fbpx

Vigo, vino attento all’etichetta (con i disegni del nonno)

Gli studi in arte e comunicazione lontano dalla Sicilia, il ritorno per gestire, insieme alla madre, l'azienda Fattorie Romeo del Castello. "Vendere la storia, non solo il prodotto”

“Vendere la storia e l’esperienza, non solo il prodotto”. È questo il motto di Chiara Vigo, giovane imprenditrice che gestisce, insieme alla madre Rosanna, l’azienda vinicola Fattorie Romeo del Castello. Sembrava destinata a fare tutt’altro ma è tornata alla tenuta di familiare. Portando in bottiglia un pezzo della sua tesi di dottorato: l’etichetta.

Una storia antica nata nel 2007

L’azienda, nel cuore di Randazzo, è posizionata vicino a tre parchi naturali (quello dell’Etna, quello dei Nebrodi e quello Fluviale dell’Alcantara) e ha una storia che si tramanda da generazioni. L’eruzione vulcanica del 1981 ha dimezzato la proprietà. Adesso conta 32 ettari, in cui sono presenti un vigneto, un pereto, un oliveto e un bosco di querce e castagni. Negli anni ottanta la produzione di vino si interrompe e si limita solamente alla vendita delle uve. Il 2007 segna l’inizio di una seconda vita per le Fattorie Romeo del Castello. È infatti quello il momento in cui Chiara Vigo, che aveva intrapreso una strada totalmente diversa, lontana dalla Sicilia, decide di ritornare nella tenuta di famiglia per occuparsi dell’azienda. “Ho cercato di avvicinare i miei studi in arte e comunicazione al vino, scrivendo una tesi di dottorato sulle etichette del vino create dagli artisti e come questi potessero trasformare le caratteristiche sensoriali del vino in immagine visiva”. Nello stesso anno avviene l’incontro al Vinitaly con l’enologo Salvo Foti, in seguito al quale vengono poste le basi per il nuovo corso inaugurato con la vendemmia del 2007. “La nostra storia si può quindi definire molto antica e molto recente allo stesso tempo”, afferma Vigo.

Molto export, guardando alla Cina

L’azienda è totalmente gestita da Chiara Vigo e dalla madre. Si serve solo dei lavoratori stagionali e di alcuni consulenti grafici per la creazione e la gestione del sito web. Il target dell’azienda è e vuole rimanere la piccola distribuzione. Punta inoltre sempre di più sull’internazionalizzazione, una scelta compiuta sempre nel 2007 dopo l’incontro con il primo importatore americano e sviluppata con le varie fiere del settore. Le esportazioni sono oggi suddivise per lo più tra gli Stati Uniti, per oltre il 60 per cento, e altri Paesi come Giappone, Australia, Canada e Gran Bretagna. Ogni anno vengono prodotte tra le 12 e le 20 mila bottiglie, che fanno oscillare anche i numeri del fatturato. “Non possono essere sempre gli stessi, dipende dalle annate, non sempre favorevoli”. In futuro, l’azienda potrebbe parlare cinese, soprattutto se dovesse concretizzarsi la stangata sui dazi da parte degli Stati Uniti. “È un mercato da costruire, ma le cose stanno cambiando. Stanno per nascere anche piccoli importatori che fanno al caso nostro”. Poco spazio sembra esserci per il mercato italiano, a causa anche di qualche esperienza non proprio positiva. Ma le cose potrebbero cambiare, come conferma la stessa Vigo: “Stiamo cercando di lavorare anche per valorizzare il mercato interno”.

Leggi ancheQuanto vale la stella Michelin: Zash, fatturato in crescita

Le etichette per raccontare

Una delle caratteristiche che contraddistingue i prodotti delle Fattorie Romeo Del Castello è costituita dalle etichette, come dimostra il coinvolgimento dell’artista genovese Luca Vitone nel processo di confezionamento dell’Etna rosso Doc. Per quanto riguarda il rosso “Vigo”, prodotto solo nelle annate migliori, il progetto si basa sulle cartografie che rimandano al territorio dell’azienda. Sull’Allegracore, che nasce nel 2009 grazie alla modifica disciplinare della doc dell’Etna che non permetteva di utilizzare i nomi delle contrade per il vino, sono riportate le carte da parati delle stanze della casa padronale. “Abbiamo portato la nostra casa all’estero e viene riconosciuta dai visitatori della tenuta. È una sorta di fidelizzazione del cliente, che riconosce in questo modo non solo il brand, ma anche la nostra storia”. Le etichette del “Vigorosa” affondano invece le proprie radici nei disegni del nonno, Consalvo Romeo del Castello. “Dopo aver parlato del luogo e della casa, volevamo riportare delle attività che si svolgevano sul territorio, utilizzando degli schizzi di corse automobilistiche che sono state svolte sull’Etna nei primi anni del Novecento”, conclude la Vigo. Non solo vino, quindi, ma anche un richiamo all’identità culturale dei luoghi di produzione.

https://www.focusicilia.it/2020/01/23/occhipinti-e-lappello-a-musumeci-aspetto-ancora-un-confronto/
- Pubblicità -
Marco Carlino
Marco Carlino
29 anni. Laureato in Comunicazione. Scrivo di consumi e innovazione.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Social

25,010FansMi piace
712FollowerSegui
392FollowerSegui
679IscrittiIscriviti
- Pubblicità -

Ultimi Articoli