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Fondi Ue, in Sicilia a rischio mezzo miliardo

Un vero e proprio allarme quello lanciato dal centro studi Pio La Torre, che in una analisi a firma di Franco Garufi traccia un quadro delle dotazioni ancora da certificare. E che potrebbero andare perdute

“La Sicilia dovrà certificare entro il prossimo 31 dicembre la spesa di 387,5 milioni di euro per il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e di 67,6 per il Fondo sociale europeo (Fse), se vorrà evitare il disimpegno automatico delle risorse”. Lo afferma l’economista Franco Garufi, in una analisi pubblicata dal centro studi Pio La Torre sui dati presentati dall’agenzia della Coesione terriotoriale al comitato di gestione del progetto monitoraggio lo scorso 11 luglio.

Fesr, Fse, Feasr: un mare di euro da certificare

Il Fesr vale 4miliardi 473 milioni di euro nel settennio di programmazione 2014-2020 e “la spesa certificata è pari a 734,2 milioni mentre il target N+3, cioè la somma che deve essere spesa entro tre anni dalla data in cui è stata impegnata – spiega Garufi -, è pari ad un miliardo e 121 milioni di euro”. Secondo quanto evidenziato “va ancora certificata la spesa del 34,6 per cento dell’obiettivo pari a 387,5 milioni di euro”. Discorso simile per gli 820 milioni previsti nel periodo 2014-2020 dal Fse, per i quali in Sicilia sono state certificate spese per 121,2 milioni e si dovranno “certificarne altri 67,6 in questo caso – prosegue Garufi -, la somma residua è pari al 35,8 per cento del target”. Per quanto riguarda invece il Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (Feasr), Garufi afferma come “la nostra regione al 30 aprile aveva speso 623,1 milioni di euro su 2mile 184 di spesa programmata. La percentuale di realizzo è pari al 77,2 per cento, mentre la spesa da certificare entro la fine dell’anno in corso per evitare disimpegni ammonta è di 122,445 milioni di quota Feasr”.

Sicilia, ultima a Sud. E le infrastrutture arrancano

Garufi fa anche un confronto con le altre regioni del Sud destinatarie dei fondi Fesr: ultima è la Campania, che deve certificare il 36,4 per cento della dotazione, “ma è molto avanti nella spesa Fse dove ha già rendicontato il 76,4 per cento”, mentre meglio vanno Calabria (29,2 per cento) e Puglia (29,8 per cento), e soprattutto la Basilicata che ha già raggiunto il target previsto per il Fesr e si attesta al 31,1 per cento da spendere per il Fse. Dei 3,24 miliardi che l’Italia dovrà spendere entro l’anno, ben 455,1 milioni sono a carico della Sicilia, il 13,7 per cento del totale. Garufi aggiunge inoltre alcune informazioni utili a fare il punto sulle opere ferroviarie per la Sicilia, da attuare con dotazioni dei fondi europei. “Nella documentazione presentata alla riunione del comitato – afferma l’economista -, sono confermati il raddoppio della Palermo-Messina nella tratta Fiumetorto-Ogliastrillo, il passante ferroviario di Palermo nella tratta La Malfa-Carini, la Messina-Siracusa nella quota finanziata dal Pon Infrastrutture e trasporti. Nel Por Fesr progetti ferroviari – prosegue Garufi -, son previsti altri rilevanti progetti ferroviari: la tratta Notarbartolo -La Malfa del passante ferroviario di Palermo e la metropolitana di Catania per la tratta Stesicoro-Aeroporto. Tuttavia lo stato di avanzamento di questi grandi progetti appare molto in ritardo: per l’insieme di quelli previsti dal Pon i pagamenti ammontano ad appena 410 milioni. Sono progetti da lungo tempo presenti nei documenti di programmazione nazionali e regionali, ma il cui stato di avanzamento continua ad essere lentissimo, quando addirittura essi non sono stati utilizzati, con la tecnica dei “progetti coerenti” per colmare le deficienze della spesa del programma operativo regionale”. 

“Pochi investimenti pubblici. Ma Musumeci che fa?”

Garufi commenta quindi i dati del recentissimo rapporto Svimez 2019 che “dimostrano ancora una volta che sono mancati gli investimenti pubblici: nel 2018 sono stati investiti nel Sud 102 euro pro capite contro 278 nel Centro Nord. Peggio, si è pensato di utilizzare gli investimenti europei in sostituzione delle risorse pubbliche nazionali che venivano sottratte”. Garufi conclude infine con un messaggio critico al presidente della regione Nello Musumeci “alla guida di un governo regionale che fa rimpiangere perfino Crocetta, ci racconta i suoi sogni, dal ponte sullo stretto al piano Marshall per la Sicilia. Si interrogherà, prima o poi, su come ridare slancio ad una macchina regionale che non riesce neanche a spendere i soldi che ha a disposizione?”. 

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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