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Catania, intesa tra Confindustria e Gi Group per percorsi formativi agevolati

Accordo tra gli industriali catanesi e la multinazionale di servizi per la formazione dei lavoratori ai piedi dell'Etna. Malgrado due anni di pandemia e i venti di guerra in Europa "la ripresa è ancora possibile", ma per raggiungerla "bisogna puntare sul capitale umano"

Investire sulla formazione, per sfruttare le opportunità offerte dalle Zone economiche speciali e dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. E per far fronte a una crisi economica che, se protratta nel tempo, rischia di compromettere la fragile ripresa degli ultimi mesi. È l’obiettivo del protocollo di collaborazione firmato oggi da Confindustria Catania e Gi Group, multinazionale di servizi per il mercato di lavoro. “La formazione è essenziale per il nostro territorio, che produce il 32 per cento del Pil regionale, che è fatto di grandi aziende ma per il 90 per cento di piccole e medie imprese”, dice a FocuSicilia il presidente degli industriali etnei Antonello Biriaco. “Vogliamo contribuire a creare un ecosistema imprenditoriale per offrire percorsi professionalizzanti, in collaborazione con le aziende del territorio, gli stakeholders e anche le scuole”, aggiunge Giovanni Lo Faro, responsabile Area manager Sicilia e Calabria di Gi Group.

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Le “Academy” di Gi Group

Nel dettaglio, le imprese aderenti a Confindustria Catania avranno la possibilità di accedere alle “Academy” di Gi Group, percorsi finalizzati all’inserimento in azienda di profili specializzati, articolati in più step: reclutamento della risorsa; individuazione e orientamento del candidato prescelto; scelta del percorso formativo rispondente alle esigenze delle aziende e alle attitudini dei candidati. Le imprese, direttamente o tramite le società di formazione che le assistono, potranno inoltre usufruire di percorsi formativi gratuiti attraverso l’accesso a Formatemp, il fondo per la formazione dei lavoratori in somministrazione. “Gi Group è una multinazionale presente in 50 Paesi del mondo, con oltre 200 filiali soltanto sul territorio italiano”, ricorda il responsabile Lo Faro. L’intesa raggiunta a Catania “è già stata sperimentata in altre zone del Paese”, e ha dato risultati significativi “anche in Sicilia e Calabria”. La strategia delle Academy, aggiunge Lo Faro, “vuole intercettare tutte le esigenze delle imprese del territorio, a partire dal mondo della tecnologia, ma anche per tutti i settori che necessitano di competenze specifiche”.

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Le difficoltà delle imprese

Un investimento tanto più importante, quello sulla formazione, considerando il particolare momento storico che la Sicilia e il resto del mondo si trovano a vivere. “Ci lasciamo dietro due anni molto difficili di pandemia, e adesso subiamo le conseguenze della guerra in Ucraina”, ha detto il presidente di Confindustria Catania Antonello Biriaco. Gli imprenditori etnei sono “molto preoccupati, perché proprio mentre percepivamo di uscire dal tunnel e agganciare la ripresa – grazie anche al Pnrr e alle Zes – tutto si è bloccato a causa di questo conflitto, che ha fatto lievitare i prezzi di energia e carburanti”. Per Biriaco la congiuntura rischia di danneggiare il tessuto economico. “Portare avanti gli appalti per esempio è difficile, perché mancano le materie prime”. Una situazione che rischia di compromettere “importanti infrastrutture, che potrebbero cambiare il volto della Sicilia e diventare volano per il rilancio di tutto il territorio”.

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Affrontare le sfide del futuro

Nei prossimi mesi la Sicilia avrà a disposizione ingenti risorse, “circa 50 miliardi di euro”, ma la sfida è riuscire a sfruttarle. “Il protocollo che firmiamo oggi ci dà la possibilità di creare capitale umano, per metterlo a disposizione delle imprese. Senza questo capitale, l’imprenditore non esiste”, ricorda il presidente di Confindustria Catania. Il mercato del lavoro sta cambiando “con una presenza sempre più massiccia della tecnologia”, ma il fattore di successo più importante rimane “la presenza di personale adeguatamente formato”. Soltanto così, prosegue Biriaco, “si possono affrontare i temi oggi sul tavolo, “digitalizzazione, innovazione, green”. Oltre alle competenze, al personale è richiesta molta flessibilità. “Chi lavora in un’azienda, oggi deve essere capace di cambiare pelle, di innovare. L’obiettivo di questa intesa è consegnare un prodotto ‘chiavi in mano’ a chi ha bisogno di avere personale adeguatamente formato”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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