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Fisco, il punto del Governo sulla riforma: “Attesa da 50 anni. A breve i testi unici”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto il punto sulla riforma del Fisco nel corso di un incontro alla Camera dei deputati. Record di lotta all'evasione, priorità a semplificazione e nuove tecnologie. I commenti del ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti

Sull’applicazione della Legge delega che autorizza il Governo a realizzare la riforma del Fisco si va veloce, “con otto decreti attuativi su dieci già approvati dal Parlamento in sette mesi”. Il passo successivo sarà riorganizzare il settore attraverso dei testi unici, “con delle bozze che metteremo in consultazione, per recepire tutte le osservazioni e poi varare un sistema fiscale molto più semplice“. Sono le parole pronunciate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso di un incontro dedicato alla riforma fiscale che si è svolto alla Camera dei deputati. La premier rimanda al mittente le accuse di favorire il “sommerso”. “I numeri ci dicono che il 2023 è stato un anno record nella lotta all’evasione fiscale, con un’attività di recupero da parte dell’Agenzia delle Entrate che ha portato nelle casse dello Stato ben 24,7 miliardi, cioè 4,5 miliardi in più rispetto all’anno precedente”. Una cifra “mai raggiunta nella storia di questa Nazione”, rivendica la premier, a cui vanno aggiunti “6,7 miliardi di euro che sono frutto dell’attività che sempre l’Agenzia delle Entrate ha svolto per conto di altri Enti, e che porta il totale a 31 miliardi“.

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Riforma del fisco, gli obiettivi del Governo

Secondo Meloni, “il momento storico che stiamo affrontando ci impone di dare risposte coraggiose e strutturali”. Anche in materia fiscale, dove una riforma organica “è attesa da cinquant’anni”. Il nuovo erario, nelle intenzioni della premier, dovrà puntare a recuperare un rapporto di fiducia con i cittadini, favorendo gli investimenti e mettendo il freno alla burocrazia. “Un sistema fiscale non nasce per soffocare la società, ma per aiutarla a prosperare. Non è uno strumento attraverso il quale lo Stato si impone sul cittadino, ma è uno degli strumenti attraverso i quali lo Stato può dare risposte ai cittadini“. Per farlo è necessario evitare “regole astruse, incomprensibili”, ma soprattutto la percezione che le tasse pagate dai contribuenti “non corrispondono, spesso, al livello dei servizi che poi lo Stato eroga”. Per evitarlo servono “buon senso, lungimiranza, capacità di non sprecare le risorse. Questo è un elemento fondamentale se quelle risorse si vogliono raccogliere. Per questo penso che sia grande la responsabilità di chi è chiamato a gestire i prelievi“.

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Giorgetti: intervenire sulle multinazionali globali

A ribadire l’importanza di una riforma complessiva del settore, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “Parliamo di un’impresa storica, i cui primi effetti si possono già valutare. Pensiamo al primo modulo Irpef, con il passaggio da quattro a tre aliquote, che hanno accresciuto il potere d’acquisto delle famiglie”. Un fisco equo, ha aggiunto il ministro, “rappresenta anche un premio per le aziende che danno lavoro”. Oltre ad alleggerire la pressione su una categoria, quella delle partite Iva, “troppo spesso considerata come un covo di evasori“. Su questo fronte, secondo Giorgetti, serve un vero e proprio cambio di prospettiva. “Dobbiamo capire che la base imponibile è diversa rispetto a mille, cento e persino dieci anni fa. Un tempo si faceva cassa tassando il sale e il fumo, oggi occorre pensare alle grandi multinazionali“. Giorgetti si è detto dubbioso che la trattativa globale in corso sulla digital tax vada a buon fine, ma l’economia del futuro “richiede risposte comuni alle nuove forme di ricchezza, che realizzano profitti milionari e miliardari“.

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Priorità a semplificazione e nuove tecnologie

Ad aggiungere altri elementi il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. “L’intervento di cui parliamo è atteso da mezzo secolo. Dalla riforma Vanoni degli anni Cinquanta che introdusse la dichiarazione dei redditi e la grande riforma tributaria degli anni Settanta, che passò dalle imposte reali alle imposte personali”. L’obiettivo fondamentale, per il viceministro, è ripristinare la certezza del diritto. “Negli anni abbiamo assistito a 1.200 interventi sulle imposte, di cui 500 soltanto sull’Iva”. Leo denuncia un eccesso di burocrazia fiscale, “con le istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi che sono arrivate a 1.000 pagine, contro le 1.400 di Guerra e pace”. Con questi numeri non è un caso che “il 44% delle controversie civili sia dovuto a contenziosi sul fisco”. Per questo è urgente una semplificazione normativa, “per permettere all’Italia di confrontarsi sul mercato globale, alla pari con gli altri Paesi. Anche sfruttando le nuove tecnologie, che permettono innovazioni come il concordato preventivo biennale con il fisco”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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