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Export in Sicilia: cresce ma non corre e solo negli ultimi 20 anni. Traina Siracusa

L'export in Sicilia è cresciuto negli ultimi 20 anni, ma non ha recuperato il gap rispetto le regioni del Nord Italia. Solo sei province entrano nella classifica dei 107 territori in grado di fare la differenza a livello nazionale. I dati della Cgia di Mestre

Anche Sicilia e Mezzogiorno hanno un ruolo importante nel panorama dell’export italiano, ma vivono dei chiari ritardi. Guardando i dati della Cgia di Mestre, l’Isola segna un aumento reale delle esportazioni solo negli ultimi 20 anni, passando da 9.498 miliardi di euro nel 2000 a 13.571 miliardi nel 2023. Con una variazione positiva del 42,9%. Rispetto le capacità di Lombardia, Emilia-Romagna o Veneto il bottino è magro. La crescita resta ancora inferiore. Secondo il centro studi della Cgia è evidente “una certa fragilità nell’espansione dell’export siciliano, che necessita di maggiori sforzi in competizione per distinguersi efficacemente sui mercati internazionali“.

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Export in ritardo in tutto il Mezzogiorno

Aprendo una parentesi sul Mezzogiorno nel suo complesso, guardando quindi oltre la Sicilia anche Campania, Puglia, Calabria e Basilicata, Cgia ha registrato un andamento comunque positivo delle esportazioni. Nel lungo periodo l’export nel Mezzogiorno ha visto un aumento importante, che sfiora i 18 miliardi, passando da 49.856 miliardi di euro nel 2000 a 67.831 miliardi nel 2023. Il tasso di crescita è del 36,1%, comunque superiore alla media nazionale. In base al dato evidenziato in precedenza, la Sicilia ha quindi registrato nello stesso periodo un tasso superiore a tutto quello del Sud Italia. La macro area Mezzogiorno, però, rimane ancora indietro rispetto al resto del Paese in termini di volume di esportazioni. La bassa densità di infrastrutture e la minore competitività delle imprese – secondo la Cgia di Mestre – si confermano ostacoli veri allo sviluppo delle esportazioni in questa parte di penisola.

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Export in Sicilia: 149 miliardi meno della Lombardia

Un confronto tra le regioni italiane evidenzia una netta disparità per volumi e guadagni dalle esportazioni sul territorio. Ad esempio, la Lombardia, che è leader nell’export nazionale, ha registrato un volume di vendite all’estero pari a 163.151 miliardi di euro nel 2023, con un tasso di crescita del 28,0% rispetto al 2000. Altre regioni del Nord come l’Emilia-Romagna e il Veneto hanno mostrato performance simili, con tassi di crescita del 27,7% e del 25,7% rispettivamente. In base a quanto già evidenziato per la Sicilia, è confermato un ritardo. Pur registrando una crescita delle esportazioni negli ultimi 20 anni (+42,9% rispetto al 2000), l’isola resta molto indietro da Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Secondo i dati del centro studi, i volumi siciliani di export sono pari ai già citati 13.571 miliardi. In Lombardia come detto si raggiungono ben 163 miliardi, in Emilia oltre 85 miliardi, in Veneto quasi 82 miliardi di euro. Allargando ancora una volta l’orizzonte, la differenza tra il Mezzogiorno e il resto del paese diventa meno evidente nel confronto con il Nord Ovest e il Nord Est. Mentre quest’ultime regioni hanno registrato una crescita comunque dinamica delle esportazioni, del +31,4% e quasi il 27%, il Mezzogiorno ha mostrato un tasso di crescita complessivamente più alto del 36,1%.

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Siracusa, Catania e Messina trainano l’export in Sicilia

Nel contesto dell’export italiano anche le province della Sicilia danno il proprio contributo alla crescita economica generale. Ma in modo altalenante. A livello regionale, Siracusa resta il territorio che traina le esportazioni regionali. Ne 2023 ha ricavato 7.745 miliardi di euro. Nel lungo periodo si tratta di un dato in flessione del 31,2%, ma rispetto al 2022 l’aumento è del 39,6%. Analizziamo i dati della Cgia di Mestre, nel 2023, l’export della provincia di Catania è stato di 2.376 miliardi di euro. Rispetto al 2000, le esportazioni sono aumentate del 32,9%, con un incremento di 588 milioni di euro. Messina nel 2023 ha esportato beni per un valore di 1.507 miliardi di euro. Nonostante una leggerissima diminuzione del 2,8% rispetto al 2000, le esportazioni sono aumentate del 48,8% rispetto il 2022.

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Bene Ragusa, Trapani e Palermo

Ragusa è la quarta provincia siciliana per esportazioni. Nel 2023, la zona iblea ha esportato beni per un valore di 528 milioni di euro. Nonostante una diminuzione del 14,3% rispetto al 2000, l’export è aumentato comunque del 49,4% rispetto al 2022. La provincia di Trapani segue. Nel 2023 ha registrato esportazioni per un valore di 439 milioni di euro. Rispetto al 2000 sono aumentate di ben l’81,3%, con un incremento di 197 milioni di euro complessivo. L’ultima provincia a rientrare nella tabella delle 107 province italiane per export della Cgia di Mestre è Palermo. Nel 2023 il capoluogo ha esportato beni per 367 milioni di euro, l’export è cresciuto sul territorio del 19,8% rispetto al 2000, con un aumento di 61 milioni di euro in oltre 20 anni. Restano fuori classifica Agrigento, Enna e Caltanissetta con un flusso di esportazioni che non riesce ancora a distinguersi a livello nazionale.

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Chiara Borzì
Chiara Borzì
Sono una giornalista specializzata nei temi di economia, impresa, ambiente, cultura e sport. Attualmente dottoranda di ricerca e cultrice della materia di "Storia Contemporanea" presso l’Università degli Studi di Enna "Kore".

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