenza pubblica”. Il direttore dei lavori, secondo le linee guida della Regione, può essere un architetto, un ingegnere, un geometra (la categoria più diffusa) o un perito edile iscritto all’apposito albo. Possono essere ammessi, in casi di emergenza, anche agronomi e periti agrari. La retribuzione prevista è di circa 61 euro al giorno. Il ruolo di Istruttore del cantiere, invece, dev’essere affidato a persone “con esperienza documentata nel comparto edile”, ad esempio “capi mastri o operai qualificati” ma anche “imprenditori edili”. La paga è fissata a circa 52 euro al giorno.

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Professionisti sottopagati

Proprio la reperibilità di queste figure è uno dei fattori di ritardo dei cantieri. Il motivo, spiega a FocuSicilia un geometra che nel passato ha svolto la funzione di direttore dei lavori, “è soprattutto economico”. Per averne conferma basta dare un’occhiata alle carte. La paga prevista per i geometri nel tariffario di categoria è di circa 44 euro l’ora, da calcolare su “tutto il tempo impiegato per l’esecuzione dell’incarico, in campagna e in ufficio, nonché sul tempo trascorso nei viaggi e quello perduto per cause indipendenti dalla volontà del geometra”. Una cifra ben superiore ai 61 euro giornalieri offerti per l’incarico nei cantieri di lavoro. In più, scrive la Regione, i professionisti “devono restare in cantiere, a tempo pieno, per tutta la durata dei lavori”, cosa che rende l’incarico “incompatibile con altre occupazioni che non consentano piena autonomia”. Per quanto riguarda invece i lavoratori inseriti nel cantiere, per loro la paga è di quasi 35 euro al giorno.

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Il caso di Aci Castello

Su questo fronte, spiega Danubio, una novità è stata rappresentata dal reddito di cittadinanza. A partire dal 2019, infatti, nelle liste fornite dai Centri per l’impiego sono stati inseriti anche i percettori del contributo. “Questo ha rallentato moltissimo le procedure, perché a causa delle numerose rinunce le graduatorie cambiavano continuamente, costringendoci a rifare le carte e a ripetere le visite mediche”, dice l’assessore ai Lavori pubblici. Quest’ultimo costo, sottolinea, è stato sostenuto dal Comune, “che partecipa con una quota del 10 per cento sul valore complessivo dell’opera”. Malgrado i contrattempi, dovuti come detto al ritardo di alcune forniture, i due cantieri di lavoro di Aci Castello dovrebbero partire a breve. “Uno riguarda la pavimentazione della scalinata della Casa del Nespolo, ad Aci Trezza. L’altro prevede il rifacimento di una strada nel centro storico di Ficarazzi, che verrà realizzata in pietra lavica”, conclude Danubio.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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