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Catania: intervento dopo un anno dalla richiesta, nell’attesa il paziente muore

I tempi di attesa della sanità siciliana non corrispondono sempre alle esigenze dei cittadini. C'è anche chi muore nell'attesa, seppure per altre patologie e non a causa della mancata operazione. La sanità regionale è in difficoltà, soprattutto dopo il Covid e c'è un piano regionale che va rispettato

“Signora la chiamiamo per avvisarla che siamo pronti per l’intervento”… ma il paziente nel frattempo è morto. È quanto accaduto a una donna catanese. La chiamata parte dal reparto del Policlinico di Catania in cui il padre della donna era stato prenotato per un intervento. L’addetta la avvisava che l’equipe chirurgica aveva fissato la data dell’operazione. Tutto regolare se non fosse che la comunicazione è giunta oltre un anno dopo la prenotazione. Nell’attesa il paziente era deceduto, sei mesi prima, seppure non a causa del mancato intervento. Dal Policlinico chiariscono i punti della vicenda. Un esempio delle difficoltà del sistema sanitario siciliano che è in tilt soprattutto dopo la pandemia. C’è una strategia precisa da parte della Regione Siciliana per fare fronte alla situazione, legata alle classi di priorità.

La storia

Dopo la richiesta di prenotazione il paziente si aggrava per altri disturbi e alla fine muore. L’uomo era affetto da pluripatologie che, secondo la famiglia, potrebbero essere collegate soprattutto all’età avanzata. Aveva 95 anni. Non sarebbe morto per il mancato intervento dunque, classificato come non urgente. La famiglia non chiama più l’ospedale per sollecitare l’intervento e l’ospedale fa altrettanto. Dopo un anno la telefonata. Dopo un attimo di stupore, la figlia del paziente morto ha raccontato all’addetta che suo papà era deceduto oltre sei mesi prima.

La risposta del Policlinico

La direzione generale del Policlinico catanese chiarisce i punti della vicenda con una nota. “Per quanto riportato nella relazione prodotta al direttore dell’Uoc si evidenzia come al paziente di 95 anni, cui a seguito di visita ambulatoriale eseguita in regime extramoenia veniva diagnosticata “patologia benigna non necessitante di intervento chirurgico urgente”, si assegnava classe di priorità “C”: intervento non necessitante di essere eseguito in regime di urgenza nell’arco temporale di 180 gg. Le condizioni cliniche inoltre ancorché l’età avanzata del paziente risultavano soddisfacenti e tali per cui lo stesso veniva rimandato a successiva chiamata per l’esecuzione dell’intervento chirurgico. Come riferito dal direttore dell’Unità operativa l’equipe sarebbe stata comunque disponibile ad eseguire l’intervento chirurgico qualora, per sopraggiunti altri problemi legati alla patologia, lo stesso paziente fosse giunto tramite pronto soccorso presso la nostra Unità operativa”.

Liste d’attesa e priorità d’intervento

“Tenuto conto di quanto sopra – continua la nota – e per l’elevato numero di pazienti in lista d’attesa per patologie tumorali maligne, residuati a causa della pandemia e per i quali, a seguito dei piani di abbattimento delle liste d’attesa voluti fortemente dalla Regione Sicilia, si è dovuto predisporre una precisa strategia operativa legata alla classe di priorità, la disponibilità di ricovero per il citato paziente si è determinata solamente nel mese di febbraio 2024, data in cui veniva comunicato da parte dei congiunti il decesso del paziente. Nel merito – conclude la nota – accolto il dispiacere dal responsabile della Uoc nel non aver potuto fare di più per il paziente a causa della elevata richiesta di prestazioni soprattutto in favore di patologie di origine tumorale maligna, ed in linea peraltro con i piani vincolanti della Regione e nel manifestare il sentito cordoglio alla famiglia del paziente da parte dell’Azienda, si ritiene poter evidenziare l’attenzione, mai venuta meno da parte della Uo, nel rispettare le priorità specificatamente indicate dall’assessorato alla Salute in merito alla gestione delle liste d’attesa, nonché quelle legate al trattamento delle patologie in relazione alla priorità che le stesse hanno rispetto a quanto previsto dalle norme ordinarie e del dovere deontologico del medico ospedaliero”.

Leggi anche – Sanità, per “ridurre le liste d’attesa” la Regione darà più soldi ai privati

Sistema sanitario in difficoltà

In questo contesto si inserisce la piaga della carenza di medici. Il sistema sanitario nazionale non sempre e non con i giusti tempi riesce a rispondere alle esigenze dei pazienti e chi può si rivolge a un centro a pagamento. Si bypassano così liste di attesa lunghissime legate sia a richieste di intervento che alle visite. Come nel caso delle prestazioni ambulatoriali. Un paziente che richiede una risonanza magnetica, senza la dicitura “urgente” nella ricetta, ha tempi di attesa che in Sicilia possono arrivare a superare l’anno e mezzo. Per una visita di controllo di una mammografia con la dicitura “P” (programmabile) i tempi d’attesa per le visite possono allungarsi fino a due anni dalla prenotazione.

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Giuseppe Bonaccorsi
Giuseppe Bonaccorsi
Giornalista professionista con un passato di redattore esperto per molti decenni al quotidiano "La Siclia". Ha collaborato attivamente con diverse testate regionali e nazionali e per anni con l'agenzia stampa "Quotidiani associati". Attualmente collaboratore di diverse testate giornalistiche nazionali e regionali e in particolare de "Il dubbio", il "Fatto quotidiano" e "Domani".

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