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Covid: 561 casi sul lavoro, ma uffici e fabbriche sono sicuri

Secondo i dati Inail, circa un sesto dei siciliani ha contratto il virus mentre lavorava. Ma nove contagi su dieci riguardano medici e infermieri. Quattro i morti. L'anomalia di Enna

Quattro morti e 561 contagi. È il bilancio siciliano dell’epidemia da Covid-19 sui luoghi di lavoro. O almeno è quello che emerge dalle denunce di infortunio ricevute dall’Inail al 31 maggio. Considerando che l’ultima rilevazione era del 15 maggio, si può dire con buona approssimazione che dall’allentamento del lockdown i contagi sono stati circa quaranta. Alla fine del mese scorso, i positivi individuati in Sicilia erano 3443. Uno su sei ha quindi contratto il virus mentre lavorava. La quota è consistente, ma pesa quasi del tutto sul settore sanitario.

Solo un contagio su cento in fabbrica e uffici

L’Inail ha indicato, per la prima volta a livello regionale, quali sono state le professioni colpite: l’81,2 per cento delle denunce riguarda “sanità e assistenza sociale” e l’11,2 per cento l’amministrazione pubblica (che vuol dire quasi sempre Asl). In altre parole: più di nove casi su dieci riguardano infermieri, medici, operatori socio-sanitari e ausiliari ospedalieri. Osservando i dati da questa prospettiva, i luoghi di lavoro siciliani paiono sicuri: se si escludono le strutture socio-sanitarie, i casi di infortunio da Covid-19 sono poco più di quaranta, cioè solo l’1,2 per cento dei positivi individuati nella regione. A pagare, quindi, è quasi esclusivamente la Sanità, perché (oltre a essere la più esposta) è una delle poche attività a non essersi mai fermata.

Il virus sul posto di lavoro

Tra i contagiati c’è una leggera prevalenza di donne (51,5 per cento). Oltre la metà dei lavoratori ha tra i 50 e i 64 anni. Uno su tre ha invece tra i 35 e i 49 anni. Solo 47 i contagiati under 34. L’età si conferma quindi un fattore, anche se quella media dei positivi sul posto di lavoro è molto più bassa rispetto al dato complessivo. La ragione è ovvia: i più anziani non sono occupati perché già in pensione.

L’anomalia di Enna

Guardando alla distribuzione geografica, balza agli occhi l’anomalia di Enna. Nella provincia meno popolosa della regione si concentra un quarto delle denunce: ben 142. Al 31 maggio, i casi complessivi di positività erano 409. Significa che un terzo dei contagiati si è beccato il coronavirus sul lavoro. Un’incidenza doppia rispetto alla media siciliana. Solo Siracusa ha un tasso simile, anche se con numeri assoluti più contenuti: 82 denunce all’Inail – compreso un decesso – su 241 casi di positività. I contagi sul lavoro sono 113 a Catania (due dei quali letali), 95 a Messina e 67 a Palermo. Molto più distanti Agrigento (21), Caltanissetta (con un morto) e Trapani (entrambe a 18). A Ragusa gli infortuni da Covid sono stati appena cinque.

Chart by Visualizer

Morti sul lavoro, il 40 per cento è da Covid

Le 561 denunce siciliane sono l’1,2 per cento degli oltre 47 mila casi registrati in Italia. I quattro decessi costituiscono invece l’1,9 per cento dei 208 decessi complessivi. Rispetto alla rilevazione del 15 maggio, i nuovi infortuni sono 3.623, 37 dei quali letali. Colpisce il fatto che è riconducibile al virus “circa il 40 per cento del totale dei decessi sul lavoro denunciati all’Istituto nel periodo preso in esame”. Una quota che sale al 56 per cento nel solo mesi di aprile. Oltre la metà delle denunce e sei casi mortali su dieci arrivano dal Nord-Ovest. La Lombardia si conferma la regione più colpita, con oltre un terzo delle denunce e il 45 per cento dei decessi. La provincia di Milano concentra il maggior numero di casi. Ma è quella di Bergamo a segnare il bilancio peggiore, con 25 morti. Più di sei volte quelli dell’intera Sicilia, in un’area con un quinto della popolazione.

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Paolo Fiore
Paolo Fiore
Leverano, 1985. Leccese in trasferta, senza perdere l'accento: Bologna, Roma, New York, Milano. Ho scritto o scrivo di economia e innovazione per Agi, Skytg24.it, l'Espresso, Startupitalia, Affaritaliani e MilanoFinanza. Aspirante cuoco, sommelier, ciclista, lavoratore vista mare. Redattore itinerante per FocuSicilia.

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