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Cashback, non solo di Stato. Il successo in Sicilia della piattaforma privata

Un’app per accedere a un rimborso in denaro esiste da anni. Si chiama semplicemente Cashback ed è stata creata da myWorld, un network che conta oltre mille aziende nell'Isola. La raccontano due giovani sviluppatori

Reinventarsi a poco più di vent’anni, passando da una piccola attività imprenditoriale a una rete internazionale online. È la storia di Luigi Aprile, oggi ventinovenne. Fino al 2016 gestiva un pub a Rosolini “chiuso, come spesso capita, per via delle troppe spese”, racconta. Oggi è uno dei principali artefici nell’Isola della rete di cashback myWorld, che grazie a un’app sul cellulare permette a consumatori e aziende di “avere un ritorno dal 1 al 5 per cento”. Somme di denaro che vengono riaccreditate sul conto corrente, con un sistema del tutto simile a quello del cashback di Stato, pubblicizzato e utilizzatissimo in queste settimane tramite l’app Io. Le alternative private però esistono da molto più tempo. Il network d’imprese myWorld è presente in Italia dal 2009 e nel mondo dal 2003, e conta oltre due milioni di utenti nello Stivale. In Sicilia sta ottenendo un successo crescente anche grazie al lavoro di giovani come Luigi.

Dalla discoteca alla sharing economy

“Quando ho iniziato, erano circa cento le aziende convenzionate in Sicilia. Ora sono oltre mille, e nel mio network personale ne conto circa 150, in continua crescita, con più di ottomila consumatori”, racconta Aprile. Una rete in espansione grazie anche ai nuovi sviluppatori individuati per farla crescere. Come Marco Palazzolo, 35 anni, e un passato anche lui da imprenditore. “Per anni mi sono occupato di musica: a Catania dal 2009 al 2017 sono stato proprietario del Barbara Disco lab, un locale dove riuscivamo a fare anche mille e cinquecento presenze ogni sera”, spiega Palazzolo. Ancora oggi prosegue la sua attività nel mondo della musica, con il festival One day music, tra i maggiori del Sud Italia. Introdotto nella rete cashback “proprio da Luigi Aprile”, Palazzolo ha una idea molto chiara di come funzioni il network, e del perché del successo: “Tutto si basa sulle persone, e se prima la mia attitudine a creare relazioni era riversata nel mio settore, oggi riesco a parlare e coinvolgere chiunque, dai 18 ai 70 anni, che sia un panettiere o un notaio. Si tratta di sharing economy, ed è un mondo che mi ha folgorato, e che avrei voluto conoscere prima”. Palazzolo vede la rete cashback “come un modo per l’imprenditore di non essere più solo, come mi sono trovato io nel momento di difficoltà, avendo dovuto chiudere la mia attività”. Un messaggio molto più forte nel periodo della pandemia, “che ha evidenziato tutte le crepe di un sistema economico, con aziende costrette a chiudere, o a reinventarsi. Credo che la cultura di una solidarchia, che spazza via il concetto dell’imprenditore che deve fare tutto da sé, sia il futuro. Un futuro che personalmente vedo con lo sviluppo di questi concetti anche con attività di coaching”, afferma Palazzolo.

Lo Stato come promotore, anche per il privato

In questi giorni il tema del cashback di Stato ha dato molta visibilità anche alle piattaforme private. “Il cashback pubblico ci ha dato un assist incredibile, è come se in questi giorni il nostro promotore sia stato il premier Giuseppe Conte. Basta dire alle aziende che si sommano i vantaggi per il cliente”, spiega Palazzolo. Le due piattaforme infatti non sono esclusive, anzi: al dieci per cento di ogni spesa nei negozi fisici del sistema statale, se fatta nei punti convenzionati presenti nell’app, si aggiunge la percentuale decisa dall’imprenditore affiliato. “Si può arrivare fino al 30 per cento, se l’azienda convenzionata decide di attivare delle promozioni”, spiega Aprile. Il cliente inoltre accumula dei punti, che possono essere utilizzati per ulteriori sconti. Si tratta per la maggior parte di piccole attività, ma non solo: appartengono alla rete siciliana centri commerciali, stazioni di rifornimento e negozi della grande distribuzione organizzata, oltre alle piattaforme online per lo shopping. “Il nostro sistema lo definirei un win-win-win: c’è un vantaggio per il consumatore, per l’azienda nel rapporto con il cliente e per la stessa nei confronti dei fornitori. Se questi sono all’interno del network si applica il cashback anche su questi acquisti”, spiega Aprile.

Il metodo della crescita esponenziale

E c’è naturalmente il vantaggio economico. “Ovviamente dietro tutto questo ho il mio compenso provvigionale. Ma non sono qui a parlare dei miei guadagni, dico solo che ormai da 3 anni questa è diventata la mia principale forma di reddito e che quindi mi permette di non dipendere più dall’attività di famiglia nella quale lavoravo”, sottolinea Aprile. La filosofia che sta dietro al sistema sembra però quella che ha davvero conquistato il giovane sviluppatore. “Quando mi hanno presentato il progetto, nel 2017, all’inizio ero scettico. Ma ho poi scoperto una scuola di soft skill che ti insegna a collaborare e creare delle partnership”. Aprile guadagna grazie alle affiliazioni, in una percentuale che aumenta aggregando clienti, aziende e altri sviluppatori. Ma il sistema, a crescita esponenziale, non è simile ad altri di moda negli anni ’90, come il multilevel o i piramidali, assicura. “Non ci sono gerarchie, anzi facciamo ogni settimana degli incontri online chiamati ‘business info’ in cui spieghiamo i vantaggi di partecipare, ma soprattutto condividiamo esperienze”.

Progetto digitale “basato sulle relazioni”

L’affiliazione può essere sia come azienda, sia come parte della rete di sviluppo del network. “Gli imprenditori sanno che la promozione dell’azienda andrà al di là del classico cartellone pubblicitario o del sito web. C’è il contatto diretto, siamo un ‘franchising di persone’ come lo definisce il nostro amministratore delegato”. Il rapporto non si ferma comunque a un contatto indiretto, via app. “Io sono prevalentemente un lavoratore da remoto, utilizzando moltissimo Zoom. Ma – prosegue il giovane sviluppatore – in Sicilia abbiamo una figura come il Regional manager, Marcello Sivio, una figura dell’azienda che funge da collegamento tra le figure sul territorio e la sede e che fa un lavoro incredibile andando fisicamente dalle singole aziende”. E se il futuro globale sembra avviato verso la robotizzazione e la digitalizzazione, la stessa che permette l’esistenza del sistema cashback sugli smartphone, “la cosa che fa funzionare questo progetto sono le relazioni con le persone, e non si possono avere relazioni con un algoritmo”, conclude Aprile.

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Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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1 commento

  1. Credo tanto in questo sistema di sharing economy, è un nuovo sistema, che come tutte le cose nuove inizialmente può lasciare qualche dubbio, ma se fatto con le giuste competenze e professionalità porta grandi risultati sia in termini professionale lì che personali. Si, anche crescita personale, perché nell’articolo si è parlato di soft Skill che ad oggi, in un sistema sempre più tecnologico, sempre più automatizzato, c’è sempre più bisogno del valore umano. A chi non è capitato di chiamare un call center ma di voler poi parlare con un operatore ?
    Pertanto se vuoi avere risultati in questa attività devi prima crescere come persona, come mentalità, capendo che è un’attività che la fai in team, dove il l’ingrediente principale non è il prodotto che vendi o il servizio che offri ma sono proprio le persone.
    Pertanto faccio i complimenti a questi due giovani imprenditori – Luigi Aprile e Marco Palazzolo, che hanno avuto la mentalità aperta di guardarsi attorno, capire che se vuoi fare la differenza devi fare qualcosa di diverso ed hanno accettato la sfida di questa sfidante attività.
    Chissà quante persone ad oggi si stanno guardando intorno, chissà quanti vorrebbero trovare un’attività da fare in gruppo, un’attività stimolante che si basa sulla meritocrazia, un’attività che puoi fare tranquillamente part time ma che ti riempie la giornata di soddisfazioni, che ti fa conoscere gente nuova, dove sicuramente aumenti il tuo potenziale umano e come conseguenza il tuo potenziale come professionista!
    Sono convinto che tutti noi lo vorremmo!

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