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Comune di Catania in corsa nel bando per l’abitare. Sunia: “Non informati”

Il Comune partecipa al bando ma non si confronta con le parti sociali come previsto dal decreto. Milazzo e Spampinato “Sbagliato progettare nuova edilizia popolare a Librino”

“Ben venga la scelta del Comune di Catania di non perdere l’opportunità di importanti finanziamenti partecipando al Bando nazionale sulla qualità dell’abitare. Ma il Sunia di Catania, il sindacato degli inquilini, ritiene che la consueta mancanza di confronto con le parti sociali dimostri l’atteggiamento dell’attuale amministrazione comunale, poco incline ad un dialogo che potrebbe invece consentire di assumere scelte più utili alle reali esigenze della città. La partecipazione inoltre è prevista dal decreto”. Lo dichiarano in una nota la segretaria del Sunia, Giusi Milazzo, e Mario Spampinato, responsabile delle Politiche di rigenerazione urbana del sindacato.

Il Comune di Catania ha infatti presentato tre progetti per partecipare al bando nazionale sulla qualità dell’abitare di cui alla legge nazionale 160 del 27 dicembre 2019  e al decreto ministeriale 395 del 16 settembre 2020 . “Il bando, che stanzia 853 milioni di euro a livello nazionale prevedeva che si potessero presentare progetti per migliorare la qualità dell’abitare  nelle zone degradate ad alta densità abitativa – spiegano Milazzo e Spampinato – prioritariamente per riqualificare, riorganizzare e incrementare  il patrimonio di edilizia sociale senza consumo di suolo. Il bando prevedeva anche che fosse prevista l’attuazione di modelli di gestione innovativi e l’attuazione di processi partecipativi. Il Sunia aveva più volte richiesto un incontro sul tema, in modo da poter aprire un dialogo sulla nuova edilizia popolare, e poter segnalare alcune ipotesi ma anche criticità, in merito alla collocazione nelle aree periferiche, già sature, degli interventi di nuova edilizia residenziale pubblica. Avremmo sottolineato, ad esempio, come riteniamo profondamente sbagliato progettare nuova edilizia popolare a Librino , quartiere che avrebbe bisogno di servizi e infrastrutture e non di ulteriore edilizia abitativa. Per altro l’attivazione del confronto con gli attori interessati del territorio è proprio contemplato dal decreto”. 

Il Sunia di Catania segnala che L’Amministrazione comunale di Siracusa abbia invece firmato con il Sunia e con le parti sociali un protocollo d’intesa sull’attivazione di un laboratorio per l’attivazione di processi partecipativi e per l’ istituzione del laboratorio cittadino di progettazione partecipata. “Siamo infine convinti -concludono Milazzo e Spampinato del Sunia- che un efficace progetto di inclusione e coesione sociale debba prevedere la realizzazione di nuova edilizia sociale utilizzando anche i grandi contenitori pubblici dismessi nelle aree del centro urbano, molte delle quali spopolate. Peraltro la mancanza nei progetti presentati di un documento di condivisione con gli attori del territorio interessati rischia di ridurre le possibilità di finanziamento dei progetti”.      

Redazione
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