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Comunità energetiche: la Sicilia sogna l’autonomia, ma non ci sono i decreti

Le Cer sono determinanti per la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili. Ma ci sono dei limiti tecnici: si attende ancora che il Mase pubblichi i decreti attuativi del Dlgs 199/2021 sbloccando così impianti più grandi connessi in aree più estese

Comunità energetiche, la Sicilia sogna le rinnovabili ma c’è ancora tanta sabbia negli ingranaggi. Senza i decreti attuativi del ministero dell’Ambiente, infatti, mancano le regole di dettaglio che possono far sviluppare veramente l’intero processo. Le Comunità energetiche rinnovabili (Cer) sono gruppi di cittadini, aziende ed enti pubblici, riuniti e connessi tra loro, che producono, condividono, consumano e vendono energia da fonti pulite. Da una parte ci sono già diversi strumenti per incoraggiarne la nascita. La Regione Siciliana per esempio ha già emanato un bando da cinque milioni di euro per permettere ai piccoli Comuni di costituire giuridicamente le Cer. Il fondo coprirebbe le spese notarili di 300 enti. C’è poi un avviso per le famiglie che possono ricevere un contributo di cinquemila euro per realizzare un impianto fotovoltaico domestico. Inoltre, è stato annunciato per febbraio 2024 il bando da ben cento milioni di euro rivolto ai Comuni che vogliono costruire delle infrastrutture per produrre energia in una propria Cer.

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Limiti tecnici senza decreti attuativi

Ci sono però ancora dei limiti tecnici. Fin quando non saranno emanati da parte del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) i decreti attuativi del Dlgs 199/2021 (che recepisce la direttiva europea 2018/2011 e introduce proprio il soggetto giuridico della Cer), per cittadini, imprese ed enti sarà possibile creare una rete solo in territori molto ristretti, quelli gestiti attraverso le cosiddette “Cabine secondarie” di distribuzione dell’energia. Queste coprono solitamente non più di un quartiere. Inoltre, ogni singolo impianto non può avere una potenza superiore a 200 kw. “Ad oggi siamo in attesa che il Mase pubblichi i Decreti attuativi del Dlgs 199/2021 che consentiranno di allargare il perimetro di alimentazione della Cer alla medesima Cabina primaria”, spiega Giuseppe Lo Verso, referente di Enel X Global Retail per le Cer in Sicilia. “I decreti – aggiunge – costituiranno un volano per gli investimenti finalizzati alla realizzazione di nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e conseguentemente costituiranno un passo importante verso la transizione energetica”.

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Il vantaggio delle Cabine primarie

Attraverso le cabine primarie, infatti, sarebbe possibile connettere impianti in un territorio molto più esteso, anche fino a più centri abitati. Una grande opportunità ad esempio per aziende che connettono più sedi e per Comuni che fanno rete tra loro. L’attenzione in questo senso è altissima. “Nei confronti delle Cer – conferma Lo Verso – vi sono enormi aspettative da parte di privati cittadini, piccole e medie imprese, pubbliche amministrazioni. La grande attenzione è giustificata dal desiderio di ridurre i costi dell’energia elettrica e di contribuire a salvaguardare l’ambiente”. Proprio perché l’atteso decreto governativo dovrebbe prevedere l’estensione del perimetro di alimentazione delle Cer alla Cabina primaria, Enel X sta già già facendo attività di “scouting“, ovvero sta individuando i tetti di edifici pubblici in molti Comuni della Sicilia, nei quali realizzare impianti fotovoltaici con i quali costituire nuove Cer.

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Le Cer già costituite in Sicilia

Ci sono intanto delle esperienze molto positive. Enel X ha già realizzato impianti fotovoltaici nelle disponibilità delle Cer nei Comuni di Blufi, Sortino e Messina. In particolare, la Cer del Comune di Blufi, in provincia di Palermo, è già stata costituita ufficialmente lo scorso 14 novembre e comprende tre impianti fotovoltaici (per complessivi 64 kWp) e 31 soci. Anche le Cer nei Comuni di Sortino (Siracusa) e Messina sono di prossima costituzione. “Enel X – spiega ancora Lo Verso – mette a disposizione le proprie risorse e le competenze accompagnando le aziende e pubbliche amministrazioni nell’intero processo di creazione e sviluppo della Comunità energetica, sia dal punto di vista normativo che operativo, prendendo completamente in carico la creazione, l’accesso al credito e agli incentivi, nonché la gestione e lo sviluppo della Cer”. Si tratta di un potenziale notevole e a livello nazionale il decreto del ministero dell’Ambiente prevede lo stanziamento di 2,2 miliardi di euro, con fondi Pnrr, per finanziare fino al 40 per cento del costo degli impianti rinnovabili destinati alle Cer, realizzati nei Comuni fino a cinquemila abitanti.

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Sicilia autonoma sul piano energetico

In Sicilia, secondo quanto riferito di recente dal dirigente di ricerca del Cnr di Palermo, Mario Pagliaro, solo nel 2022 sono nati 13 mila impianti fotovoltaici (+170 per cento rispetto agli oltre 4.600 impianti del 2021) e la potenza installata complessiva ha raggiunto 1,74 GW. L’Isola, illuminata dal sole tutto l’anno, ha le carte in regola per ambire alla massima autonomia energetica. Con impianti fotovoltaici nei tetti di tutti gli edifici (1,7 milioni, 1,4 residenziali), si potrebbe arrivare a una potenza installata addirittura superiore all’obiettivo di 10,3 GW di rinnovabili assegnato dallo Stato. Anche per questo le Cer sono determinanti. In attesa che il governo nazionale sblocchi la questione dei decreti attuativi, quali passi deve compiere chi vuol costituire una Cer? “Una volta individuato il sito, il tetto o la superficie su cui realizzare gli impianti – spiega Lo Verso – è opportuno avvalersi di un partner, come ad esempio Enel X, che non si limita solo alla sua realizzazione ma che accompagna, quanti interessati, nel percorso che porta all’inserimento dell’impianto all’interno di una Cer, così da permettergli di fruire, per 20 anni, degli incentivi sull’energia prodotta e condivisa, che vengono erogati dal Gse (Gestore dei servizi energetici)”.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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