fbpx

Conte : quarantena fino al 3 maggio. “Mes? È inadeguato”

Proroga della quarantena ma prime aperture. Si pensa alla fase due, si conferma la lotta per gli eurobond. "Il Mes non lo firmiamo". Da Ue 1500 miliardi di euro per fronteggiare l'emergenza

Confermata la quarantena e la chiusura delle attività produttive fino al 3 maggio. Al contempo c’è anche uno spiraglio di riapertura, dal prossimo 14 aprile, per alcuni esercizi commerciali. Si tratta di quelli che si dedicano al commercio di carta e cartone e articoli di cartoleria. Non solo. Possono riaprire anche le librerie e i negozi di vestiti per bambini e neonati e anche le attività forestali e della silvicultura, ovvero la cura dei boschi. Tutti però devono garantire le regole di sicurezza per farlo. È quanto deciso con il decreto del presidente del Consiglio dei ministri annunciato dalla stesso Giuseppe Conte. “I segnali della curva epidemiologica sono incoraggianti. Le misure adottate fin qui dal governo stanno funzionando, ma proprio per questo non possiamo vanificare gli sforzi compiuti. Sarebbe una grande frustrazione per tutti perché dovremmo ripartire da capo. Dobbiamo quindi mantenere alta la soglia d’attenzione”. Conte quindi specifica di farlo anche per le feste di Pasqua, pasquetta e del primo maggio. “Con qualche cautela si potrà ripartire ma dipende dal nostro comportamento”.

Fase due dell’emergenza

Si pensa anche alla fase due che prevede “una condivisione della vita con il virus”, sebbene la priorità è e rimane la salute. In campo una task force con diverse professionalità che stanno pensando a come fare ripartire il Paese. “Serve ripensare ai modelli organizzativi innovativi”, dice il premier. Accanto c’è anche il protocollo per la sicurezza. Conte invita dunque gli imprenditori “ad approfittare di questo momento per sanificare i luoghi di lavoro e predisporre le condizioni di massima sicurezza per i lavoratori”.

Leggi anche – Non essenziali ma aperte. Sicilia, mille imprese in deroga

Il Mes e la partita europea

Non sono mancate parole (piuttosto decise) alle scelte concordate nelle scorse ore all’Eurogruppo. “Sul piatto ci sono oltre 1500 miliardi di euro, la cifra più significativa dal dopoguerra”, dice il premier. Tra le misure anche una cassa integrazione gestita a livello europeo e una serie di finanziamenti da parte della banca europea degli investimenti. “Sono un primo passo verso una risposta europea. Ma è un primo passo che l’Italia, e su questo siamo pienamente d’accordo con Gualtieri, giudica ancora insufficiente”. Il premier ha poi ribadito che il Paese non farà ricorso al fondo salva Stati, il Mes, definito inadeguato. Lo strumento in queste ore aveva animato il dibattito politico, soprattutto in seno all’opposizione. “Il Mes esiste dal 2012, non è stato istituito né attivato la scorsa notte come falsamente è stato dichiarato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Questo governo non lavora col favore delle tenebre”, tuona Conte. Che torna invece prepotente a parlare di eurobond come soluzione. “Serve un fondo finanziato con una potenza di fuoco proporzionata alle risorse di una economia di guerra. E deve essere disponibile subito”. La prospettiva di una loro attuazione non è stata esclusa dall’Eurogruppo. “C’è un intero paragrafo destinato ad accogliere la nostra proposte degli eurobond. Sarà un negoziato difficilissimo ma lotteremo fino alla fine”.

- Pubblicità -
Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

20,110FansMi piace
462FollowerSegui
324FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli