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Covid-19, campagne vuote. Internet e sanatorie in aiuto

In Sicilia sono a rischio i raccolti più importanti dell'anno, soprattutto nel Sud-Est: mancano i lavoratori stranieri. Le proposte di Confagricoltura, Cia e Flai-Cgil per superare la crisi

I prodotti agricoli rischiano di marcire nei campi, per mancanza di manodopera. L’allarme viene dalle principali confederazioni agricole italiane e la causa è la stessa di ogni altro settore: la crisi causata dall’epidemia di coronavirus. Le misure anti-contagio introdotte a marzo dai governi nazionale e regionale impediscono agli stagionali presenti sul territorio di potersi spostare per andare a lavoro. Parliamo soprattutto di stranieri, spesso irregolari. Sono 370 mila in Italia secondo Cia agricoltura, e almeno 17 mila in Sicilia secondo i dati raccolti da Flai -Cgil. Secondo il sindacato, troppo spesso i lavoratori agricoli sono vittime del sistema di reclutamento del caporalato. Ma nelle campagne servono lavoratori, e subito, “soprattutto nel Sud-est della Sicilia, dove si ci sono i trasformati. Si raccolgono in questo periodo gli ortaggi in serra, i carciofi, ma anche le arance”, spiega Ettore Pottino, presidente di Confagricoltura Sicilia. Sono le più grandi raccolte dell’anno nell’Isola, ma “si reggono sui lavoratori stranieri, che si spostano da una zona all’altra d’Italia a seconda del periodo di intensità di lavoro”.

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Agrijob, il portale per il reclutamento di Confragricoltura

Se lo straniero non va alla campana, forse può farlo un italiano. Per riuscirci Confagricoltura ha chiesto aiuto a quanto di più lontano ci sia nell’idea del lavoro nei campi: Internet. La Confederazione generale dell’agricoltura italiana ha avviato un sistema di reclutamento online chiamato Agrijob. Si tratta di un portale che mette in contatto domanda e offerta di lavoro. Ci si può registrare gratuitamente, sia come lavoratore agricolo che come azienda, inserendo i propri dati e la zona di provenienza. “In realtà – spiega Pottino – Agrijob era uno strumento che avevamo già, ma ora è a disposizione anche grazie a un accordo con il ministero del Lavoro”. Le aziende che cercheranno personale tramite il portale “applicheranno naturalmente il contratto collettivo per il lavoro agricolo”, spiega. Si tratta però di una soluzione alternativa a quella originariamente proposta dalla confederazione al governo, che prevedeva l’utilizzo dei voucher. “La nostra richiesta era allargare l’uso dei voucher per dare possibilità alle fasce deboli di poter svolgere un lavoro in questo periodo. Ma i sindacati si sono opposti, per loro è un argomento tabù. Per noi era lo strumento più logico e lineare”. Il reclutamento, a ventiquattro ore dalla presentazione, sembra essere partito bene “con già decine di ricerche”, conclude Pottino.

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Sanatoria per gli irregolari. La proposta di Cia

La soluzione di Cia agricoltura è invece più estrema: una sanatoria per regolarizzare gli immigrati e gli irregolari che lavorano nei campi. Secondo la Confederazione italiana agricoltori un provvedimento di regolarizzazione coinvolgerebbe una platea di 150 mila persone, oltre a portare nelle casse dello Stato 1,2 miliardi di euro tra Irpef e contributi previdenziali. L’idea di Cia è quella di prevedere, alla stipula del contratto, il pagamento di un contributo forfettario da parte del datore di lavoro e il rilascio del permesso di soggiorno per il lavoratore. “Credo che i benefici di questa proposta possono essere utili per il nostro territorio”, afferma Giuseppe Di Silvestro, presidente della Cia per la Sicilia orientale. Pur non avendo dati puntuali , “è chiaro che questa proposta serve subito, per fare andare avanti le aziende, regolarizzando”. Al di là dell’emergenza, resta però l’esigenza di riportare in campagna i giovani, una esigenza alla quale dare risposta con un portale, gestito dallo Stato, dedicato alla gestione dei lavoratori stagionali. “In Sicilia, ed è un dato assodato, molti giovani vanno via senza considerare un lavoro in campagna. La fuga e l’emorragia va un po’ frenata, e questa proposta va nella giusta direzione”. Tanto più che per effettuare la raccolta non servono particolari specializzazioni.

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Flai-Cgil: “Attuiamo la 199. Premiamo gli onesti”

“Forse è l’occasione buona per regolarizzare numerose situazioni”, commenta il segretario di Flai-Cgil Sicilia Tonino Russo. Secondo il sindacalista, però, c’è sempre un problema di fondo da considerare quando si parla di agricoltura: “I lavoratori non si trovano perché una giornata di lavoro legale costa in media in Sicilia tra i 60 e i 65 euro, mentre in nero si pagano meno di 30”. Una situazione che non riguarda lo strumento utilizzato, ma “il rispetto dei contratti”. Il sindacato è infatti contrario all’introduzione dei voucher in agricoltura. “Semplicemente non servono: abbiamo già una legge, la 199 del 2016, che prevede l’istituzione delle liste di prenotazione e della Rete del lavoro agricolo di qualità”. Come attuarla, però, resta il nodo fondamentale. “Non è tanto il problema tecnico – sottolinea Russo –, è facilissimo mettere in moto i meccanismi di legge. La difficoltà è più di ordine pratico: al momento dell’istituzione delle liste potrebbero mancare “i lavoratori ‘da sfruttare’, quelli provenienti dai Paesi dell’Est, per esempio. Sappiamo che oggi non vanno a lavoro per paura, perché irregolari, senza tutele, e senza nemmeno diritto ai bonus per l’emergenza Covid-19”. Secondo i dati raccolti dallo stesso Russo, la Sicilia è la prima regione d’Italia come numero di episodi di irregolarità nel lavoro nei campi: il 37 per cento del totale nazionale. “Forse l’emergenza è l’occasione buona per far venire fuori gli irregolari. E per farlo si devono premiare gli onesti, coloro che seguono le regole, con vantaggi nei bandi pubblici o nell’accesso ai fondi europei Psr”. Dal punto di vista del consumatore, invece, conoscere l’origine dei prodotti. “Di sicuro tutti vorrebbero, potendo scegliere, consumare un prodotto che arriva da un luogo dove non si sfruttano i lavoratori”, conclude Russo.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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