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Covid-19, cassa in deroga e 600 euro agli autonomi: il decreto

Dieci miliardi dedicati al mondo del lavoro, sostegno a imprese e dipendenti, bonus e congedi. Rimandate le scadenze fiscali. Possibilità di sospendere i mutui

Dieci miliardi per il lavoro e un’attivazione complessiva di 350 miliardi per il credito a imprese e famiglie. Tutele per gli autonomi e cassa integrazione per tutte le imprese, anche per quelle con un solo dipendente. È il “decreto marzo” varato dal governo. Già dal nome si comprende che, per molte misure, come affermato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ci sarà un nuovo intervento ad aprile. Ecco che cosa prevede.

Cassa integrazione per tutte le imprese

Per quanto riguarda il sostegno all’occupazione e al reddito dei lavoratori, i miliardi sono dieci, per metà dedicati alla cassa integrazione e per un terzo a quella in deroga. Potranno accedervi tutte le imprese, anche quelle con un solo dipendente. Sono sospese le procedure di licenziamento avviate dopo il 23 febbraio. Rafforzato con 1,3 miliardi il Fondo di integrazione salariale.

Seicento euro per gli autonomi

I mancati incassi per autonomi, cococo e stagionali saranno coperti con 600 euro per il mese di marzo. Una misura che comporterà un esborso di 3 miliardi. Verrà rinnovata ed eventualmente rimodulata ad aprile, mentre nella prima versione si prevedeva un contributo di 500 euro per tre mesi. È riconosciuta anche per gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo.

Congedi e ferie

Il congedo parentale viene allungato a 15 giorni per chi abbia figli fino a 12 anni, con un’indennità pari al 50 per cento della retribuzione. La misura vale anche per gli iscritti alla gestione separata Inps. Il limite d’età non vale in caso di figli disabili. Lo stanziamento per coprire i congedi è di 1,2 miliardi. In alternativa si potrà utilizzare un bonus babysitter: vale 600 euro ma si innalza a mille per il personale sanitario. Aumentano i giorni per usufruire della legge 104, grazie allo stanziamento di 550 milioni: per marzo e aprile i giorni consentiti sono, per l’intero bimestre, 12. Per i lavoratori dipendenti, la quarantena verrà pagata come malattia, pur non includendo i giorni passati a casa nel computo complessivo.

Leggi anche – Covid-19, accordo sindacati imprese: nuove regole sul lavoro

Mutui e liquidità

Attraverso una serie di garanzie statali e Cassa depositi e prestiti, il governo attiva 350 miliardi di liquidità per garantire sostegno al credito e permettere alle banche di sospendere le rate dei mutui di famiglie e imprese. Il Fondo prima casa viene esteso ad autonomi e liberi professionisti che abbiano perso un terzo del fatturato da fine febbraio. I crediti vantati verso debitori inadempienti vengono trasformati in credito d’imposta. Alle Pmi, lo stato fornisce per nove mesi la garanzia per prestiti fino a 5 milioni erogati per la ristrutturazione del debito.

Fisco sospeso

Adempimenti fiscali e ritenute d’acconto dei contributi previdenziali e assistenziali sono sospesi tra l’8 marzo e il 31 maggio per le imprese con fatturato inferiore ai 2 milioni di euro. Ma il limite non sussiste nei casi di filiere particolarmente esposte alle conseguenze del coronavirus. La prima scadenza slitta al 31 maggio, in un’unica soluzione o fino a un massimo di cinque rate. Sospensione integrale anche per le attività chiuse per contenere l’epidemia, come palestre, agenzie viaggio e cinema. Per botteghe e negozi viene attivato un credito d’imposta del 60 per cento sul canone di locazione. In pratica l’affitto si traduce in uno “sconto” sulle imposte. Credito d’imposta anche sulla sanificazione degli ambienti di lavori, pari al 50 per cento e fino a un massimo di 20 mila euro per ogni impresa e fino all’esaurimento dei 50 milioni stanziati.

Sanità

Il governo ha stanziato 3,5 miliardi di euro per potenziare il settore sanitario e la protezione civile. La Protezione civile potrà requisire strutture e attrezzature sanitarie. Sarà possibile produrre mascherine in deroga alle norme attuali.

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Paolo Fiore
Leverano, 1985. Leccese in trasferta, senza perdere l'accento: Bologna, Roma, New York, Milano. Ho scritto o scrivo di economia e innovazione per Agi, Skytg24.it, l'Espresso, Startupitalia, Affaritaliani e MilanoFinanza. Aspirante cuoco, sommelier, ciclista, lavoratore vista mare. Redattore itinerante per FocuSicilia.

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