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Sicilia Fiera, apertura il 10 settembre. “Qui a ottobre si terrà anche Didacta”

Annunciato solo pochi mesi fa, il grande centro fieristico nato nella ex Costanzo di Misterbianco, al confine con Catania, verrà inaugurato sabato 10 settembre. E per i gestori è "unico in Europa" tanto da portare qui la più grande fiera internazionale dedicata alla formazione, il tutto anche grazie alla logistica, vicino alle grandi arterie e a due fermate della metropolitana

L’annuncio dell’apertura di un grande centro fieristico a Misterbianco, giusto a pochi metri dal confine con Catania, è solo di pochi mesi fa, febbraio 2022. In quell’occasione Davide Lenarduzzi, direttore generale del nuovo centro chiamato Sicilia Fiera, aveva promesso: “Lo apriremo a settembre”. E la prima sfida, quella di rispettare i tempi per l’inaugurazione del più grande centro fieristico del Sud Italia, sembra vinta: “Sabato mattina alle 10,30 apriamo ufficialmente a pubblico Sicilia Fiera a Misterbianco con ingresso da via Bologna”, ha detto ieri in diretta con FocuSicilia. L’area, come è ormai noto, non è altro che quella della ex Fratelli Costanzo, uno dei colossi dell’edilizia in Italia negli anni ’70 e ’80, e si estende per ben 350 mila metri quadrati. Un’area immensa, che per dare un termine di paragone è appena inferiore a quella dell’intera Città del Vaticano. E oltre un terzo, 120 mila metri quadrati, sono aree al coperto. Le dimensioni mettono quindi Sicilia Fiera “in una ristretta cerchia nel contesto europeo, dove appena il cinque per cento delle strutture dedicate alle fiere supera i centomila metri quadrati”, afferma Lenarduzzi. Date le premesse, l’obiettivo dichiarato è piuttosto ambizioso: “Farne negli anni un hub riconosciuto per iniziative legate al territorio e una location per fare incontrare i mercati”.

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Tra gli eventi già in programma anche Didacta

A oggi l’area espositiva è ancora limitata a 15 mila metri quadrati, comunque più che sufficienti per farne nel contesto siciliano, da subito, la più grande struttura attualmente attrezzabile per le grandi fiere internazionali. Questo significa avere tutti gli accessi interamente carrabili, tetti posti a una elevata altezza, un grande parcheggio. Caratteristiche forse scontate per questi eventi, ma a cui si aggiunge una logistica privilegiata, “con due stazioni della metropolitana, e quello che è attualmente il quarto aeroporto d’Italia raggiungibile in pochi minuti anche in auto”, sottolinea Lenarduzzi. Grazie a queste caratteristiche “fin da subito abbiamo avuto una grande risposta, anche internazionale tanto che da oggi alla fine del 2022 sono già in calendario una ventina di fiere”. Si inizia con Expopet, una “mostra internazionale canina con mille allevatori che da tutta Europa si confrontano con giudici internazionali per decretare le migliori razze”. La kermesse si svolgerà il 10 e 11 settembre, ma nelle prossime settimane sono attesi altri eventi di portata internazionale, come Saem, il Salone dell’edilizia che si terrà dal 7 al 9 ottobre, e soprattutto Didacta che è “il più grosso circuito mondiale dedicato al formatore nell’ambito pubblico e privato”. Dicacta si terrà dal 20 al 22 ottobre, e secondo Lenarduzzi testimonia di un interesse oltre le aspettative vista la novità di una struttura appena riconvertita da un passato industriale, una “attenzione fortissima anche degli organizzatori europei”. Didacta è del resto “un format tedesco, che si svolge in Italia solo a Firenze Fiera, e se sono qui è perché guardano con attenzione all’area del Mediterraneo”.

L’area attualmente fruibile di “Sicilia Fiera” ripresa da un drone

A Sud di Napoli nessun centro fiera paragonabile

Secondo i dati di Aefi, l’associazione più rappresentativa per gli operatori di Fiere ed Esposizioni in Italia, il settore conta un giro di affari di oltre 22 miliardi di euro nel solo territorio nazionale. E da questo contesto, pur ridimensionato dal biennio di pandemia, la Sicilia fino ad oggi era praticamente esclusa. “Al Sud di Napoli non ci sono altri centri fiera, mentre nella sola Emilia Romagna sono nove, quindici in Lombardia”, spiega Lenarduzzi. La caratteristica, però, è che si tratta “di iniziative di natura cento per cento pubblica, e anche dove le società di gestione sono Spa queste hanno soci pubblici”. Questo secondo Lenarduzzi, che conta una vasta e riconosciuta esperienza nel settore, “perché un ente fieristico è uno strumento di politica industriale: ogni due euro investiti si creano otto euro di ricaduta sul territorio”. Nel caso di Sicilia Fiera l’investimento è però al cento per cento privato, precisamente della società Fin Consorzio, con sede legale a Roma ma fondata dai fratelli Di Cavolo di Paternò. Un intervento che spariglia la carte nel contesto siciliano, e catanese in particolare dove da anni la Camera di Commercio progetta un ente fiera di dimensioni simili e vocazione internazionale con grande impatto sul territorio, finora senza esito. Secondo Lenarduzzi quindi “lo stimolo parte dal privato che semplicemente ha dato un’accelerazione al progetto, ma è una società che comunica col pubblico, qualcosa che facciamo a quattro mani con le istituzioni. Questa iniziativa non può essere per sua natura privata, proprio per il suo funzionamento”. In sintesi “l’iniziativa privata si offre al pubblico per proporre il suo vantaggio economico per il territorio”, afferma il manager.

L’attuale distribuzione territoriale dei centri fieristici in Italia

L’offerta “unica” anche ai fini turistici

Le opportunità non sarebbero però solo per gli operatori ecoomici, ma anche per la ricettività alberghiera etnea. Lenarduzzi sottolinea come questa sarà complementare a quella turistica: finita la bella stagione, inizia in autunno quella destinata alle fiere. E la spesa per gli operatori business è mediamente maggiore di quella di un turista: “Chi viene per lavoro ha un rapporto col territorio legato maggiormente alla ristorazione e ai servizi, oltre a dormire in hotel. Misterbianco, Catania e l’intera Sicilia grazie a questo stimolo fieristico possono anche stimolare gli operatori arrivati per lavoro a ritornare da turisti, perché scoprono tutta l’esperienza intorno alla fiera. E l’offerta è unica a livello europeo, basta citare l’Etna o il mare vicini, valori presenti esclusivamente qui”, prosegue il direttore di Sicilia Fiera. A riprova riporta l’esperienza di “un operatore rappresentante di una delle grandi realtà di Monaco di Baviera. Lui è rimasto colpito dalla dimensione dell’ente fieristico, soprattutto perché si trova all’interno di un tessuto cittadino. Per arrivare abbiamo impiegato cinque minuti dall’aeroporto, mentre normalmente ci vuole almeno mezz’ora per raggiungere questi luoghi”. Lenarduzzi racconta la giornata dell’operatore tedesco: “Finita la riunione è andato in centro, in pochi minuti è arrivato al Duomo di Catania, per poi spostarsi in un ristorantino sul lungomare, in quattro minuti. Ed era anche disposto a fare una passeggiata a piedi, da Sicilia Fiera al centro sono solo 40 minuti. Questa esperienza, questi valori aggiunti, li possiamo offrire solo noi”.

La pianta di “Sicilia Fiera”: l’area già fruibile è quella contrassegnata dalla lettera “C” con gli attigui parcheggio e uffici

Progetto di ristrutturazione in più fasi

Come detto, dei 350 mila metri quadri totali della struttura, attualmente solo una parte è fruibile. Ma la road map per l’apertura progressiva di tutti gli ambienti è già tracciata. “La ristrutturazione nasce armonizzandosi ai progetti importanti che già le città di Misterbianco e Catania avevano, in primis la metropolitana. Siamo partiti dall’aera più vicina alla stazione metropolitana di prossima apertura, Monte Palma, e proseguiremo a scendere fino al corso Carlo Marx, dove sono previsti anche un hotel e un centro business. Arriveremo alla ristrutturazione in tempo per l’apertura della seconda fermata e del parcheggio scambiatore della metropolitana”, ovvero il 2026, secondo i tempi previsti dalla Ferrovia circumetnea che gestisce la linea. Fare tutto il lavoro di ristrutturazione insieme, del resto “non avrebbe avuto gran senso, così abbiamo una crescita programmata. Se vogliamo che i mercati esterni si possano incontrare, devi dargli approccio logistico di primissimo livello. E già nel 2024 avremo manifestazioni di dimensioni molto importanti alimentate dal locale e da operatori da fuori Sicilia”, conclude Davide Lenarduzzi.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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