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Crisi da Covid. Commercialisti in prima linea. L’attesa del decreto Ristori 5

Per aziende e partite Iva il sostegno dei governi è arrivato solo in parte". Si attendono ulteriori misure mentre aumenta il rischio usura

Il professionista come advisor per le imprese e il ruolo di mediazione con il sistema bancario. Gli aiuti regionali e statali e l’attesa per il decreto Ristori 5, sebbene in piena crisi di governo e il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, si sia dimesso proprio oggi. La situazione di “seria crisi” del popolo delle partite Iva e il contributo alla lotta contro l’economia nera data dal cash back di Stato. Sullo sfondo, ma neanche troppo, il rischio usura e di diffusione del controllo delle mafie. Ne abbiamo parlato con Maurizio Attinelli, coordinatore regionale degli ordini commercialisti di Sicilia, presidente ordine dei commercialisti Ragusa e componente comitato tecnico antiracket e antiusura presso la Prefettura di Ragusa. Magistrato alla Commissione tributaria regionale.

Il ruolo del commercialista

Il commercialista è definito un advisor per le imprese, “che si adatta ai tempi”. Non più solo un esperto contabile, ma un professionista che si occupa di economia a tutto tondo. Per questo “abbiamo chiesto una modifica del decreto istitutivo dell’ordinamento professionale, inserendo la specializzazione”. L’obiettivo è dare servizi “di livello più elevato cercando di specializzare i giovani in fattispecie specifiche della nostra attività”. In futuro si vuole avere dunque un esperto in enti locali, uno in diritti societari e aziendali, uno nel contenzioso tributario per fare degli esempi.

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L’accordo con Irfis

In Sicilia c’è già stato un esempio concreto di impegno dei commercialisti, con la sigla di un protocollo di intesa con Irfis Fin, la finanziaria per lo sviluppo della Sicilia. “È finalizzato a dare quella liquidità che le imprese siciliane necessitano in questo momento”. Sul tavolo diversi strumenti a disposizione da parte di Irfis, “non ultimo” un finanziamento di circa 25 mila euro di cui una parte, cinque mila euro, a fondo perduto per le emergenze sanitarie. “Noi commercialisti abbiamo voluto metterci, come una cerniera, tra il mondo delle imprese e bancario”. Lo strumento è ancora nelle fasi iniziali “in embrione” quindi non ci sono ancora statistiche sui risultati effettivi “ma stiamo lavorando in questo senso”.

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Gli aiuti da parte dello Stato

Anche lo Stato ha messo in campo alcune misure per aiutare le aziende, ma “la tempesta di fuoco è arrivata solo in parte”. Tramite la Cassa depositi e prestiti ha messo la garanzia, a volte fino al 100 per cento, per un periodo limitato e per circa il 25 per cento del volume d’affari dichiarato nell’anno precedente”. Una misura che “è stata utile per buona parte delle imprese”, ma da alcuni dati del Consiglio nazionale dei commercialisti, Cna e Confcommercio emerge che “circa 300 mila imprese non hanno potuto beneficiarne”. I problemi pregressi delle aziende hanno influito sebbene non avrebbero dovuto secondo gli schemi del Governo. Per il sostegno alle aziende Attinelli specifica che “parecchi Ordini della Sicilia” hanno al loro interno l’Organismo di composizione della crisi. “Utile sia per imprese che per cittadini per sanare in parte i debiti esistenti”. Uno strumento pensato “per dare il supporto necessario, in particolare, in questo momento di crisi ed evitare che si abbraccino strade lontane dalla legalità”.

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Il popolo delle partite Iva

In “chiara difficoltà” anche il mondo delle partite Iva che a differenza dei lavoratori dipendenti non ha avuto uno stipendio garantito. Per loro sono diminuiti sia il reddito che il volume di affari. I ristori dati dallo Stato, “non sono sufficienti” tanto che Attinelli parla di “seria crisi” per tutti. Nell’anno della pandemia “le partite Iva legate ai professionisti sono diminuiti di circa 30 mila unità”. Secondo le stime inoltre, “tra il 10 e 15 per cento destinatari dei soggetti destinatari delle misure restrittive come bar e ristoranti, non riaprirà”. Dal Governo ci si aspetta dell’altro dunque “per ridare impulso e nuova fiducia al mondo economico delle partite Iva”.

Ristori 5

Si attende il decreto Ristori 5, ma sono giorni difficili per il Governo considerando che proprio oggi il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha rassegnato le dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il decreto non c’è ancora ma si parla già di 35 milioni di euro a disposizione. Si attendono “tantissime novità” per imprese e professionisti oltre che per i lavoratori dipendenti. “A cominciare dalle settimane di cassa integrazione che dovrebbero essere aumentate di 26, ma anche l’aumento dei finanziamenti per i reddito di emergenza. Vengono anche previsti ristori per le aziende non più legati alla differenza tra il mese di aprile 2020 e quello del 2021, ma tra il primo semestre 2020 e il primo del 2019. Ci sono anche i crediti d’imposta per l’innovazione”. L’obiettivo è di aiutare le imprese per ripianare le perdite e riprendere l’attività. L’auspicio, secondo Attinelli, è che al di là della crisi di Governo, questo provvedimento possa vedere la luce entro il mese.

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Cask back

Tra i provvedimenti dello Stato, un po’ per agevolare i cittadini e un po’ per fare emergere i pagamenti in nero che tanto male fanno all’economia del Paese, il cash back. I cittadini hanno molto apprezzato e sono tanti quelli che hanno scaricato l’applicazione per avere il rimborso del 10 per cento. L’attività è “premiale” secondo Attinelli. “Un provvedimento che unito alla fattura elettronica è molto importante per fare emergere il nero e quindi combattere la piaga dell’evasione fiscale”. Non tutti i commercianti ne sono contenti, anche perché è richiesto un piccolo investimento in strumenti elettronici per fare parte del sistema. Attinelli lo considera comunque “un prezzo necessario per cercare di realizzare quel principio per cui pagano tutti, ma meno”.

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Rischio usura e acquisto di imprese da parte delle mafie

Il rischio di finire dal lato opposto a quello della legalità è ancora più alto del solito in questo periodo di crisi economica. “Le misure messe in atto dallo Stato “sicuramente non sono sufficienti per scongiurare del tutto il pericolo”. Sotto la lente d’ingrandimento dei gruppi criminali, sarebbero più a rischio, “secondo gli ultimi dati della Direzione investigativa antimafia, soprattutto le attività legate al mondo del turismo, dell’alimentare e della somministrazione”. L’attenzione deve “essere alta”, anche perché il reato di usura “è difficile da estirpare” e “la denuncia alle forze dell’ordine non sempre arriva”. In questo contesto le misure del decreto Ristori 5 dovrebbero essere d’aiuto. “Speriamo che arrivi presto”. La conferenza degli ordini della Sicilia, inoltre, sta cercando di “sensibilizzare le imprese ad adottare il rating di legalità previsto dall’Autorità antitrust”. “Al momento si contano circa 8500 imprese su un totale di cinque milioni”.

Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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