fbpx

Duemila euro ogni mese. Come spendono le famiglie siciliane

Cinquecento euro in meno per ogni nucleo familiare dell'Isola rispetto al resto d'Italia. La quota maggiore è dedicata alla casa, ma in scarpe e vestiti si spende più della media

Duemila e diciotto euro in media a famiglia. Questa la spesa in Sicilia calcolata da Istat. Il dato, riferito al 2019, pone l’isola in fondo alla classifica, davanti solo a Basilicata, dove le famiglie spendono in media 15 euro meno, alla Calabria e alla Puglia, che non raggiungono i duemila euro mensili per rispettivamente due e quattro euro. La media nazionale è distante cinquecento euro, a quota duemila e 559 euro. Un divario che, seppur in calo rispetto al 2018 di circa 60 euro mensili, rispetto al Nord-Ovest del Paese sale a circa 800 euro.

Chart by Visualizer

Abitazione, la Sicilia tra le regioni che spendono meno

Nel computo mensile delle spese, scese di circa il 12 per cento in maniera omogenea in tutto il territorio durante i primi tre mesi del 2020 caratterizzato dall’emergenza sanitaria da Covid-19 e dal relativo lockdown, le abitazione ed affitto sono i parametri che più incidono nei bilanci familiari. La spesa media nazionale nel 2019 è stata di 896 euro. Un parametro, comprensivo di un eventuale affitto oltre alle spese per luce acqua e riscaldamento, al quale si affianca il cosiddetto “affitto figurativo”, ovvero le spese medie sostenute per una casa di cui si è usufrutturari o proprietari, a quota 577 euro a livello nazionale. Le somme in Sicilia scendono rispettivamente a 630 e e 394, mentre nel ricco Nord-Ovest la media sale a oltre mille euro per le spese di abitazione, 640 per gli affitti figurativi. Le regioni con redditi più alti, come sottolineato da Istat, sono anche quelle dove si spende di più in questo settore. Nella provincia autonoma di Bolzano, area con la spesa media più alta d’Italia con oltre 3 mila e 500 euro, 1289 euro sono dedicati alla sola abitazione e alle spese. Quota sopra i mille euro anche in Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Toscana, Trento e Val d’Aosta, mentre meno della Sicilia si spende solo in Basilicata (567 euro) e Calabria (576).

Leggi anche – Covid-19 e affitti: troppo poco per famiglie e imprese

Spese sotto la media, tranne che in scarpe e vestiti

Le prime sorprese della classifica vengono però dall’analisi dei dati sui consumi alimentari. Nella provincia autonoma di Trento si spendono in media 400 euro, 112 euro meno che in Campania, prima in classifica con 512 euro. Poco sotto i cinquecento euro, e terza in classifica dietro a Bolzano (509 euro) anche la Calabria (499), mentre la Sicilia si ferma a 448, con una media italiana di 464. L’isola si piazza invece al quinto posto in classifica per quanto riguarda le spese in abbigliamento e calzature, a quota 132 euro, in una classifica guidata dai 149 euro medi della piccola Valle D’Aosta, e una media di 114. In questo parametro le famiglie che spendono meno sono quelle liguri, con 89 euro di media, seguiti da Friuli-Venezia Giulia (90 euro), e Piemonte (92). Ben al di sotto della media italiana di 15,83 euro è però la spesa in istruzione siciliana, con 11,95 euro a famiglia. Peggio ancora la media di spesa in settori culturali e spettacoli, ferma a quota 68 euro. Peggio fa solo la Puglia, con 63,85 euro, mentre la media italiana è quasi doppia, con 127 euro e nuovamente Bolzano a guidare la classifica, con 208 euro. Relativamente alle spese sanitarie, la Sicilia è esattamente a metà della classifica con 109 euro, a fronte di una media nazionale di 118. Nei trasporti, con 221 euro medi, l’isola si trova invece tra le regioni con le spese meno onerose, e sotto di ben sessanta euro sulla media nazionale. A spendere (molto) di più sono Bolzano (379 euro), Umbria (364 euro), e Lombardia (363 euro mensili).

Leggi anche – Spese sanitarie: detrazioni a rischio per chi paga in contanti

Se sei straniero, spendi in media mille euro meno

Nel suo studio Istat sottolinea inoltre come le spese siano collegate naturalmente alla retribuzione, ma anche dalla provenienza. Se a livello nazionale la spesa media per imprenditori e dirigenti sale a 3 mila e 918 euro, scende inesorabilmente per le famiglie composte da soli stranieri, dove la media si ferma a 1500 euro. Nelle famiglie miste, ovvero quelle con un solo componente straniero, la media scende a mille e novecento euro. Il dato è influenzato anche dal livello medio di istruzione. Si passa infatti dai mille e 678 euro mensili delle famiglie in cui la persona di riferimento ha al massimo la licenza elementare ai 3 mila e 587 euro di quelle con persona di riferimento con titolo universitario. Queste ultime riservano quote di spesa più elevate a Servizi ricettivi e di ristorazione (6,9 per cento del bilancio familiare) e a Ricreazione, spettacoli e cultura (6,2 per cento).

- Pubblicità -
Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

20,945FansMi piace
511FollowerSegui
341FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli