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Coronavirus, l’impatto sulla Sicilia vale almeno un miliardo

Turismo, agricoltura e commercio stanno già pagando la crisi da coronavirus. Sono 35 mila le aziende agroalimentari a rischio tracollo

Se prima gli effetti del virus erano riscontrabili solo sui giri d’affari cinesi, adesso le conseguenze della psicosi da covid-19 si sono spostate anche sull’economia interna. Per Cia Sicilia occidentale, sono ben 35 mila le aziende agroalimentari a rischio tracollo. Coldiretti parla del 70 per cento di contatti e preventivi in meno rispetto al 2019 per le aziende agrituristiche siciliane. In molte strutture si hanno disdette sia per il pranzo sia per l’alloggio, in altre non c’è ancora stata una sola prenotazione. Secondo Assoviaggi e Fiavet, rischia di andare bruciato un valore complessivo di circa un miliardo, con 450 imprese che potrebbero essere costrette a chiudere, ovvero il 45 per cento delle 1000 agenzie di viaggio operanti sull’isola. In sofferenza anche i locali, con affluenza in calo del 20 per cento secondo i numeri di Confcommercio.

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Tre giorni di vendite record per i supermercati

Tra i tanti settori in difficoltà, la grande distribuzione sembra fare conto a sé con “un aumento delle vendite da record solo nei giorni tra domenica e martedì scorso, con alcuni casi di scaffali svuotati in breve tempo”, come afferma il direttore marketing e vendite di Conad in Sicilia, Giovanni Anania. L’emergenza ha portato a un aumento della spesa di frutta e verdura del 4 per cento in queste ultime settimane. Si tratta di una impennata improvvisa dei consumi concentrata su alcune categorie come conserve, farine, legumi, passate, pasta e ovviamente disinfettanti che “ha messo a dura prova l’intera catena logistica. Siamo comunque riusciti a rispondere bene alla situazione straordinaria, garantendo il servizio costante”. Sull’arrivo di merci e sui trasporti per il momento non sembra esserci stato “contagio”. “Procede tutto come sempre, anche se non escludiamo cambiamenti della situazione più avanti. Dipenderà dalla chiusura o meno di aziende di produzione, presenti nell’area più colpita del paese”.

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Agriturismo in crisi, e a rischio il made in Sicily

Il settore agrituristico è invece uno dei più colpiti e Andrea Passanisi, presidente Coldiretti Catania, non nasconde una certa preoccupazione. Tuttavia invita alla prudenza auspicando “una veloce ripresa”, anche a tutela dei giovani imprenditori che hanno investito in Sicilia. Secondo Passanisi è “fondamentale procedere ad una rapida normalizzazione a beneficio di tutte le imprese del settore agrituristico”. Il rischio del danno non è “solo per il turismo, ma anche il nostro made in Sicily”. Per questo “in questo momento è importante l’appoggio alle imprese non solo da parte del governo regionale ma anche quello nazionale”. Il Pil siciliano dell’agricoltura supera il 4 per cento, quasi il doppio a livello nazionale, “una crisi avrebbe conseguenze per tutto il Paese”. L’emergenza coronavirus, tra l’altro, si aggiunge alle già gravi difficoltà attraversate dal comparto per colpa del perdurare della siccità.

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Industria ed edilizia, ancora presto per un bilancio

Se per il settore turistico e agroalimentare i primi dati emanati costituiscono motivo di preoccupazione, per altri settori come quello industriale ed edilizio è difficile ancora avere un quadro della situazione. Una tesi confermata anche dal segretario regionale Cgil Sicilia, Alfio Mannino che comunque si dice più perplesso per il sistema legato ai servizi. L’impatto negativo è sia per le imprese che per i lavoratori. “Nelle mense scolastiche e nei servizi che ruotano attorno alle università, sappiamo già di lavoratori messi in cassa integrazione e di altri che sono rimasti a casa”. Accanto al mondo delle università c’è quello della scuola e delle gite scolastiche. Il loro blocco ha avuto influenze sul turismo “e questo inciderà sul Pil siciliano per almeno 2 punti in termini percentuali, circa due miliardi di euro”. Quanto al settore edilizio e industriale la situazione è ancora in evoluzione. “Non sappiamo che impatto avrà la questione delle materie prime. Se avverranno blocchi di produzione o mancanza di materiali che non arrivano, soprattutto dalle zone più colpite dall’epidemia, sicuramente potrebbero crearsi delle criticità, ma è ancora prematuro fare una valutazione complessiva sull’impatto che questo può determinare”. Al momento, fa sapere la ditta edile EdilComis di Catania “procede tutto normalmente”.

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Marco Carlino
Marco Carlino
29 anni. Laureato in Comunicazione. Scrivo di consumi e innovazione.

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