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Certificati di malattia: boom del privato nel primo trimestre

Nel primo trimestre dell'anno sono aumentate "considerevolmente" le richieste di malattia. Si differenziano Sicilia e Calabria grazie al settore pubblico

Nelle 10 settimane che vanno dal 2 febbraio all’11 aprile, ovvero il periodo epidemiologico italiano, l’Inps ha registrato un “incremento considerevole” delle certificazioni di malattia rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel primo trimestre 2020 sono arrivati quasi nove mila certificati, di cui oltre il 77 per cento dal settore privato. Un incremento che Inps spiega per “la maggiore presenza dei contagiati nelle regioni a più alto tasso di industrializzazione”. Escluse le regioni del Nord, invece, “la diminuzione del numero di certificati del primo trimestre 2020 rispetto all’analogo periodo del 2019, potrebbe essere spiegata con l’introduzione per quasi tutti i lavoratori pubblici del regime di smartworking”. La tendenza di variazione percentuale totale nelle 10 settimane vale per tutte le regioni tranne che per la Sicilia e Calabria che, alla fine del periodo considerato, registrano una diminuzione generale nel numero di certificati di malattia presentati.

Più certificati di malattia nel settore privato

L’incremento del numero dei certificati per malattia è legato, in particolare, alle due settimane tra il 23 febbraio al 14 marzo. Si sono raggiunti picchi del 110 per cento dall’8 al 14 marzo considerando sia il settore pubblico che quello privato. È quest’ultimo però, quello che ha visto “una dinamica decisamente più spinta rispetto alla baseline” arrivando a un +134 per cento nella settimana più ‘calda’. Nel pubblico, nella stessa settimana, si conta un +47. I numeri hanno iniziato ad abbassarsi nei sette giorni successivi toccando +80 nel privato e appena +1 nel pubblico. A partire dal 29 marzo sono calati anche nel settore privato e tra il 5 e l’11 aprile si è toccato -40 nel privato e -57 nel pubblico per un totale di -45 per cento tra i due settori. Se a fare salire l’asticella è il settore privato, ad abbassarla contribuisce maggiormente quello pubblico. Nel conteggio totale del periodo 2 febbraio-11 aprile, la crescita complessiva del settore privato è dunque del 23 per cento secondo i dati Inps, nel pubblico è invece negativa dell’otto per cento.

Sicilia e Calabria in controtendenza

Guardando i dati ripartiti territorialmente, sono le regioni del Nord, soprattutto del Nord-Ovest, che hanno visto il maggiore incremento. Nel primo trimestre del 2020 registrano una variazione del 22 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel Nord-Est la percentuale scende al nove per cento, al Centro al sei, al Sud al cinque e nelle isole al 4 per cento. Per la Lombardia la variazione massima, raggiunta nella settimana dall’8 al 14 marzo, arriva al 176 per cento, in Piemonte al 136. Anche il picco siciliano si è registrato nella stessa settimana, quando si è raggiunto il 62 per cento in più nel numero dei certificati presentati rispetto allo stesso periodo del 2019. I numeri nell’isola crescono solo tra il 23 febbraio e il 20 marzo in un’altalena che va da +42 tra il 23 e il 29 febbraio a un +18 nella prima settimana di marzo. Poi c’è stato il picco che ha superato il 60 per cento e nella settimana 15-20 marzo si è arrivati a +11. Tutti gli altri dati sono in controtendenza visto che sono negativi e così, il totale delle 10 settimane considerate è di -2 per cento, pari a 6.758 certificati in meno. Anche per la Sicilia va fatta una differenziazione tra pubblico e privato dato che nel primo caso la variazione percentuale del primo trimestre del 2020 rispetto a quello del 2019 è di -16 per cento mentre nel settore privato è +12. Dati simili a quelli siciliani anche per la Calabria che chiude il periodo con un -7 per cento. Va però sottolineato che è l’unica regione in cui la variazione rispetto allo scorso anno è negativa (-2) anche nel settore privato.

Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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