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Cura Italia, accesso semplificato al Fondo di garanzia per le Pmi

Il nuovo decreto contro la crisi sanitaria ed economica dovuta al coronavirus prevede un accesso più facile al Fondo finanziamenti. Che in alcuni casi diventa automatico

Accesso semplificato al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. E per finanziamenti fino a 3 mila euro basterà dichiarare di aver subito dei danni economici dall’emergenza Covid-19. Lo prevede il nuovo decreto “Cura Italia”, entrato ufficialmente in vigore nella tarda serata del 17 marzo. Il provvedimento, finalizzato a far fornire liquidità da subito alle imprese da parte delle banche, avrà regole d’accesso in deroga per nove mesi. Il tetto massimo ai finanziamenti a quota 5 milioni di euro, ovvero il limite maggiore consentito dalle norme europee, contro i 2,5 milioni previsti dalla normativa ordinaria. Come spiegato nell’articolo 49 del decreto, l’accesso sarà con una copertura pari all’80 per cento per gli interventi a garanzia diretta, e al 90 per cento dell’importo garantito dalla Confidi o da altro fondo di garanzia per quelli di riassicurazione. In questi due casi, però, l’importo massimo si ferma a un milione e 500 mila euro.

Intervento gratuito e senza commissioni

La principale novità sta però nella dotazione del fondo, innalzata fino a un totale di 1,2 miliardi secondo quanto riportato nelle disposizioni finanziarie del decreto, e nella gratuità di accesso alla garanzia. Un aspetto che vale anche per le commissioni per il mancato perfezionamento delle operazioni finanziarie. A questo si aggiunge che, qualora si trattasse di operazioni eseguite da banche che abbiano accordato la sospensione delle rate, o anche della sola quota capitale, la garanzia sarà estesa di conseguenza al periodo successivo.

Accesso senza valutazione per i piccoli prestiti

Tra le misure più significative vi è inoltre la possibilità di accesso “senza valutazione” a nuovi finanziamenti della durata di 18 mesi erogati da banche ed intermediari finanziari. L’importo massimo dovrà essere di 3 mila euro, e potrà essere concesso a persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni ls cui attività abbia subito danni dall’emergenza Covid-19. Per farlo basterà una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000). L’accesso al fondo avrà comunque una procedura snellita e semplificata anche per richieste di garanzia entro i massimali. La probabilità di inadempimento sarà infatti determinata esclusivamente sulla base del modulo economico-finanziario del modello di valutazione riportato nell’allegato al decreto del Ministro dello sviluppo economico del 12 febbraio 2019. Sono in ogni caso escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze” o “inadempienze probabili”.

Un incentivo al rifinanziamento

Il decreto prevede anche che l’accesso al Fondo sia consentito anche per la rinegoziazione del debito, purché il nuovo finanziamento preveda l’erogazione di credito aggiuntivo almeno al 10 per cento. Il principio è applicato anche agli investimenti immobiliari nei settori turistico – alberghiero e delle attività immobiliari. Per finanziamenti con durata minima di 10 anni e di importo superiore a 500 mila euro, la garanzia del Fondo può essere cumulata con altre forme di garanzia acquisite sui finanziamenti. Inoltre per le operazioni garantite, in tutto o in parte, dalle sezioni speciali del Fondo (riservate a comuni ed enti pubblici e parapubblici), la percentuale massima della garanzia del Fondo può essere elevata per le nuove operazioni fino al maggior limite consentito dalla disciplina dell’Unione Europea, ovvero 5 milioni di euro.

Il governo annuncia già nuove misure

Il decreto Cura Italia non sarà probabilmente l’unico intervento a supporto dell’Economia italiana in tempo di crisi sanitaria. A ribadirlo anche l’ultimo comma dell’articolo 49 dedicato al Fondo di garanzia, nel quale si specifica come “con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, possono essere previste ulteriori misure di sostegno finanziario alle imprese”. In particolare si tratterà di finanziamenti a tasso agevolato e di garanzie fino al 90 per cento, a favore delle imprese, o delle banche “e degli altri intermediari che eroghino nuovi finanziamenti alle imprese”. Il rispetto delle norme europee sugli aiuti di Stato verrà affrontato nel decreto stesso “che disciplina disciplina le forme tecniche, il costo, le condizioni e i soggetti autorizzati al rilascio dei finanziamenti e delle garanzie”.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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