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Costo del lavoro: in Sicilia è più basso di quattro euro l’ora rispetto all’Eurozona

Un lavoratore costa mediamente a una azienda 32,1 euro ogni ora nei 19 Paesi europei che adottano la moneta unica. Nell'Isola il costo medio scende a 27,9, ma della retribuzione lorda fanno parte solo 20,2 euro

Retribuzione lorda, contributi obbligatori, figurativi e volontari, trattamento di fine rapporto, ma anche costi intermedi come la formazione. Mettendo insieme tutti i costi, in Italia per un lavoratore un’azienda spende in media 29,4 euro ogni ora. Il dato, ricavato da Istat nel suo report “la struttura del costo del lavoro in Italia nel 2020”, pone lo Stivale a 1,7 euro in meno di media rispetto ai 19 Paesi che compongono l’Eurozona. E in Sicilia e Sardegna il dato scende a 27,9 euro.

Pesa soprattutto la contribuzione

Anche il dato italiano ha però molte variabili. La prima è il divario Nord-Sud, con il Nord-Ovest che arriva a superare la media dell’Eurozona (30,2 euro), mentre il dato per le regioni del Sud, grandi Isole escluse, è di 27,2 euro. Una differenza che diventa ancora più marcata se si considerano, sempre a livello nazionale, la differenza tra il costo sostenuto da una grande unità economica da oltre mille dipendenti, che arriva a 33,3 euro a dipendente per ora, e quello per le piccole imprese che hanno tra i dieci e i 49 dipendenti, dove il costo orario scende a 23,1 euro. Si tratta di dieci euro di differenza dovuto, principalmente, alle grandi differenze nelle retribuzioni lorde e nel monte contributivo, sottolinea l’Istituto di statistica. A fronte di una media per la retribuzione lorda annua in Italia di 29.591 euro, l’esborso effettivo si aggiungono 11.366 euro di contributi, il 27,7 per cento del totale. Mentre i costi accessori, come la formazione, pesano appena per lo 0,2 per cento. Ovvero: degli oltre 29 euro spesi in media per ogni ora di lavoro, solo 21 fanno parte della retribuzione lorda del lavoratore.

Alloggi e ristorazione hanno le retribuzioni più basse

Anche le retribuzioni lorde orarie presentano differenziali territoriali rilevanti, con valori più elevati nel Nord-ovest e al Centro (rispettivamente, 22,1 e 21,7 euro) e superiori al valore nazionale rispettivamente del 4,2 per cento e del 2,4 per cento. I livelli più bassi si rilevano al Sud (19,7 euro, meno 7,1 per cento rispetto alla media nazionale), in Sicilia e Sardegna (20,2 euro, meno 4,7 per cento) e nel Nord-est (20,5 euro, meno 3,3 per cento). Dai valori medi si discostano inoltre notevolmente le retribuzioni medie per singolo settore. Le retribuzioni medie più alte sono nel Nord-ovest per il settore finanziario e assicurativo – medie che scendono a 33,9 euro orari al Sud e nelle Isole -, ai 13,5 euro del settore alloggio e ristorazione registrati in Sicilia, che scendo a 12,9 nel resto del Sud. Si tratta delle retribuzioni medie più basse in assoluto, sopravanzate di poco più di un euro dal settore delle costruzioni (retribuzione media di 14,8 euro in Sicilia). Il settore dell’Istruzione presenta invece l’unico dato in controtendenza: nelle Isole la retribuzione media è di un euro superiore che nel resto d’Italia, arrivando a 27,1 euro.

Francia da record per carico contributivo

Tra i Paesi di area euro, solo la Francia ha un carico contributivo superiore, pari al 29,4 per cento del totale. Le retribuzioni sono però ben più alte, arrivando a una media di 26,3 euro di compenso lordo per ora di lavoro, per un costo complessivo di 37,3 euro l’ora. La Germania ha costi paragonabili (36,7 euro l’ora il costo per lavoratore), ma in questa cifra il peso della retribuzione raggiunge il 78 per cento (28,6 euro medi). I costi orari più alti si hanno in Lussemburgo (47,5 euro il costo orario), ma qui ben 41,3 euro, l’86,9 per cento del totale, sono parte della retribuzione lorda corrisposta al lavoratore. Il record opposto appartiene in Europa a un Paese non in area euro, la Bulgaria, dove un’ora di lavoro costa appena 6,7 euro, 5,7 dei quali (l’84,3 per cento) sono la retribuzione lorda. Tra i grandi Paesi in area euro è invece la Spagna a segnalarsi per il basso costo orario, con 22,8 euro, ma un “peso” della contribuzione più basso che in Italia, pari al 25,7 per cento.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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