Catania-Ragusa: il Consiglio di Stato apre al “metodo Genova”

L'autostrada è "strategica e di interesse nazionale". Lo dice una sentenza del Consiglio di Stato su ricorso di cinque comuni. A presentarlo, il professore Antonio Barone

La Catania-Ragusa può essere legittimamente pretesa come “opera strategica di interesse nazionale”. Ad affermarlo una sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione a cinque comuni, ovvero Catania, Carlentini, Chiaramonte Gulfi, Francofonte e Licodia Eubea. Alla base le procedure accelerate usate per la ricostruzione del Ponte Morandi dopo appena un anno. Un “metodo Genova”, invocato più volte in questi mesi dagli esponenti politici siciliani, compresi il presidente della Regione Nello Musumeci e l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone. E, confermando un precedente giudizio del Tar, il secondo grado di giudizio amministrativo apre all’ipotesi: i Comuni sono legittimati a pretendere di essere messi a conoscenza dell’iter al fine di realizzare una “perequazione infrastrutturale” di cui le comunità siciliane avvertono necessità.

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Barone: “Sentenza importante per le comunità locali”

A rappresentare i comuni in giudizio è stato l’avvocato Antonio Barone, professore di diritto amministrativo all’università di Catania, che esprime “soddisfazione per avere ottenuto un risultato importante perché è la prima pronuncia del Consiglio di Stato sull’obbligo di trasparenza delle procedure del Cipe. Da avvocato ma anche da cittadino di questo territorio mi sento particolarmente onorato di avere potuto difendere i comuni in questa complessa vicenda il cui esito non era affatto scontato, anzi tutt’altro”, afferma il legale. La sentenza, spiega Barone, riguarda “il diritto degli Enti locali di avere copia di tutti gli atti relativi a questa procedura perché in passato vi sono state delle lentezze procedurali che sono all’evidenza di tutti tanto che l’opera non è ancora arrivata. Si riconosce il diritto delle comunità locali di fare da watch dog, da cane da guardia rispetto allo Stato”. E l’approvazione del progetto, giunta lo scorso 17 marzo è probabilmente un effetto anche dell’azione dei comuni. “Speriamo di raggiungere l’obiettivo finale, le gare d’appalto per la realizzazione dell’opera”, afferma il legale.

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Una vittoria che consentirà l’accesso agli atti Cipe

Una vittoria che consentirà quindi “l’accesso agli atti del Cipe, finora sempre negato”, come sottolineato dal sindaco di Catania Salvo Pogliese. Per Pogliese, oggi riunito nell’aula consiliare di Palazzo degli Elefanti, il municipio del capoluogo etneo, insieme ai rappresentanti dei comuni attraversati dall’opera, occorre ora considerare “la realizzazione dell’autostrada con un percorso burocratico semplificato come accaduto per il Ponte Morandi di Genova”. Presenti all’incontro Giuseppe Stefio (sindaco di Carlentini), Sebastiano Gurrieri (Chiaramente Gulfi), Daniele Lentini e il vice Stefano Privitera (Francofonte), Giovanni Verga (Licodia Eubea). Presente anche il presidente del consiglio comunale etneo Giuseppe Castiglione, per sollecitare il governo nazionale, ad accelerare con norme straordinarie le procedure per la Catania-Ragusa.

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“Per completarla serve una procedura straordinaria”

Si tratta “di un’opera fondamentale per lo sviluppo della Sicilia e non è pensabile che anche per le infrastrutture vi siano due Italia. una che velocizza con norme straordinarie; l’altra che aspetti i tempi infiniti della burocrazia, come nel caso del viadotto Himera sull’autostrada Catania-Palermo”, ha affermato Pogliese in apertura della riunione dei sindaci. “Peraltro – ha aggiunto Pogliese – la recentissima sentenza del consiglio di Stato ha confermato il diritto dei sindaci a prendere parte al procedimento. Il fatto che il governo, con il concorso decisivo della Regione, abbia individuato il finanziamento è un fatto positivo che non può bastare. Occorrono soluzioni politico amministrative drastiche, per non perdere altro tempo e realizzare l’autostrada fondamentale per la Sicilia agganciandola, per esempio, al decreto sblocca cantieri, come accaduto per altre opere”, ha concluso Pogliese. Dal canto suo il sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio, ha ricordato che “sulla Catania-Ragusa muoiono ogni anno in media sette persone e che non si possono aspettare i tempi normali di tra gli 8 e i 10 anni stimati, per completare la progettazione, bandire la gara e realizzare l’opera”. Per realizzarla sarò necessaria “una procedura straordinaria e su questo noi sindaci siamo disposti a dare battaglia, grazie anche all’importante sentenza del Consiglio di Stato che ci riconosce la titolarità delle posizioni di interesse legittimo di cui siamo rappresentanti anche di fronte al Cipe”, ha concluso Stelfio.

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“Interesse economico, ma anche diritto alla Salute”

La magistratura nel provvedimento definisce quindi la Catania-Ragusa una infrastruttura di rilievo le cui ricadute economico sociali ricadono sulle comunità interessata, riconoscendo in capo ai primi cittadini un interesse specifico a prendere cognizione degli sviluppi del procedimento. “Partendo da questo riconoscimento – prosegue Barone – io penso che la richiesta di dichiarare la Ct-Rg come opera di interesse strategico sia più che legittima. Lo dico da cittadino, pensiamo solo al fatto che soprattutto le province di Siracusa e Ragusa non hanno ospedali di secondo livello e, soprattutto per il versante ragusano, gli unici collegamenti con gli ospedali di secondo livello che sono a Catania, sono legati a questa arteria”. Secondo il legale quindi l’opera non è importante solo per l’economia della Sicilia orientale, “ma anche per la Salute, di sicurezza umana proprio in un’emergenza Covid come quella che viviamo”. Barone, docente di diritto amministrativo, è noto alle cronache per alcune intercettazioni presenti nell’inchiesta “Università bandita” su presunti brogli nei concorsi all’interno dell’ateneo, tra i quali proprio quello che lo ha portato nell’organico dell’ateneo di Catania. L’inchiesta ha coinvolto anche il padre Giuseppe detto Uccio, ex preside della facoltà di Scienze Politiche di Catania e nominato come esperto dal presidente della Regione per uno studio sui moti carbonari in Sicilia nel 1820 lo scorso 31 dicembre.

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