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Da Scicli a Catania in bus: un ordinario, inaccettabile disservizio

Tre ore di viaggio per pendolari, studenti e passeggeri diretti all'aeroporto, con bus in pessime condizioni igieniche ma, soprattutto, insufficiente a trasportare tutti. Così ci sono studenti che perdono le le lezioni, chi arriva tardi al lavoro e qualcuno che perde il volo

Stamattina ho preso un bus da Scicli a Catania. Parte alle 5 del mattino, è pieno di pendolari, studenti e passeggeri diretti all’aeroporto. Le pessime condizioni igieniche del bus e le oltre tre ore di viaggio che mi aspettavano potrebbero far pensare ad un servizio lento e inadeguato. Ma c’è di peggio. Il bus parte da Scicli, ferma a Modica, Pozzallo e Ispica. Quando arriva a Rosolini è già pieno e i passeggeri in attesa non possono salire anche se abbonati. La gente a terra giustamente protesta, i passeggeri sul bus si lamentano della perdita di tempo perché temono di perdere il volo o arrivare tardi a lavoro. L’autista prova a spiegare che ha già chiesto un autobus-bis e non può far salire altra gente. Una dottoressa esasperata dall’ennesimo viaggio negato si ribella, sale sul bus e si siede sugli scalini della porta laterale. L’autista spegne il bus e annuncia, comprensibilmente, che non partirà se ci saranno più persone del numero consentito. Chi è a terra deve attendere un nuovo bus che dovrebbe arrivare entro un’ora. Intanto c’è chi chiama i carabinieri, chi paventa denunce per interruzione di pubblico servizio e chi fa notare che il reparto e la sala operatoria non aspettano. C’e molto nervosismo, tutti hanno le loro ragioni. Tutti tranne l’Ast. Si discute animatamente per 15-20 minuti, poi si riparte lasciando una dozzina di persone a terra.

Basterebbe un sistema di prenotazione digitale

Basterebbe un semplice sistema di prenotazione digitale per conoscere in anticipo il numero dei passeggeri, predisporre un numero di bus adeguato e ottimizzare il servizio. Nei prossimi giorni il problema si ripeterà e nessun dipendente o funzionario Ast farà nulla. Nessuno risponderà di un pessimo servizio. Nessun amministratore locale o regionale interverrà. Nessuno è responsabile. Poco dopo l’alba alcuni fortunati arriviamo a Catania, altri saranno ancora sul ciglio della strada. Qualche studente ha perso le lezioni, delle persone sono arrivate tardi sul posto di lavoro, qualcuno avrà perso il volo. Altri, che non sapranno mai nulla di quell’autobus fermo a Rosolini, stamattina non hanno trovato un medico ad assisterli in ospedale perché una dottoressa non ha potuto viaggiare.
Precisazione. Chi vive nel Sud-est siciliano non può viaggiare in treno perché le città non sono servite. L’Ast è l’unica azienda di trasporti che collega (male) mezza provincia di Ragusa con Catania.

Roberto Sammito

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1 commento

  1. Fra le poche cose che funzionano della Sicilia vai a toccare L’ AST e le persone che ogni giorno lavorano per la collettività spesso con pretese assurde ,tante cose possono essere migliorate ma non serve la critica di chi forse viaggia sui mezzi pubblici una volta tanto. Solo per informazione ero pendolare al superiore e per andare a Catania.

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