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Didattica in alta quota: gli studenti di biologia tra i sentieri dell’Etna

Due giornate di intense attività di campo nel Parco dell’Etna, dedicate all’osservazione della flora spontanea e degli habitat naturali e per avvicinarsi alla difficile arte del riconoscimento della flora e monitoraggio delle comunità vegetali

Conservazione dei beni naturali e monitoraggio degli habitat di Direttiva, metodi di rilevamento delle comunità vegetali e servizi ecosistemici. Ma anche conoscenza della flora e della vegetazione naturale e gestione e contenimento dalle specie vegetali aliene. Sono i temi principali che, tra teoria e pratica, hanno affrontato gli studenti del corso di laurea magistrale di Biologia ambientale in occasione di due giornate di intense attività di campo nel Parco dell’Etna. Due giorni dedicati all’osservazione della flora spontanea e degli habitat naturali e per avvicinarsi alla difficile arte del riconoscimento della flora spontanea e monitoraggio delle comunità vegetali oltre che stimolare il confronto costruttivo tra gli studenti del corso di laurea magistrale del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Catania con visioni e percorsi formativi diversi.
Ad accompagnare gli studenti in oltre 30 chilometri di sentiero dal rifugio Case Zampini a Galvarina, alle pinete di Monte Denza, Gianpietro Giusso del Galdo, docente di Ecologia del paesaggio e direttore di dipartimento e Sciandrello Saverio, docente di Analisi e monitoraggio della flora, con la preziosa partecipazione du Fabrizio Meli.

Interazione tra operatori forestali e studenti

Prezioso si è rivelato il supporto degli operatori forestali Angelo Marino, Carlo Ciraolo e Agatino Finocchiaro coordinati da Giuseppe Bua insieme con i direttori responsabile Elio Arcoria e Seba Di Paola dell’Azienda regionale Foreste demaniali. “L’iniziativa ha favorito le interazioni tra operatori forestali e studenti universitari – ha spiegato Giusso del Galdo – finalizzata a far conoscere agli allievi il patrimonio di biodiversità vegetale, le azioni di monitoraggio della diversità vegetale presente sul vulcano più attivo d’Europa e la sua difficile gestione sostenibile. Un patrimonio vegetale, tra boschi e arbusteti di alta quota, custodito sull’Etna, prezioso da conoscere e conservare su cui si basano numerosi servizi ecosistemici essenziali per l’umanità, quali la produzione di ossigeno, il sequestro di anidride carbonica dall’atmosfera, il contrasto al dissesto idrogeologico e agli effetti del cambiamento climatico”.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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