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Cigd, 33 mila domande in Sicilia. Ma la data dei bonifici è incerta

Nell'isola Inps ha autorizzato 9 mila pratiche per la cassa ordinaria. Per la cigd, che riguarderà almeno 60 mila lavoratori, restano però i dubbi dei consulenti del lavoro sulla scadenza al 30 aprile

I consulenti del lavoro siciliani ce l’hanno fatta: tra il 7 e il 10 aprile hanno inserito sul portale della Regione siciliana Silav un totale di 33 mila domande per la cassa integrazione in deroga. Sono relative alle aziende con meno di cinque dipendenti. Per Gaspare Patinella, presidente siciliano della Ancl, l’associazione nazionale dei consulenti del lavoro, si è trattato “di un grande sforzo dovuto all’impegno dei consulenti, che in poche ore e solo il 7 aprile hanno caricato 20 mila domande”. Il sistema, a differenza del sito nazionale Inps, ha retto l’impatto della mole di richieste, nonostante alcune difficoltà dovute al software. “All’interno del sistema era possibile caricare i dati senza poter effettuare un copia incolla o una verifica”. Resta al momento in sospeso la possibilità di poter correggere eventuali errori di inserimento. “Sarebbe paradossale se si dovessero ricaricare parte delle domande che riguardano almeno 60 mila lavoratori in Sicilia. Stiamo dialogando su questo con la Regione”, commenta Patinella.

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Ipotesi pagamenti al 30 aprile valida solo per la Cigo

Alla mole di richieste in deroga si sommano inoltre le oltre 15 mila presentate per la cassa integrazione ordinaria (Cigo). Di queste novemila (secondo quanto dichiarato dalla direttrice regionale di Inps Sandra Petrotta nel corso di un weebinar della Conferenza regionale di tutti gli Ordini dei dottori commercialisti della Sicilia) sono già state accettate. “La data del 15 aprile, annunciata dal governo nazionale, non è stata come previsto rispettata, se non per una parte dei lavoratori autonomi. Ma – prosegue Patinella -, Inps ha riferito che potrebbe riuscire a pagare il resto entro il 30 del mese. Noi, allo stato attuale, crediamo che solo le prime domande di cassa ordinaria già autorizzate possano essere pagate entro quella data”. I consulenti sono già al lavoro per inviare gli Iban dei lavoratori all’Inps, istituto che però dovrà chiedere uno sforzo ai suoi impiegati per portare a termine i pagamenti. “Come già avvenuto per i pagamenti del bonus da 600 euro per autonomi e professionisti, i dipendenti Inps dovranno lavorare nuovamente la domenica e nei festivi. Esattamente come facciamo noi consulenti, che avremmo teoricamente fino a quattro mesi di tempo per completare l’invio degli Iban. In questa situazione non si può fare diversamente”. Per le domande di cassa integrazione in deroga (cigd) e per le oltre seimila relative al Fondo di integrazione salariale i tempi, però, non sono certi. “Per la cassa in deroga si deve attendere un primo esame della Regione, che poi a meno di errori invierà le pratiche a Inps, e solo dopo l’approvazione ci potrà essere l’invio degli Iban dei lavoratori da parte dei consulenti”, spiega il presidente di Ancl Sicilia.

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Dialogo con la Regione, nonostante i ritardi

Sul tema dei ritardi è stata anche presentata nelle scorse ore un’interrogazione rivolta alla presidenza della Regione da parte del deputato del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca. Il parlamentare dell’Assemblea regionale parla di “ritardo dell’abilitazione degli uffici preposti all’erogazione della cassa integrazione in deroga”. Il tema, già sollevato a più riprese dai consulenti nelle scorse settimane, è però stato parzialmente superato, almeno per la fase di presentazione delle istanze. “Abbiamo fatto presente alla Regione, con varie interlocuzioni con i dirigenti e l’assessorato competente al Lavoro, che la procedura andava snellita e resa meno complessa. È stato quindi eliminato l’obbligo di dover inserire un accordo sindacale anche per le imprese con meno di cinque dipendenti, mentre per il software ci è stato comunicato che è stato utilizzato uno già testato con successo in Campania. E non ci sono stati rallentamenti, come testimoniano le 20 mila domande presentate solo il 7 aprile”, commenta Patinella.

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Il primo obiettivo della Fase 2: “Evitare i licenziamenti”

Patinella ha inoltre partecipato alla riunione del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, relativo alla “fase 2” successiva all’emergenza sanitaria. Tra le novità, per una professione chiave nel momento di crisi dovuta al Covid-19, ci sarà “una nuova richiesta al Governo nazionale di estendere gli ammortizzatori, oltre al blocco dei licenziamenti, attualmente fermo al 17 maggio”. Il tutto, però, dovrà essere “accompagnato da procedure semplificate: avevamo chiesto di poter avviare un ammortizzatore unico, ma stiamo elaborando delle proposte alternative”. Tra le ipotesi, l’utilizzo nelle aziende di patti di solidarietà. “Il tema centrale è evitare i licenziamenti, che potrebbero avvenire a migliaia già dal 18 maggio”. I consulenti inoltre devono far fronte alla propria situazione di difficoltà. “Le aziende sono ferme, e con loro anche i pagamenti. Noi consulenti dipendiamo da loro. Per quelli più in difficoltà stiamo prevedendo, tramite il nostro ente di previdenza Enpac, di dare un aiuto anche maggiore dei 600 euro previsti dal governo, secondo le possibilità di bilancio dell’ente, oltre al blocco dei contributi obbligatori”.

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Manovra regionale, per gli aiuti “procedure semplificate”

In attesa delle risposte da parte del ministero del Lavoro e del governo nazionale, i consulenti siciliani guardano però anche alla nuova Legge di stabilità regionale, presentata all’Ars con voto previsto per il prossimo 27 aprile. La manovra, che prevede varie forme di sussidi e aiuti alle aziende, oltre a sgravi fiscali, non è però ancora stata discussa con i rappresentanti dell’amministrazione guidata da Nello Musumeci. “Non abbiamo notizie dettagliate, ma l’unica vera richiesta che ci sentiamo di fare al momento è che la Regione ragioni su procedure semplificate per le aziende. Contributi e bonus la cui erogazione prevede procedure complesse in passato non sono state utilizzate, lasciando non spesi molti fondi”, conclude il presidente regionale di Ancl.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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