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Covid-19, consumi a picco. A Catania il peggiore dato della Sicilia

A marzo i consumi sono scesi del 75 per cento. Un calo netto, soprattutto nel capoluogo etneo, ma meno severo che nel resto d'Italia. I dati di Confimprese

Calo dei consumi del 75 per cento a marzo rispetto a 12 mesi fa in Sicilia. Ma paradossalmente l’isola regge meglio della media italiana, che arriva a un calo del 79. Il risultato emerge dall’osservatorio permanente sui consumi del Centro studi Confimprese che in partnership con Ey esamina 623 aree vendita in tutta Italia, tra centri commerciali, outlet, high street e travel. Sono attualmente monitorate 45 insegne e oltre 4mila 400 punti vendita in 865 comuni. Il settore dell’abbigliamento e accessori è in calo del 82 per cento a marzo e del 25 nel trimestre. Food & beverage segna invece meno 77 per cento a marzo e e meno 28 nel trimestre. La ricerca valuta anche l’impatto nel non food, settore che comprende retail cosmetica, arredamento, servizi, cultura: la perdita è del 74 per cento a marzo, e del 24,5 nel trimestre.

La tabella di sintesi della variazioni dei consumi nelle regioni italiane elaborata da Centro studi Confimprese ed Ey

Catania ha più subito la crisi dei consumi

In Sicilia anche il trend nel primo trimestre 2020 è stato leggermente migliore del dato italiano, con un calo del 21,9 per cento, contro una media italiana del 25,8. Il tutto, spiega Confimprese, grazie alla buona performance dei mesi di gennaio e febbraio. A livello provinciale è invece Catania a subire più la crisi, con un calo a marzo del 78 per cento, che diventa del 25 se si considera il periodo da gennaio. A marzo fanno meglio Palermo, in calo del 76 per cento, e Messina con un meno 72 per cento. Il trend sottolinea Confimprese, è comunque superiore alla media italiana (-79 per cento). Sul trimestre la provincia di Palermo subisce un calo di ‘solo’ il 20 per cento, mentre Messina raggiunge il 22. Se si considera il solo territorio comunale è sempre Catania ad avere un trend peggiore: un calo del 80 per cento sul mese e del 27 sul trimestre, più alto della media nazionale. La città di Palermo è andata leggermente meglio con meno 76 per cento sul mese e meno 20 sul trimestre, in linea con i dati provinciali.

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Lombardia ultima, Calabria prima nel trimestre

Stando ai dati nazionali, la regione con il peggior decremento è anche quella più colpita dal Covid-19, ovvero la Lombardia. Il calo nel mese di marzo rispetto al 2019 arriva al 83 per cento, mentre nel trimestre gennaio-marzo la flessione sfiora il 30. Seguono Toscana ed Emilia Romagna, entrambe sopra l’80 per cento di perdita a marzo, e rispettivamente con un calo del 25,6 e del 27,6 per cento nel trimestre. Dal lato opposto della classifica sono invece Marche e Umbria. Le due regioni dell’Italia centrale subiscono una flessione dei consumi a marzo rispettivamente del 69 e del 71 per cento. I dati trimestrali vedono invece un impatto minore della media in Calabria (meno 19,5 per cento sul 2019) e in Puglia (meno 20,7 per cento). Terza la Sicilia, che con il suo 21,7 per cento è perfettamente in linea con il dato complessivo per il Su Italia, mentre la performance di marzo è leggermente migliore della media: il 75 per cento in Sicilia contro il 77 del resto del Meridione.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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